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Autostrade
SELVAZZANO
Allargamento di strada Pelosa
via ai lavori da 2,6 milioni
Sabato 27
Febbraio 2010
Dopo anni
di attesa l’allargamento della strada provinciale 13, la nota via
Pelosa, in località Selvazzano e Rubano prende il via. Nel
piano delle opere pubbliche della
Provincia di Padova è stato inserito per il 2010 il
finanziamento del primo lotto della viabilità in oggetto per un importo di 2 milioni seicentomila
euro. A comunicarlo è il consigliere
provinciale del Partito democratico Boris Sartori. «Si tratta di un
finanziamento molto importante – commenta - che è stato inserito
nel bilancio da parte della giunta provinciale per merito
soprattutto delle pressioni e delle richieste reiterate dal sindaco
di Selvazzano
Enoch Soranzo
nel corso degli ultimo mesi del 2009. Infatti, in un momento
drammatico per le finanze degli enti locali, anche
la Provincia
ha dovuto ridurre complessivamente le spese e gli investimenti, ed
essere riusciti a “salvare” un finanziamento era una cosa
positiva ma non facile e nemmeno scontata». L’allargamento della
Pelosa dal cimitero di Caselle verso Saccolongo rappresenta un
intervento importante per la viabilità di Padova Ovest. «Oltre a
mettere in sicurezza la mobilità – spiega Sartori - viene
favorito l’intero tessuto economico produttivo di Rubano e Caselle
su cui gravitano due zone industriali di primissimo piano. Da anni
il coordinamento delle categorie economiche di Padova Ovest aveva
chiesto questo intervento – conclude - e una volta che sarà
realizzata la nuova viabilità il tratto di strada Pelosa nel centro
di Caselle subirà una drastica riduzione del traffico, con indubbio
miglioramento della qualità della vita, con traffico ridotto».
Su questi eventi naturali previsti, rimaniamo sempre di
piu’ nel
chiederci,dove trovare le colpe???MAHH!!!!!
Chiusa l'autostrada Padova - Bologna:
nessuno l'aveva pulita in tempo
Il
ghiaccio ha coperto
la A
13 in entrambe le direzioni
Traffico deviato sulla
viabilità ordinaria con pesanti disagi
PADOVA
(22 dicembre
09) -
L'autostrada A13 da Padova a Bologna è chiusa in entrambe
le direzioni di marcia per ghiaccio. A renderlo noto è la polizia
stradale che segnala come il disagio sia dovuto ad un ritardo nella
pulizia della sede stradale. Sono in funzione spazzaneve e mezzi
spargisale per liberare l'autostrada. Al momento non è ipotizzato
l'orario di apertura. Il traffico è dirottato sulla viabilità
ordinaria con pesanti disagi.
La
situazione sulle altre autostrade. Nevica
da ieri pomeriggio su circa mille chilometri della rete di
Autostrade per l'Italia e nella notte si sono verificati estesi
fenomeni di pioggia gelata su circa
300 chilometri
di autostrade. A darne notizia è una nota del gruppo Autostrade,
che fa il punto della situazione alle ore 6. Nella notte, per oltre
7 ore, si sono verificati estesi fenomeni di pioggia gelata sulle
seguenti tratte autostradali: A7 - tra Genova Bolzaneto e Genova
ovest; A10 - tra bivio A7 e Genova Pegli; A12 - tra bivio A7 e
Genova Nervi; A1 - tra Reggio Emilia e Roncobilaccio; A13 - tra
Bologna e Ferrara nord; A14 - tra bivio A1 e Cattolica; A23 - tra
Udine sud e Gemona. Per fare fronte a questo fenomeno, viene
spiegato, si sono attivate "safety car" da parte della
polizia stradale.
Oltre alla A13, alle 6 le tratte autostradali interessate dal
pomeriggio di ieri dalla neve erano queste: A1 Inizio
autostrada-Terre di Canossa; A4 Pero - bivio A21; A8 bivio
A4-Varese; A9 bivio A8 - Chiasso; A7 Serravalle Scrivia-bivio A12;
A26 bivio A10 - SS 33 del Sempione; A5 Autoporto- bivio SS 26; A6
Torino - Savona; A10 Genova Pegli -Savona; A23 Udine sud - Confine
di Stato; A27 bivio A4 - SS 51 Alemagna; Piazzale italiano del
Traforo del Monte bianco; A24 Carsoli-L'Aquila ovest. Autostrade per
l'Italia prevede un miglioramento in tarda mattinata per poi una
nuova intensificazione in serata con possibili precipitazioni a
carattere nevoso solo su Pianura Padana occidentale ed area
milanese.

Friuli.
