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Veneto

 [pattomutuosoccorso] [COM.STAMPA] Appalto del Dal Molin alle cooperative rosse

VICENZA BASE USA DAL MOLIN

LE COOPERATIVE ROSSE VINCONO L’APPALTO PER LA COSTRUZIONE
DELLA
NUOVA BASE USA
COME VOLEVASI DIMOSTRARE!

Finalmente sono stati resi noti i nomi delle ditte che
dovranno costruire la nuova base militare Usa a Vicenza:
Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna e Cooperativa
Muratori & Cementisti di Ravenna.

Inutile ricordare i legami stretti tra queste cooperative
rosse e molti membri del Governo Prodi e del commissario
Costa. Il ministro Bersani era stato presidente della CMC di
Ravenna, l’inaugurazione della nuova sede della CCC di
Bologna venne fatta in pompa magna da Massimo D’Alema.

Altro che inderogabili impegni internazionali, altro che
rispetto dei patti: hanno svenduto la nostra città per
garantire un lucroso affare alle cooperative rosse loro
amiche. Le stesse cooperative impegnate nella costruzione
della Tav in Val di Susa, giusto per gradire.
Ecco perché il buon Walter Veltroni, nel suo recente
viaggio elettorale a Vicenza ha detto: la base si farà.
Non vorrete mica far perdere un sacco di soldi ai nostri
amici, vero?

Ebbene si, cari Prodi, Costa, Bersani, D’Alema, Veltroni:
quella base non si farà mai, perché le vostre bugie
hanno le gambe corte, perché migliaia di uomini e donne lo
impediranno, in maniera pacifica ma determinata.

A Monopoli giocherete un’altra volta, e non sulle nostre
teste.

Vicenza, 28 marzo 2008

 

Da Vicenza  a Serre: andata e ritorno

"L’oasi di Serre nella Piana del Sele ha mantenuto intatte le sue caratteristiche naturali con 150 specie di uccelli, volpi cinghiali, faine, donnole, ricci, moscardini e lontre. Le acque del fiume, limpide e trasparenti, sono l’habitat favorevole a molti tipi di pesci." E’ scritto nel pieghevole "Serre, paese delle oasi" che un uomo ci regala perché lo portiamo a casa e mostriamo a chi non è potuto venire la cartina di uno dei  territori più verdi rimasti oggi in Campania e che il Commissario per l’ambiente Bertolaso ha scelto perché diventi la discarica più grande d’Italia, per "risolvere" il problema dei rifiuti che inondano tutta la regione.
Anni e anni di commissariamento speciale non hanno influito di una virgola sulla gestione della spazzatura che per la camorra si trasforma in oro come ci spiega Roberto Saviano nel suo libro "Gomorra" quando racconta come le "famiglie" dirigono tutto il traffico dei rifiuti tossici dal nord al sud, senza nessuna remora di foderare di veleni i loro paesi, di lasciare marcire le terre e la salute dei loro concittadini. Come per l’operazione "Cassiopea" 2003 che dimostrò che dal nord partivano ogni mattina decine di Tir che scaricavano abusivamente in Campania zinco, cadmio, scarto di vernici, fanghi da depuratori, plastiche varie, arsenico, prodotti delle acciaierie, piombo etc., insomma tutti i nostri veleni, un buon affare per i camorristi del sud e per gli industriali del nord che smaltiscono i rifiuti delle loro produzioni con cifre irrisorie.

"Il problema non è tanto la spazzatura delle nostre case" ci spiega Anna, 47 anni, due figlie, un marito finanziere e una vita di lavoro da quando a 11 anni faceva la bracciante giornaliera nelle terre fertili della piana del Sele, per 1000 lire al giorno. "Se non ci fosse il business dei rifiuti tossici, le amministrazioni avrebbero avviato la raccolta differenziata. Però non gli conviene perchè tutti sanno che fra la immondizia mescolata e più facile nascondere i rifiuti tossici che vengono dal nord."
Anna ha il braccio al collo per una lussazione. Sabato 12 maggio, alle 7,30 del mattino è arrivata la polizia a sgomberare il loro Presidio e ad aprire la strada alle ruspe che vogliono mangiarsi la Valle della Masseria, l’oasi del Sele, per farne un’enorme discarica a cielo aperto. Lei faceva resistenza insieme agli altri del paese, si erano incatenati con le braccia ma li hanno trascinati sul selciato. In 13 sono finiti all’ospedale per difendere la loro terra ma non demordono. La resistenza è scritta nel dna di questa donna, una dei 14 figli di una coppia di contadini che proprio in quella zona hanno versato sangue e sudore. Del resto le lotte dei braccianti di Acerra e Battipaglia sono note a chi si è occupato dello sfruttamento nelle campagne del Sud.

Quella di qui è gente dura, che non si piega. Nel ’69, in seguito all’annuncio della chiusura della manifattura di tabacchi e dello zuccherificio, in tremila scesero in piazza, bloccarono ferrovie, strade ed autostrade, incendiarono il municipio ed il commissariato, ebbero 2 morti e 200 feriti ma alla fine vinsero. Del resto quasi tutto il paese viveva del lavoro in quelle fabbriche. "Dopo la vita che ho fatto, ci spiega Anna, volete che questi mi facciano paura? Sono stata anche in Germania, 10 anni di lavoro duro, ma abbiamo messo da parte i soldi per tornare a casa, per noi e le nostre figlie. Da casa mia si vede il mare e tutto il verde della campagna. Mi affaccio al balcone e respiro aria pulita. E questi vogliono distruggermi la vita e tutto quello che ci eravamo costruiti!"
Anna e Guglielmo ci hanno ospitato sabato notte di ritorno dalla manifestazione di Napoli, quella che La Rete Nazionale Rifiuti Zero aveva indetto per richiamare l’attenzione sul problema dei rifiuti in Campania ma che è diventata di rilevanza nazionale dopo i fatti di Serre, l’assalto ignobile del Presidio da parte delle forze dell’ordine che hanno picchiato persino il Sindaco Palmiro Cornetta che si è dimesso dai ds in polemica con Bassolino, che prima come Commissario straordinario e poi come Presidente della Regione ha trattato l’intero affare nel peggiore dei modi, lasciando che malaffare legale e illegale si intrecciassero. Inoltre da queste parti si dice che la moglie del Governatore gestisca la società dei camion che portano i rifiuti nelle discariche.

Di queste cose parlano al Presidio di Serre, avamposto di protezione della Valle della Masseria, e lottando insieme per difendere la loro terra, imparano a convivere, a collaborare, ad intrecciare le braccia in una catena per difendersi dagli assalti delle "Forze dell’ordine". Li aiutano certo i fiaschi di vino e i manicaretti che imbandiscono le tavole del Presidio, sotto gli alberi, perchè nella valle fa caldo, è già estate piena e le loro braccia sono cotte dal sole. Sedute a tavola con loro, anche noi stiamo imparando tante cose, chiacchierando con Anna, Antonella e due ragazzi venuti da Salerno a portare solidarietà.