A4, a gennaio pedaggio più caro
Entro il 2017 tariffe raddoppiate
Approvato
ieri il piano finanziario per la terza corsia
In otto anni
previsto un aumento massimo del 130%
TRIESTE
(11 novembre
09) - Via libera dell'Anas alla realizzazione della terza
corsia dell'autostrada A4 Venezia-Trieste, per un importo di 2,3
miliardi di euro. Il consiglio di amministrazione dell'Anas - si è
saputo dal vicecommissario per l'emergenza autostradale e assessore
ai Trasporti del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi - ha
approvato ieri l'atto aggiuntivo alla convenzione di concessione
dell'autostrada A4 che contiene il piano finanziario della terza
corsia della stessa autostrada.
Il piano prevede il 130% di aumento massimo del valore dei pedaggi
entro il 2017, da
0,36 a
0,83 euro al chilometro, in modo da allinearlo alle tariffe in
vigore sul Passante di Mestre. L'aumento sarà graduale e inizierà
a gennaio con una crescita del 7-8%.
Il piano dell'opera è stato proposto all'Anas, dopo settimane di
trattative, dalla società concessionaria della A4 Autovie Venete
d'intesa con la struttura del Commissario straordinario per la terza
corsia e Presidente della Regione Renzo Tondo. I cantieri del primo
lotto si apriranno nel 2010.
Belluno.
Migliaia di litri di carburante
nel lago di Valle: disastro ambientale
L'autocisterna
rovesciata, si teme anche per il torrente
Vallesina che si
immette nel Boite. Arpav mobilitata
BELLUNO
(23 settembre 09) -
Forse uno sbilanciamento nel carico dell’autocisterna e
una velocità non adeguata al mezzo e alla strada, sono stati la
causa dell’incidente che ha rischiato di far saltare in aria
Vallesina. Oltre 13 mila litri di benzina e gasolio sono finiti
sulla strada, raggiungendo poi il torrente Vallesina e poi il lago
di Valle.
L’incidente è accaduto ieri, alle 7.45. Il camion, della Il mezzo
trasportava ben 25 mila litri di carburante, 15 mila di gasolio e 10
di benzina. ditta Bertani Remo di Marghera, condotto dal trevigiano
M.P., 57 anni, era partito da Marghera ed era diretto in Val
Pusteria. Aveva già scaricato parte del carico a Ponte nelle Alpi e
a Tai di Cadore.
La statale di Alemagna è rimasta totalmente chiusa per dieci ore,
solo verso le 18 è stata riaperta a senso unico alternato. E così
resterà per diverso tempo. Anche l’asfalto andrà bonificato.
Nell’incidente non sono rimasti coinvolti altri mezzi. L’autista
ha riportato una frattura al braccio, ma prima di essere ricoverato
si è messo a disposizione delle forze dell’ordine per fornire
tutti i chiarimenti possibili.
È stato un automobilista di passaggio a chiamare la polizia
stradale di Valle che ha immediatamente chiuso il transito ai
veicoli, allertando nel contempo i vigili del fuoco. Da Pieve di
Cadore, la sala operativa di Belluno ha fatto partire due mezzi ad
acqua da usare in caso di incendio ed un autogrù. La zona è stata
transennata, i curiosi allontanati. Troppo elevato il rischio di
un’esplosione, che sarebbe stata devastante.
Per eseguire la delicata operazione di travaso da una cisterna
all’altra è intervenuto il Nucleo NBCR di Mestre, specializzato
proprio in questo tipo di interventi ad alto rischio.
Sul posto anche un'autogrù dei vigili del fuoco di Belluno ed una
imbarcazione, sempre del distaccamento di Pieve, impiegata dai
tecnici Arpav nel monitoraggio del lago sottostante.
La Guardia
di Finanza ha proceduto al controllo del carico,
la Polizia
stradale di Valle ha effettuato l'esame del "disco"
cronotachigrafo per verificare le circostanze dell'evento e le
responsabilità del conducente. Un rapporto è stato inviato alla
Procura di Belluno che ora dovrà formulare gli eventuali capi di
imputazione. Che rischiano di essere pesanti soprattutto sotto il
profilo del danno ambientale.
Per la viabilità hanno operato i carabinieri delle diverse stazioni
del Cadore coordinate dalla Compagnia di Cortina, e i Vigili urbani
di Valle.
Ci vorrà del tempo per stabilire quanti e quali danni la
fuoriuscita del carburante può aver provocato all'ecosistema e
quanti veleni si sono liberati nell'aria.
L'Anas è intervenuta con
8 metri cubi
di sabbia assorbente. Moltissimi i disagi vissuti dagli
automobilisti in transito da e per Cortina che hanno dovuto
allungare il percorso per Auronzo. I Tir poi, con peso superiore
alle 3,5 tonnellate, provenienti dalla Pusteria e diretti a sud,
hanno dovuto deviare verso Carbonin-Misurina. Il ponte Rudavoi,
sulla 48 delle Dolomiti - direzione Passo Tre Croci - infatti, non
è tuttora agibile ai mezzi pesanti. Sono comunque scattati con
tempestività i blocchi stradali, fissati a Cortina, San Vito,
Cibiana, Tai e Ponte Cadore con relative deviazioni. Ciò nonostante
alcuni mezzi pesanti e una corriera di linea sono rimasti
"intrappolati" nella lunga colonna che si è formata in
entrambe le direzioni.
Qualche automobilista si è infilato nella ciclabile-pedonale che
corre a fianco della statale. L'operazione di recupero della
autocisterna è terminata attorno alle 16. Sui pianali di due
differenti bilici, le autogrù hanno caricato la motrice e il
semirimorchio.
L'Anas ha poi provveduto alla pulizia del manto stradale permettendo
così, un paio d'ore dopo, la riapertura a senso unico alternato
dell'importante arteria.
Allo stato delle cose non era ancora possibile stabilire
quantificare con esattezza l’entità del danno. Ovvero quanto
carburante sia effettivamente finito nel sottostante lago di Valle,
alimentato dal torrente Vallesina, e che a sua volta si immette nel
torrente Boite.
Questa mattina, sempre l'Anas, provvederà alla bonfica del piano
stradale interessato dalla fuoriuscita di carburante. Il transito
resterà a senso unico alternato.
Passante
di Mestre e gallerie allagate,
troppi tre episodi in un mese
16
Settembre 2009
La
mattina del 16 settembre viaggiavamo per lavoro sulla A4 in
direzione Padova. Pioveva parecchio: ci eravamo accorti che si era
accumulata dell’acqua ai bordi della strada e procedevamo già a
velocità piuttosto moderata.
La visibilità era ridotta per l’abbondante acqua che non defluiva
bene e veniva alzata dai vari veicoli. All’entrata della galleria
Caltana tra il km 252 e il km 253 vicino all’uscita di Spinea
c’era un’enorme pozzanghera e non si poteva frenare. Abbiamo
intravisto un camioncino bianco tipo Fiorino di sbiego che era
andato contro le pareti della galleria e occupava parte della terza
corsia.
È stato un attimo: le altre due corsie erano occupate da due camion
che si stavano superando e noi siamo passati per un pelo come in un
imbuto tra i camion e il Fiorino. Per alcuni secondi non si è visto
proprio nulla perché eravamo come sotto un’onda con tutta
l’acqua alzata dai camion. Siamo andati dritti e poi ecco la luce
del cartellone elettronico che diceva “Prova tecnica”. Sembrava
una beffa: ma con le telecamere non si era accorto nessuno che il
Passante era allagato?
La galleria successiva, quella di San Silvestro, era in condizioni
ancora peggiori: colava addirittura acqua a catinelle dalle pareti
quasi ci fossero delle grondaie e la strada era diventata un vero e
proprio lago. Ho chiamato il 113 e il 118. Due ore dopo abbiamo
sentito su Onda Verde che alcune corsie in prossimità della
galleria di San Silvestro erano state chiuse.
Nel pomeriggio ritornando ci siamo accorti che sotto le gallerie
c’erano delle pompe per far defluire l’acqua. Il problema però
si ripresentava più avanti, da metà passante fino ai vecchi
caselli di Venezia Est. Tanta, troppa acqua che non defluiva
correttamente. E non si è trattato di un evento eccezionale:
abbiamo riscontrato la stessa situazione sul passante in tre
occasioni in poco più di un mese.
Ho deciso di scrivere perché, prima di tutto, spero si possano
prendere provvedimenti velocemente, possibilmente prima che arrivi
il freddo e l’acqua diventi una lastra di ghiaccio. In secondo
luogo, mi augurerei che non si registrassero simili problemi con le
opere che verranno realizzate per ampliare
la A
4. Deve essere possibile poter fare dei test prima che un’opera
viaria così importante venga aperta al pubblico.
Pedemontana
veneta, Berlusconi nomina
il commissario. Sarà pronta per il 2014
L'incarico
a Silvano Vernizzi, già responsabile del Passante
I
95 km
della superstrada collegheranno Treviso e Vicenza
VENEZIA (17 agosto
09) -
Il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato il decreto
di nomina del commissario straordinario per la realizzazione della
Pedemontana Veneta. Si tratta di Silvano Vernizzi, già commissario
per il Passante di Mestre e segretario alle infrastrutture della
Regione del Veneto.
La richiesta di nominare un Commissario per accelerare le procedure
di realizzazione di un'opera attesa da decenni, era stata fatta dal
presidente della Giunta regionale del Veneto, Giancarlo Galan. «Il
fatto che il presidente del Consiglio abbia accolto senza alcun
problema e firmando il decreto che assegna pieni poteri al
Commissario è il segnale che siamo sulla strada giusta - commenta
l'assessore regionale alla mobilità e alle infrastrutture, Renato
Chisso - è il riconoscimento alla nostra politica del fare, quella
che realizza e non chiede niente a nessuno».