Antonella viene da Eboli, il paese dove si è fermato Cristo. Ha fondato un comitato "Eboli per la vita".  Anche lei  è tornata a casa dopo anni di emigrazione e lavoro dipendente per mettere su un’azienda agrituristica. "Ma che turisti volete che vengano a Serre, dopo questa pubblicità?" allora si è riciclata. "I nostri figli devono imparare. Abbiamo un dovere verso di loro." Ci racconta che ora lavora con le scuole, insegna ai bambini ad amare la natura, li aiuta a conoscere le varietà di piante del Parco naturale. Coraggiosa e dinamica. Neanche lei ha paura delle botte. Guarda più in là.
Anna ci mostra una discarica che è già stata riempita senza essere bonificata: si vede proprio in fondo alla valle vicina, coperta da un telo di plastica.

Niente qua è a norma. Il percolato scorre come deposito liquido dei rifiuti ed inquina tutto il territorio circostante e i pascoli che danno foraggio alle pecore e alle mucche. Il pensiero corre subito ai deliziosi bocconcini di mozzarella che abbiamo appena addentato. Mozzarella al percolato? Niente paura. Il caseificio della valle usa ancora latte buono. Ma per quanto? Anche la ditta incaricata dello smaltimento dei rifiuti, la Fibe, è indagata per truffa. "La Fibe, ci spiega Anna, ha prodotto solo quintali e quintali di ecoballe che, non essendo differenziate, non possono essere smaltite. 7500 km di ecoballe, ferme lì a marcire e farci marcire!"
7500 km? Come da qui all’India? Cose da non credere …Ci resta ferma in gola la terza fetta di dolce ripieno di crema di ricotta che ci hanno offerto perchè queste donne, pur con le braccia al collo per le botte che si son prese, preparano cibi deliziosi per tutti quelli che passano per il Presidio. Esprimono disperazione, rabbia ma anche una forte gioia di averci lì.

Siamo felici di essere qui con loro ma un tantino ci sentiamo in colpa. Lo sappiamo bene tutte e due che tra quei 7500 km di ecoballe da smaltire ci sono anche le nostre immondizie e se non proprio le nostre quelle delle nostre industrie venete che hanno ben potuto arricchirsi risparmiando sul costi  dello smaltimento dei rifiuti tossici. Ci riproponiamo di occuparcene una volta tornate a casa. Dovremmo cominciare a pensare a inchieste e lotte che facciano chiarezza su come sono gestiti i rifiuti delle industrie venete perchè cosi come non ci piace che vengano ad inquinare il nostro territorio con la nuova base Dal Molin allo stesso modo non possiamo chiudere gli occhi su quello che le nostre fabbriche fanno distruggendo i territori del nostro bel sud.
Sarebbe un modo per essere concretamente solidali con Serre se i presidianti fossero attaccati di nuovo. E che il pericolo ci sia lo sappiamo bene e lo sa anche Michele, il ragazzo che vuole salvare le lontre e con cui siamo state
in contatto alcuni giorni fa, quando sembrava che un nuovo blitz fosse imminente.

"Ho paura, ci dice salutandoci, Bertolaso non si dimette. Lui vuole la Valle della Masseria."
Ma Anna e Antonella hanno la sfida negli occhi. "Noi non glielo lasceremo fare." Determinate a resistere un minuto di più.

Serre (SA), 20 Maggio 2007

Presidio Permanente NO Dal Molin - Vicenza

 

[pattomutuosoccorso] COMUNICATO NOMOSE sulla lettera del MINISTERO AMBIENTE

 

Stefano Micheletti <mikeste@iol.it> 

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[pattomutuosoccorso] Venerdì 19 Sit in dalle ore 7 alle ore 19 a Vicenza

 SIT IN  19 OTTOBRE 2007 – CASERMA EDERLE

Agli uomini e alle donne della comunità di Vicenza, a tutti i gruppi che appoggiano il movimento No Dal Molin, oltre a tutti gli Italiani, gli Americani e le persone del mondo che lottano unite contro il militarismo e l’imperialismo degli Stati Uniti:

Il mio nome è James Circello. Ero nello fanteria aviotrasportata degli Stati Uniti. Ho prestato servizio con gli stessi uomini e donne che inondano le strade delle vostre città ogni giorno.
Come rappresentante dell’America, mi sono sentito fortemente imbarazzato quando ho visto girovagare centinaia di Americani ubriachi per le strade di Vicenza e nei dintorni.
Ho tratto ispirazione dalla gente italiana che ho visto organizzarsi e scendere in piazza. Pronti a scioperare pressocchè ogni settimana per i diritti dei lavoratori. Non tanto tempo fa ho assistito a migliaia e migliaia di manifestanti riempire le strade di Vicenza per mandare un messaggio ai politici italiani e americani e ai leader militari, un messaggio contro l’acquisto e l’utilizzo della base Dal Molin da parte degli Americani. Parliamoci chiaro, questa base verrà usata per perpetuare la guerra, per continuare a occupare il Medio Oriente, e mi congratulo con la gente europea e del mondo che ha opposto la forza della verità alla forza del potere, per alzarsi in piedi e dire no.
Attualmente sono negli USA ma solidale con la vostra lotta e vorrei poter esser con voi nelle strade.

Proprio in questo momento sto vivendo personalmente questa stessa lotta. Una lotta che è cominciata quasi sei anni fa, quando mi sono arruolato nelle forze armate americane. Sembravo un ingenuo di soli 23 anni quando mi sono arruolato, ma mi sono ben presto reso conto che qualcosa non andava nell’ America e nella costante necessità di costringere altri popoli a piegarsi al nostro volere e alle nostre esigenze.

Oggi come negli anni passati l’America necessita petrolio. Questo costante bisogno alimenta e guida la nostra economia, portando le famiglie al lavoro, i bambini a scuola e gli eserciti alle terre innocenti.

Questo è il motivo per cui gli Americani continuano ad occupare le terre dei poveri del Medio Oriente: instaurando governi fantoccio ed emanando costituzioni prefabbricate. Non è questo il paese per cui mi sono arruolato volontariamente per la difesa. L’America non è il paese per cui voglio dare la mia vita. I pochi al potere si arricchiscono sulle spalle di tanti.

E quei tanti sono i poveri.

Vi chiedo, se pensate agli Americani non ci identificate con George W. Bush o Dick Cheney. Questi non hanno l’appoggio della gente, e non ce l’ha neanche il Congresso che continua a consolidare e appoggiare questa Guerra al Terrorismo.

Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per pronunciarci contro questa guerra. A volte si fa orecchie da mercante. Altre il tutto viene riportato in modo inappropriato dai Media, che continuano a supportare questa strategia. Altre volte ancora sembra che non si possa far nulla per fermare questa occupazione illegale e immorale del Medio Oriente. Ci sono piccole vittorie, ma niente che abbia fatto svegliare gli Americani. A oggi, la maggior parte degli Americani vuole che le truppe ritornino a casa subito. Circa il 75% degli Americani si oppone alla guerra, si tratta di circa 200 – 220 milioni di persone.

Sebbene vi siano 200 milioni contro la guerra è estremamente difficile mobilitare 100 mila persone per marciare sul Campidoglio in un fine settimana. Gli Americani sono stanchi. Abbiamo accumulato questa stanchezza attraverso i pessimi stipendi e la mancanza di cure sanitarie per milioni di lavoratori. Ci sono persone che devono fare due o tre lavori per rimanere a galla.

Altre che non ce l’hanno fatta quando gli uragani Katrina e Rita hanno distrutto New Orleans e la costa sud degli Stati Uniti. Americani senza tetto. Rifugiati. Mentre le compagnie assicurative traggono profitto. Ancora una volta il Governo ha tradito la fiducia del suo popolo. E ancora una volta sono i poveri che soffrono e muoiono.

A tutt’oggi si può notare appena qualche miglioramento da cui tuttavia sono rimaste completamente escluse alcune comunità. Lo so perché sono stato lì fino a pochi mesi prima. Ho visto il disastro che rimane lì ancora oggi.

Dov’è il nostro Governo?

Continuano a fare la guerra ai poveri dell’America e ai poveri del mondo.

La vera ragione per cui sto scrivendo questa lettera è informarvi tutti pubblicamente che al momento si sta affermando una resistenza all’interno delle forze armate statunitensi. Non è ancora grande quanto il Vietnam, ma sta crescendo. Migliaia di soldati Americani si stanno rifiutando di combattere e prendere parte a queste occupazioni. Migliaia si allontanano senza permesso (AWOL – Absent without leave). Molti fuggono in altri paesi, come Canada e Europa. Questi soldati hanno bisogno del vostro appoggio. Hanno bisogno di tutto l’appoggio possibile dall’Europa. Si tratta di una questione fondamentale occultata dai Media.

Io stesso chiedo il vostro appoggio, da persona che ha deciso di non restare impalato di fronte all’Impero Americano e di opporsi. Per ribadirgli che mi rifiuto di combattere e fare la guerra contro i poveri e gli innocenti nel Medio Oriente, solo perché i loro paesi hanno il petrolio e il colore della loro pelle e la loro religione è diversa dalla mia.

Il regime di Bush non può parlare a nome del popolo Americano.

Io sono stato un sergente nella 173esima brigata aerotrasportata e dal 10 Aprile 2007 mi sono allontanato senza permesso (AWOL) dalla Caserma Ederle. Da allora ho partecipato a molte manifestazioni, conferenze e ho fatto molte interviste pronunciandomi contro l’occupazione. Continuo a girare il Paese per dare il mio supporto al movimento di resistenza tra i militari (GI Resistance movement). Per parlare con la gente dei crimini che si stanno compiendo in Iraq. Per parlare con i ragazzini che hanno intenzione di arruolarsi e spiegare a loro come sarebbe esattamente la loro vita.

La guerra in Iraq è una guerra di aggressione, sotto lo slogan “Non dimenticheremo mai”; la famosa dichiarazione dell’11 Settembre 2001. Bene, ho qualcosa da dire alla gente del mondo e alla gente di questa amministrazione, così come ai membri del Congresso Americano:

Non dimenticheremo mai. Assolutamente.
Non dimenticheremo mai che gli uomini che hanno dirottato quegli aerei l’11 Settembre 2001 non erano Iracheni.
Non dimenticheremo mai che l’Iraq non aveva armi di distruzione di massa quando noi li abbiamo invasi.
Non dimenticheremo mai che quelle armi di distruzione di massa che l’Iraq effettivamente aveva anni prima, gli erano state vendute dal Governo Americano.
Non dimenticheremo mai i milioni di Iracheni: uomini, donne e bambini che hanno sofferto a causa della dittatura di Saddam Hussein, la Guerra Iraq-Iran, la Guerra del Golfo, l’Uranio impoverito, anni di sanzioni illegali, la strategia “Shock and Awe” (terrore e sgomento), la “liberazione” dai tiranni, tutto questo solo per trovare un altro tiranno che lo sostituisca.
Non dimenticheremo mai 2 milioni di Iracheni: uomini, donne e bambini oggi profughi nel loro stesso paese.
Non dimenticheremo mai 1,5 milioni di rifugiati in Siria, 775 mila rifugiati in Giordania e circa 200 mila rifugiati in Egitto.
Non dimenticheremo mai 1 milione di morti Iracheni: uomini, donne e bambini dal Marzo del 2003.
Non dimenticheremo mai i circa 100 mila Iracheni fuggiti dal paese ogni mese dal Marzo del 2003.
Non dimenticheremo mai vedove, vedovi e orfani di questi morti.
Non dimenticheremo mai gli effetti dell’Uranio impoverito delle munizioni Americane che hanno ricoperto i paesi del Medio Oriente.
Non dimenticheremo mai l’aumento del tasso di mortalità infantile. Le fogne a cielo aperto. La violenza settaria che non si è mai vista in Iraq prima che noi insediassimo un Governo filoamericano.
Non dimenticheremo mai la distruzione “Shock and Awe” che ha distrutto tutte le infrastrutture Irachene.
Non dimenticheremo mai Abu Ghraib.
Non dimenticheremo mai gli uomini e le donne scomparse a Guantanamo e le altre carceri segrete americane.
Non dimenticheremo mai gli Iracheni che quotidianamente vengono freddati da stanchi adolescenti americani ai posti di blocco stradali.
Non dimenticheremo mai i suoni di IED (dispositivi esplosivi improvvisati) diretti non ai soldati americani ma bensì alla politica americana.
Non dimenticheremo mai le donne e i bambini colpiti indiscriminatamente dopo un’esplosione IED perché stavano lavorando negli orti, e che spaventati hanno iniziato a correre.

Non dimenticheremo mai che la Guerra è di fatto Terrorismo. E l’America è il più grande promotore del terrorismo.
Non dimenticheremo mai che gli uomini, le donne e i bambini del Medio Oriente possono essere dello stesso colore di Saddam Hussein, ma non hanno la sua faccia. Loro non sono lui. Loro non meritano quello che hanno dovuto subire.

Non so cosa succederà quando mi consegnerò alla polizia, ma accetterò serenamente qualunque conseguenza.
Non chiedo Congedo Onorevole dal Governo e dall’Esercito che non sono loro stessi onorevoli. Dunque vi chiedo ancora una volta di stare dalla parte di questi Uomini e Donne Americani che rifiutano l’occupazione e la guerra.
E che voi siate con me.

Con voi nella lotta,
James Circello
8 Ottobre 2007

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  COMUNICATO STAMPA 

Assemblea Permanente NOMOSE

Alleghiamo (per chi non avesse già visto) la lettera del Ministero dell'Ambiente

FINALMENTE dopo alcuni mesi dai primi annunci.... il Ministero dell'Ambiente ha fatto questo importantissimo documento che riteniamo  un primo passo importante verso il blocco reale di  tutti i cantieri  del progetto MOSE.

I 12.500 cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare avevano ragione!!!

Chiedono con ancora più forza a tutti gli organismi competenti di fermare il disastro ambientale e l'illegalità totale di questo ECOMOSTRO...

di seguito riportiamo la parte finale del documento che abbiamo presentato alla commissione petizioni del parlamento europeo

 

 FERMIAMO IL MOSE !!!

PER SALVARE  VENEZIA E LA SUA LAGUNA

DAL MARE E DAGLI UOMINI !!!

Alla Commissione Petizioni

Parlamento Europeo 

 Oggetto: Memoria in sostegno delle PETIZIONI POPOLARI 0713/2005 e 0382/2006 sottoscritte da 12154 cittadini perché si sospendano i lavori del progetto MoSE nella laguna di Venezia e si facciano invece opere graduali, sperimentali e reversibili per eliminare subito le acque alte e riqualificare la laguna e la città.

Dibattito pubblico della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo  del 27 febbraio – Bruxelles -

 

(  ::::    dopo 13 pagine di informazioni ed argomentazioni tecniche   che qui non riportiamo si arriva alla sintesi finale delle richieste )

 Concludendo:

Alla Commissione Petizioni  e al Parlamento Europeo chiediamo:

·        di avviare urgentemente una seria ed approfondita analisi dei danni ambientali irreversibili che il progetto MoSE ha già iniziato a causare e causerà nei prossimi anni, se le opere continueranno.

·        di venire  a Venezia a fare verifiche nei cantieri e audizioni a livello locale con gli enti locali, le associazioni e con i cittadini.

·        di avviare una seria verifica anche sulla vicenda vietata da direttive europee e da norme nazionali del Concessionario Unico Consorzio Venezia Nuova.

·        di fare quanto richiesto dai 12.150 cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare  

 

Inoltre riteniamo alla luce di quanto sopra relazionato vi possano essere gli estremi  per avviare  procedura di infrazione a carico della Repubblica Italiana per:

·        Violazione delle Direttive in materia di Valutazione d’impatto ambientale  (Direttive 85/337/CEE e  97/11/CEE) e di Valutazione ambientale strategica (Direttiva 2001/42/CEE) relativa al progetto di realizzazione del “Modulo Sperimentale Elettromeccanico (Mo.S.E.),  sistema di dighe mobili nella Laguna di Venezia.”

·        Inadempienze nelle aree di cantiere presso le bocche di porto sono state rilevate dall’Osservatorio Naturalistico; inadempienze anche nei confronti della direttiva 94/43/CEE (Direttiva Habitat). Infatti nei SIA del 1997 e del 2004 e nella Valutazione di Incidenza del 2004 (già considerata insufficiente dalla Commissione Europea nella nota già citata), non sono state quantificate né le riduzioni ed alterazioni di habitat già avvenute, né quelle facilmente prevedibili dalla prosecuzione delle opere alle bocche di porto.

·        Violazione della Direttiva concernente la conservazione degli uccelli selvatici (Direttiva 79/409/CEE) e della direttiva relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (Direttiva 92/43/CEE) relativi all’autorizzazione all’elaborazione del progetto esecutivo e alla realizzazione del Mo.S.E.

·         Violazione per l’approvazione del progetto “Siti per la prefabbricazione dei cassoni delle opere mobili” in assenza di una appropriata Valutazione di Incidenza

·        Violazione delle Direttive Europee in relazione al Concessionario Unico e a tutte le attività ad esso affidate ed esercitate.

 

Bruxelles 27 02 2007

Assemblea Permanente NOMOSE

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  [pattomutuosoccorso] [nomose] Fw: la Mobilitazioni contro le grandi navi ha vinto un'altra volta !

 1 LUGLIO 2007

  Anche questa volta la mobilitazione ha ottenuto un buon risultato!!!!!

per paura della pubblicità negativa che poteva avere la nostra manifestazione in riva dei sette martiri , il Provveditorato al Porto di Venezia  e la compagnia di navigazione    della Brillance of the Seas  ha prefetito DIROTTARE la maxinave in altra banchina della marittima.

Questa naturalmente è una vittoria molto parziale ma dimostra che la strada della mobilitazione popolare e cittadina è vincente !!!

Le prossime mobilitazioni interesseranno proprio la marittima dove ogni giorno l'affollamento delle banchine rende  l'aria e l'ambiente insostenibili ed inaccettabili.

 

GRANDI NAVI  A VENEZIA?

SI!  MA SI FERMINO  FUORI DELLA LAGUNA!

IN OCCASIONE DELL’ATTRACCO IN RIVA DEI SETTE MARTIRI DELLA

 mega nave 

BRILLIANCE of the SEAS

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[pattomutuosoccorso] comunicato stampa nomose  

 28 settembre 2007

 Comunicato stampa dell’Assemblea Permanente NoMose

sull’alluvione del 26 settembre a Mestre, Marghera e provincia

4,3 miliardi di € per il Mo.S.E. che dicono servirà a fermare il mare

… e intanto l’acqua granda arriva dall’entroterra

    Sono bastate alcune ore di pioggia intensa per portare l’intera terraferma allo stato di calamità: traffico bloccato, case e garage allagati, scuole chiuse, aeroporto e treni al collasso, ospedali in tilt e fabbriche ferme.

   In poco tempo pare sia caduta un terzo della pioggia che cade in un anno.

   Certo c’entrano i cambiamenti climatici globali, l’effetto serra, provocato dalle emissioni di CO2, che riscalda il pianeta e porta a sconvolgimenti meteo.

   Di certo il nostro territorio fa la sua parte nella produzione di emissioni di gas serra! E ora vogliono pure costruire altre quattro centrali elettriche a Marghera, come se non bastassero le cinque esistenti, di cui due pure a carbone - e senza contare quelle previste in futuro dal sistema Mo.S.E. alle bocche di porto, per il fabbisogno energetico delle paratoie mobili.

    Ma il totale dissesto del sistema idrogeologico del bacino scolante in laguna è la causa di allagamenti di vaste aree di Marghera, Malcontenta e Mestre anche con piogge di intensità molto minore di quelle registrate l’altro giorno.

   Cementificazione su cementificazione che impermeabilizza i suoli e impedisce il drenaggio delle acque –  metricubi e metricubi di altro cemento previsti per altre grandi opere inutili in tutto il Nord-Est quali Veneto City ed altre ancora - sistemi di smaltimento per cui non viene effettuata una costante manutenzione, rete fognarie inadeguate, impianti idrovori inefficienti.

   La Regione Veneto sono anni che deve redarre il Piano di Assetto Idrogeologico per il bacino scolante in laguna e non lo fa!

   Possiamo dire di essere stati fortunati l’altro giorno con l’alluvione che ha colpito i centri urbani e rurali dell’entroterra: fortunatamente la laguna e il mare potevano ricevere le acque piovane; sono stati registrati solo 89 cm. sul livello medio del mare, appena qualche centimetro di acqua alta in Piazza S. Marco.

   Ma se le condizioni meteo e mareali fossero state diverse?   Se un forte vento di scirocco avesse ingrossato la marea portando acqua alta eccezionale in laguna, il deflusso dell’acqua piovana dal bacino scolante sarebbe stato impossibile e avremmo rischiato la catastrofe.

   Il 4 novembre 1966 non solo il mare entrò in laguna, ma anche le acque dei fiumi e del bacino scolante contribuirono all’”acqua granda”.

   Se capitasse un alluvione come quella di quarantun’anni fa … e se il sistema Mo.S.E. fosse già in opera, cosa succederebbe con le paratoie alle bocche di porto chiuse, a tenere fuori il mare dalla laguna?

   L’effetto del flusso di acque piovane dall’entroterra, che non possono defluire in mare perché le bocche di porto sono chiuse, sarebbe devastante sia per Venezia e i centri urbani lagunari, sia per Mestre, Marghera e tutta la terraferma.

   L’ecosistema lagunare è fragile e complesso, l’alluvione dell’altro giorno ci indica che il sistema idrogeologico del bacino scolante in laguna non è stato sistemato e il Mo.S.E serve solo a chi lo fa, non va certo alle cause del dissesto dell’idrodinamica lagunare che ha provocato l’aumento del naturale fenomeno delle acque alte.     Altre sono le soluzioni: più efficaci, meno costose, rispettose dell’ambiente e della legislazione speciale per Venezia.

   E invece tutti i fondi della Legge Speciale sono assorbiti da questa grande opera inutile e dannosa.   I FONDI DESTINATI AL Mo.S.E. DEVONO ESSERE DIROTTATI ALL’EMERGENZA IDROGEOLOGICA IN TERRAFERMA, ALLA SISTEMAZIONE E MESSA IN SICUREZZA DELL’INTERO BACINO SCOLANTE.   Non si può più rischiare di trovarsi con le case e le strade allagate, con il black out nelle sale operatorie ospedaliere e negli impianti industriali pericolosi come l’altro giorno.

   L’Assemblea Permanente NoMose si sta attivando, assieme con le altre associazioni ambientaliste e comitati che in questi anni si sono battuti contro le emergenze dell’inquinamento e per una migliore qualità della vita, per costruire nei prossimi giorni una grande assemblea popolare a Marghera rivolta a tutti i cittadini danneggiati dall’alluvione per elaborare dal basso una piattaforma di lotta per la messa in sicurezza del territorio, per opporsi ad altre inutile e dannose cementificazioni, per un altro modello di sviluppo compatibile con la terra, con l’acqua e con l’uomo.

 Venezia, 27 settembre 2007

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COMUNICATO STAMPA
ELEZIONI PROVINCIA DI VICENZA: UN VOTO DI PROTESTA


Vicenza maglia nera d’Italia per quel che riguarda
l’affluenza alle urne in questa tornata elettorale;
un
dato anomalo, visto che in passato l’affluenza nella
città berica è sempre stata superiore alla media
nazionale, ma che segna in modo incontrovertibile la
protesta dei cittadini rispetto alle istituzioni.

La posizione assunta dal Governo e dalle Amministrazioni
locali in merito al progetto di militarizzazione
dell’aeroporto Dal Molin, evidentemente, ha lasciato il
segno; il 46% dei cittadini di Vicenza, infatti, ha deciso
di disertare le urne, mentre il 4,3% dei votanti ha
annullato la scheda o la ha lasciata bianca, manifestando
così la propria indignazione verso le istituzioni.

Che a Roma ne traggano le conseguenze: Vicenza non si è
arresa e questo voto è il frutto del vuoto creatosi tra
rappresentanza e cittadinanza.

Presidio Permanente, Vicenza, 28 maggio 2007

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[pattomutuosoccorso] giugno 2007: No Dal Molin a Trento

Domenica 3 giugno Prodi sarà a Trento ed interverrà alla
Fiera dell'Economia presso l'Università.

Noi ci saremo, con le nostre pentole, i nostri tamburi ed i
nostri fischietti per far sentire forte la nostra voce.
Andremo a suonargliele ad un Presidente del Consiglio che ha
avvallato il progetto di costruzione di una nuova base Usa
sulla nostra terra, ignorando la contrarietà della
comunità locale e le decine di migliaia di persone che, lo
scorso 17 febbraio, hanno manifestato per le strade di
Vicenza
Andremo a suonargliele ad un Presidente del Consiglio, dopo
aver più volte ripetuto di voler dialogare con le
comunità locali, ha deciso di non opporsi alla costruzione
della nuova base Usa a Vicenza.

Per chi volesse partecipare l'appuntamento è intorno alle
10.30 a Trento nei pressi dell'Auditorium Santa Chiara in
Via S. Croce.

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[pattomutuosoccorso] Trento: Prodi contestato

NoDalMolin <comunicazione@nodalmolin.it> 

comunicato stampa


CARO PRODI, LA BASE NON SI FARA'

La manifestazione dei No Dal Molin a Trento è andata
benissimo;

in circa 300 hanno manifestato, all'esterno, al suono di
pentole e tamburi
mentre all'interno una quarantina di persone, dopo l'inizio
dell'intervento

del Presidente del Consiglio, si sono alzate esponendo le
bandiere No Dal Molin
e gridando "vergogna, vergogna, Vicenza non si vende".

L'intervento di Prodi
è stato interrotto e il moderatore ha offerto il microfono
ad una rappresentante
del Presidio - Cinzia Bottene - che ha elencato al Premier
le tante ragioni della battaglia vicentina. Prodi,
naturlmente, non si è degnato di rispondere.

Al termine della conferenza, poi, centinaia di persone hanno
bloccato pacificamente le uscite
dell'Università e sono state spostate di peso - senza
tante delicatezze - dalle forze dell'ordine
per far uscire l'auto del Presidente del Consiglio.


Un Presidente del Consiglio che, di fronte ad una platea di
centinaia di persone, non ha il coraggio di rispondere alle
richieste di una cittadina, evidentemente, ha la coda di
paglia; un Presidente del Consiglio che, di fronte alla
manifestazione civile di centinaia di persone, risponde che
"la decisione è già presa", dimostra di non avere la
capacità di ascoltare quei cittadini che dovrebbe
rappresentare.

Romano Prodi se ne va da Trento dimostrando, ancora una
volta, la propria incapacità di rapportarsi con la
comunità
locale vicentina. Dice, il Presidente del Consiglio, che
"queste manifestazioni fanno male all'immagine del Paese";
evidentemente il dissenso - che è il sale della democrazia
-
non è ben visto da chi oggi governa l'Italia e che,invece
dovrebbe chiedersi quanto male sta facendo ai cittadini, al
territorio, al nostro futuro con le posizioni assunte in
questi mesi. Prodi sostiene di amare Vicenza? Spieghi,
allora, per quale ragione da un anno a questa parte il
Presidente o un qualsiasi membro del suo Governo non hanno
pensato di venire nella nostra città per rendersi conto,
con
i propri occhi, della situazione e dell'ubicazione della
nuova struttura militare.

Per il premier non si torna indietro su decisioni già prese?
Il Presidente può anche non cambiare idea, ma noi
proseguiremo la nostra battaglia. Se necessario, fermeremo
le ruspe come oggi abbiamo fermato la macchina del
Presidente del Consiglio.

Trento, 3 giugno 2007

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Domenica 3 giugno 2007 12:36 Prodi:

vergogna! Vicenza non si vende

Comunicato stampa

CARO PRODI, LA BASE NON SI FARA'

La manifestazione dei No Dal Molin a Trento è andata benissimo; in circa 300 hanno manifestato,

all'esterno, al suono di pentole e tamburi mentre all'interno una quarantina di persone, dopo l'inizio

dell'intervento del Presidente del Consiglio, si sono alzate esponendo le bandiere No Dal Molin e

gridando "vergogna, vergogna, Vicenza non si vende". L'intervento di Prodi è stato interrotto e il

moderatore ha offerto il microfono ad una rappresentante del Presidio - Cinzia Bottene - che ha

elencato al Premier le tante ragioni della battaglia vicentina. Prodi, naturlmente, non si è degnato di

rispondere. Al termine della conferenza, poi, centinaia di persone hanno bloccato pacificamente le

uscite dell'Università e sono state spostate di peso - senza tante delicatezze - dalle forze dell'ordine

per far uscire l'auto del Presidente del Consiglio. Un Presidente del Consiglio che, di fronte ad una

platea di centinaia di persone, non ha il coraggio di rispondere alle richieste di una cittadina,

evidentemente, ha la coda di paglia; un Presidente del Consiglio che, di fronte alla manifestazione

civile di centinaia di persone, risponde che "la decisione è già presa", dimostra di non avere la

capacità di ascoltare quei cittadini che dovrebbe rappresentare. Romano Prodi se ne va da Trento

dimostrando, ancora una volta, la propria incapacità di rapportarsi con la comunità locale vicentina.

Dice, il Presidente del Consiglio, che "queste manifestazioni fanno male all'immagine del Paese";

evidentemente il dissenso - che è il sale della democrazia - non è ben visto da chi oggi governa

l'Italia e che, invece, dovrebbe chiedersi quanto male sta facendo ai cittadini, al territorio, al nostro

futuro con le posizioni assunte in questi mesi. Prodi sostiene di amare Vicenza? Spieghi, allora, per

quale ragione da un anno a questa parte il Presidente o un qualsiasi membro del suo Governo non

hanno pensato di venire nella nostra città per rendersi conto, con i propri occhi, della situazione e

dell'ubicazione della nuova struttura militare. Per il premier non si torna indietro su decisioni già

prese? Il Presidente può anche non cambiare idea, ma noi proseguiremo la nostra battaglia. Se

necessario, fermeremo le ruspe come oggi abbiamo fermato la macchina del Presidente del

Consiglio.

 Trento, 3 giugno 2007

Presidio Permanente NO Dal Molin

Via Ponte Marchese – Vicenza

                                       

 

"Cosa dirò ai cittadini??? Intanto mi cavo via un po' di pensieri.....e poi?!!!!!"

_

[pattomutuosoccorso] No Dal Molin su Aprilia  

 12 giugno 2007-06-17

 Domenica 10 giugno delegazioni del Patto di mutuo soccorso (No Dal Molin, No Tav, No Coke, Keine bbt, Action, etc) hanno partecipato alla manifestazione di circa 5.000 persone contro la costruzione di una centrale Turbogas ad Aprilia che devasterebbe ulteriormente un territorio già fin troppo inquinato. Lo striscione del patto è stato salutato con un grande entusiasmo che dimostra quanto sia importante per ogni movimento non sentirsi isolato nel proprio territorio proprio perchè sappiamo quanto questi gravi problemi territoriali vengano ormai da troppo tempo buttati addosso alle piccole realtà locali impotenti e isolate. Questa politica non è un caso ma una scelta volta a marginalizzare e far morire le singole lotte. Dobbiamo resistere quindi contro la volontà di ridurre i nostri territori a discariche di problemi concepiti e creati a livello globale.

Da qui si capisce quanto continui, numerosi e veloci “patti tra resistenti" siano utili alle piccole o grandi realtà.

Saluti dal Presidio permanente No Dal Molin


 [pattomutuosoccorso] Dal Molin: non è finita qui

 15 giugno 2007

 DAL MOLIN: NON è FINITA QUI

Romano Prodi non rappresenta la volontà della maggior
parte dei vicentini e la sua firma in calce alla cessione di
una parte del nostro territorio agli Stati Uniti per noi non
ha alcun significato dal punto di vista pratico. Ronald
Spogli può anche sventolare davanti ai giornalisti quel
pezzo di carta, ma per noi la realtà resta una soltanto:
la nuova base Usa al Dal Molin non si farà.

Non ci aspettavamo più nulla di positivo da questo
Governo; un esecutivo che ha preso a pesci in faccia la
cittadinanza e lo stesso Parlamento, dimostrando così ben
poco rispetto per chi li ha eletti e per le istituzioni. Un
Governo che non ha avuto nemmeno il coraggio di comunicare
ai propri cittadini la firma di cessione dell’area del Dal
Molin, bensì ha delegato l’ambasciatore statunitense
che, evidentemente, ha il potere di dettare tempi e modi
della politica del nostro Paese.

Per noi, comunque, nulla è cambiato. Avevamo detto che, se
necessario, avremmo impedito alle ruspe di effettuare i
lavori di costruzione della base militare. Così sarà, e
ieri sera abbiamo voluto dimostrare simbolicamente la nostra
determinazione entrando, per più di un’ora, nell’area
militare del Dal Molin.

Nei prossimi giorni discuteremo, ci confronteremo,
costruiremo insieme le strategie di lotta e le prossime
iniziative. Ieri, per noi, non è successo nulla di
particolarmente rilevante. Il nostro percorso è appena
iniziato e siamo determinati a difendere la nostra terra per
un futuro senza basi di guerra.

Presidio Permanente, Vicenza, 15 giugno 2007


[pattomutuosoccorso] profilo di Costa commissario straordinario dal Molin

 BREVE PROFILO DI PAOLO COSTA,  

parlamentare europeo della Margherita appena nominato da Prodi commissario straordinario per la realizzazione della base dal Molin a Vicenza

   Docente di economia all'Università di Ca' Foscari a Venezia è stato Rettore dello stesso ateneo nei primi anni novanta, distinguendosi per le politiche di aumento delle tasse universitarie.

Ha partecipato alla formazione del Governo Prodi I, ricoprendo l'incarico di Ministro dei Lavori Pubblici, in sostituzione di Antonio Di Pietro che aveva rassegnato le sue dimissioni.

   È stato consigliere comunale e sindaco del Comune di Venezia (dal 2000 al 2005) nel Parlamento europeo è presidente della Commissione per i trasporti e il turismo; membro della Conferenza dei presidenti di commissione; della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; della Commissione per la pesca; Delegazione per le relazioni con i paesi dell'Asia del Sud e l'Associazione per la cooperazione regionale dell'Asia del Sud (SAARC); della Delegazione per le relazioni con il Mercosur; della Delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea.

Paolo Costaattuale consigliere di Prodi per le Grandi Opere, noto per aver votato a favore del Mo.S.E. in una seduta del Comitatone (l'organo interministeriale preposto alla salvaguardia di Venezia) del 2003, mentre il Consiglio Comunale aveva votato contro.

 Nel Parlamento europeo si occupa di Infrastrutture e trasporti e attualmente si sta battendo per il corridoio 5 e la realizzazione della TAV.

    Uomo delle lobbies affaristiche delle costruzioni.   Patron politico del Consorzio Venezia Nuova, il pool di imprese che ha il monopolio assoluto degli studi, le progettazioni, le opere e pure i controlli sulla realizzazione del sistema Mo.S.E.

   Quel Consorzio Venezia Nuova costituito dalle maggiori imprese ingegneristiche, multinazionali e delle leghe delle Cooperative, che sono in prima linea per tutte le Grandi Opere.  Da segnalare la C.C .C. (Consorzio Cooperative Costruzioni) interessata alla realizzazione del dal Molin e, in qualità di casamadre della C.M.C. di Modena, alla realizzazione della Tav in Val di Susa.

    E' così spudoratamente uomo pro Mo.S.E. che due giorni prima della audizione dell'Assemblea permanente NoMOSE davanti alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo sui contenuti della petizione popolare contro il Mose, si è fatto inserire come membro effettivo nella stessa Commissione.

Qualche giorno prima della visita ai cantieri del MoSE da parte dei tecnici che stanno conducendo l'istruttoria su un esposto delle associazioni ambientaliste sui lavori in corso in aree S.I.C. (siti di interesse comunitario) senza autorizzazioni, si fatto inserire pure nella Commissione Ambiente del parlamento UE.

Un buon mediatore quindi ...

No Dal Molin - NoMOse - NoTav

Assemblea Permanente NoMOSE

Venezia, 15 giugno 2007

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ASPETTI STRATEGICI DEL PROGETTO ALTA VELOCITA’

(In corsivo alcuni argomenti a difesa)

Marco Ponti - Politecnico di Milano 

Villa Vicentina, 21 Settembre 2007 
 

1. "Si tratta di un progetto millenario, che darà benefici per un tempo lunghissimo"

Occorrerebbe dimostrare che non esiste un saggio sociale di sconto (prendendo di conseguenza il premio Nobel). Un saggio di sconto anche ridotto rende indifendibili queste posizioni. Comunque si possono valutare soluzioni alternative tutte a tasso zero. Cfr. Piano strategico inglese... 

2. L'evoluzione tecnologica e l'ambiente

A livello intuitivo, assumere un saggio sociale di sconto, vuol dire per esempio estrapolare l'evoluzione tecnologica in vent'anni dei camion (per l'ambiente: Euro 8?), e della capacità dei mezzi ferroviari (per le prestazioni delle linee esistenti). L'impatto sull'ambiente è nullo già ora dove c'è l'AV (cfr.IPCC, anche per gli aerei, e i dati francesi). 

3. "Il progetto ha un elevato valore di opzione, poiché rende ridondante la capacità transalpina in caso di incidenti ecc. "

La tecnologia ferroviaria è la più rigida nello spazio e nel tempo, e le linee attuali, con poche eccezioni, sono lontanissime dalla saturazione. 

4. Merci: "Porterà grandi benefìci alle imprese italiane"

E' semplice dimostrare il contrario: tassando o bloccando il trasporto stradale, i costi-opportunità per le imprese aumenteranno, visto che le merci non sono interessate alla velocità: infatti senza vincoli non si ha diversione modale in nessun caso (studi ufficiali). Porterà grandi benefici alle imprese italiane che la costruiscono. 

Per nostra fortuna, la "densità di valore" aumenta

rapidamente, cioè trasportiamo merci sempre più leggere e inadatte alla ferrovia (es.fashion goods, non prodotti cerealicoli o siderurgici) 

6. "Serve a connettere la rete ferroviaria merci europea" (titoli in prima pagina, dopo verificato che i passeggeri sono pochissimi; cfr. Madrid-Siviglia ecc.)

Peccato che in Francia le linee AV non consentano il passaggio di treni merci, e gli operatori ferroviari merci (non FS...) hanno dichiarato che comunque non sono interessati all'A.V.(Sciarrone). 

7. Passeggeri

Per il Frejus, lo studio ufficiale (fatto prima dell'avvento dei servizi aerei low-cost) prevede 12 treni al giorno, su una capacità di 300. Quanti sulle altre tratte? La Roma -Napoli e la Milano-Torino non fanno sperare molto. I casi spagnoli (Siviglia, Lisbona, Barcellona) e la Manica.

L'AV europea esiste già, non costa nulla allo stato, si chiama RyanAir, e ha cambiato la geografia d'Europa (cfr. "The Economist", n. 26, 2006) 

8. L'occupazione

II settore delle grandi opere civili è estremamente "capital-intensive", e ha un ridotto moltiplicatore (se si usano i coefficienti specifici) 

9. Tecnologia matura e non aperta alla competizione

II settore delle opere civili è tecnologicamente maturo, con ridotti margini di innovazione rispetto ad altri. Vincono le gare sempre le stesse imprese (italiane), uno dei pochi modi per la politica di finanziare le imprese (che saranno grate...). I costi misteriosamente triplicano rispetto ai preventivi e rispetto all'estero: uno scandalo di cui nessuno risponde, ma certo non tutti piangono. 

10. Aspetti finanziari: mai resi pubblici.

Quale è il ritorno finanziario dell'opera? La storia dell'AV come la madre di tutta la "finanza creativa".

Nel caso di risorse pubbliche scarse, si tratta di una variabile essenziale (cfr. COMFP). Se si aspira a recuperare anche un piccola quota dell'investimento, non ci passa su nulla. La tragica beffa del 60, 40, 0%. 

11. " Non possiamo perdere i fondi europei", e altri esempi dell'onestà dell'informazione politica

Per il Frejus, l'analisi costi-benefici "ufficiale" dice un secco "no" al progetto, pur riferendosi al solo tunnel di base, una quota ormai limitata dei costi totali (ma Lunardi ha fatto scriver "se ci passano 40 milioni di tonnellate....").

La vicenda dei conti della mediopadana.

I fondi europei disponibili, per 27 paesi, sono 8 miliardi. Per il Frejus, la sola parte italiana del progetto costa (stime ufficiali, mai rispettate addirittura per ordini di grandezza), 13 miliardi, includendo la svincolo di Torino. Anche se arrivasse un miliardo (valore improbabile, già Paolo Costa aveva parlato di 21 miliardi in totale disponibili, subito smentito dai fatti), all'Italia ne toccherebbe la metà..... .Figurarsi con Brennero ecc.

II vero ruolo dei fondi europei ("logrolling"). 

12. Alcune conclusioni

Gli aspetti distributivi sono forse la cosa più inquietante: l'opera servirà essenzialmente a chi ha molta fretta, cfr. TEconomist (FS dice che serve soprattutto per i pendolari, perché libera capacità... .sembra una posizione assai imbarazzante).

Ma i costi non sono mai un problema (si veda Fattuale proposta di una soluzione ancora più onerosa di quella originale per Torino, la "restituzione" degli appalti ecc., le stazioni di Firenze e Bologna).

Infatti, nessuno dei decisori politici sarà chiamato a rispondere dei risultati del progetto, solo i futuri contribuenti, e chi non godrà dei servizi sociali sacrificati ai costi del progetto. Nessuno di costoro potrà votare contro (cfr. il concetto di "cattura"di Buchanan.. ..o , peggio).

Sono in buona compagnia? Abbastanza:

DaRus, Nash, Viegas, Rothengatter. In Francia: Bonnafus, Quinet, Prad'homme, Renon, per non parlare di Gerondeau (ma è un venduto, lui). In Italia, Ranci, Boeri, Boitani, Gallino, Scarpa, Silva, e pochi altri, sulla stampa sempre accusati di essere 'Verdi" contrari al progresso del paese…       _______________________________________________________________________________________________

 

     

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Trentino Alto Adige

bloccati i lavori in Val delle Lanze!!!!

Bloccati i lavori in Val delle Lanze!

Oggi, mercoledì 30 maggio, una quindicina di attivisti di Folgaria235, Mountain Wilderness Italia e Spazio aperto NO Inceneritore NOTAV, tre cani e un camoscio di passaggio hanno bloccato pacificamente durante tutta la mattinata i lavori per gli impianti di risalita in Val delle Lanze, uno scempio ambientale che dovrebbe far inorridire tutti gli amanti della montagna. Uno scempio che porterebbe profitto solo ai costruttori e agli impiantisti, riversando i costi economici su tutta la collettività. Dopo il blocco di sabato oggi siamo tornati e torneremo ancora. Intanto prepariamo la mobilitazione per sabato 9 giugno, diversificando, al contempo, le forme di protesta nei confronti della Comunità Montana Alto Astico e Posina, dei comuni di Lastebasse, Arsiero e Folgaria. Le montagne ci hanno difeso per secoli. Sta a noi, ora, restituire il favore.

Per maggiori informazioni: www.folgaria235.com

Montagna con orrore, continuiamo la denuncia e la lotta

Sabato 26 maggio una quarantina di oppositori alla realizzazione degli impianti di risalita in Val delle Lanze (Altopiano dei Fiorentini) si sono recati sul cantiere con l'intenzione di bloccare pacificamente i lavori. Gli operai che già il sabato precedente erano sul posto, se ne sono andati al nostro arrivo. Dopo aver appeso alcuni striscioni alle reti del cantiere, uno dei quali, ironizzando sullo slogan dell'APT degli Altipiani "Montagna con Amore", recitava "Montagna con Orrore", i partecipanti all'assemblea hanno sottolineato il successo dell'iniziativa, che ha dimostrato come attraverso la determinazione si possano ottenere dei risultati. Non è accaduto spesso in Trentino, è stato sottolineato, che un'opposizione popolare costringa un'impresa a perdere una giornata di lavoro. Da parte dell'assemblea dei partecipanti è comunque emersa la volontà di rilanciare la protesta, programmando iniziative simili e allargando ulteriormente la base della mobilitazione, continuando a fare informazione nei paesi interessati e pressioni sui soggetti coinvolti.

Diamo quindi appuntamento a chiunque si senta coinvolto e motivato a ostacolare questo folle e devastante progetto di collegamento sciistico e speculazione tra il Trentino e la provincia di Vicenza per mercoledì 30 maggio alle ore 8 e per venerdì 1 giugno alle 13.30 presso l'Albi di Prà Bertoldo (situato sulla strada da Passo del Sommo verso Tonezza, circa 2 km dopo Forte Cherle). Pacificamente ma con determinazione saliremo al cantiere che sta distruggendo il magico sito dei 3 Sassi, per realizzare una seggiovia tra il Monte Coston e l'alta Val delle Lanze.

Là dove la terra è stata squarciata porteremo la nostra ferma volontà di opposizione, con azioni di presidio del territorio violato e documentazione degli ecocidi in corso.

Un nuovo importante appuntamento è la partecipazione alla giornata di mobilitazione e conoscenza organizzata domenica 3 giugno dalla SAT della Val di Ledro nella conca di Tremalzo, altro paradiso delle Prealpi già toccato in passato dallo "sviluppo", che sta per essere definitivamente svenduto alla speculazione più bieca, senza nessuna considerazione della volontà popolare e delle vere vocazioni del territorio. Le similitudini con la situazione di Folgaria-Fiorentini sono molte ed è quindi doveroso l'avvio di un coordinamento tra le due realtà. Il ritrovo è alle ore 9 presso il Rif. Garibaldi a Tremalzo (si raggiunge da Passo d'Ampola, dopo aver percorso la Val di Ledro