I cantieri apriranno tra dicembre di questo anno e gennaio del 2010,
poi ci vorranno 4 anni per completare l'opera. La superstrada
pedemontana veneta partirà da Montecchio Maggiore fino ad arrivare
a Spresiano per un totale di
95 chilometri
di lunghezza. Il tracciato attraverserà diversi comuni e le
province di Vicenza e Treviso. Di fatto consentirà la chiusura di
un ideale anello costituito dall'autostrada A4 a sud,
dell'autostrada A27 ad est e dalla Pedemontana stessa, che racchiude
l'intera area centrale veneta.
Il progetto non riguarda solo la realizzazione di una superstrada,
ma ha l'obiettivo di riordinare e riorganizzare l'intero sistema
viario del territorio di riferimento per migliorare i livelli
complessivi di qualità e sicurezza in funzione delle esigenze della
mobilità e dello sviluppo e livello locale.
Galan: «Ecco una notizia che fa del bene sempre, sia a
Ferragosto che a Natale o a Pasqua: il Presidente Berlusconi, che
ringrazio ancora una volta per tutto quanto fatto finora a vantaggio
dell'economia del Veneto e della qualità della vita della nostra
gente, ha nominato il solito, noiosamente bravissimo, ingegner
Silvano Vernizzi Commissario straordinario per la realizzazione
della Pedemontana Veneta». Così il presidente del Veneto Giancarlo
Galan commenta la nomina del commissario per
la Pedemontana.
«Un Commissario straordinario per un'opera straordinaria -
sottolinea Galan - che metterà in "rete" il Veneto con le
altre regioni del Nord Est, ma soprattutto con il resto d'Europa.
Un'opera quindi che di fatto apre il capitolo del Veneto del futuro,
almeno quello compreso tra il 2010 e il 2015».
Il
giorno nero del Passante di Mestre,
Galan attacca: «L'Anas? Da abolire»
Il
governatore: «Quando io e Illy chiedemmo un commissario
per la terza corsia sull'A4 Di Pietro e
Ciucci si opposero»

VENEZIA (3 agosto
09) - «Abolire
l'Anas»: per il presidente del Veneto Giancarlo Galan «è più di
una battuta», dopo quanto accaduto sabato scorso lungo il Passante
di Mestre. Illustrando i dati sul traffico dello scorso fine
settimana, insieme all'assessore regionale alla mobilità Renato
Chisso e al commissario per il Passante Silvano Vernizzi, Galan
ribadisce che l'accenno all'Anas «è una battuta fino ad un certo
punto: bisogna chiedersi, e non dare per scontato a cosa serve
l'Anas: migliora la qualità della vita dei cittadini - si chiede il
governatore - è utile alla gente?».
«Qualcuno me lo spieghi» aggiunge Galan, ricordando che
«quando ha ceduto molte strade alle Regioni, compreso il Veneto,
queste hanno gestito molto meglio le strade che una volta gestiva
l'Anas». Per il presidente della giunta regionale «se c'è un ente
che non serve a nulla, va eliminato».
Primo agosto: traffico eccezionale.
Il Passante è stato schiacciato dalla dura legge dei
numeri, ben superiori agli scorsi anni. Così Galan sintetizza
quanto accaduto sabato scorso lungo
la A
57, più nota come Passante di Mestre, inaugurata lo scorso
febbraio. «Il primo agosto si è verificato un livello di traffico
eccezionale - sottolinea Galan, affiancato dall'assessore regionale
alla mobilità Renato Chisso e dal commissario per il Passante,
Silvano Vernizzi - con 52.249 transiti sul Passante di Mestre in
direzione Trieste e 31.255 sulla tangenziale, nello stesso senso di
marcia, per un totale di 83.404 automobili».
«Senza Passante le code sarebbero arrivate a Vicenza».
Per dare un'idea dell'ondata di auto che si è rovesciata
sul nodo di Mestre, Galan ricorda che lo scorso anno nello stesso
giorno i transiti in direzione Trieste lungo la tangenziale di
Mestre erano stati 53.807. «Sabato scorso dunque - sintetizza il
governatore veneto - si è verificato un aumento del traffico pari
al 55%: senza il Passante - puntualizza - la coda dalla barriera di
Mestre, con questo incremento, sarebbe arrivata fino a Vicenza o
quasi».
Più auto venerdì 31 che nel sabato nero.
Venerdì 31 luglio i transiti complessivi su Passante e
tangenziale (compresi quelli dei mezzi pesanti) sono stati pari a
84.743, superiori quindi a quelli del giorno successivo. Ma a creare
la situazione di coda del primo agosto hanno contribuito - ricorda
Galan - anche gli incidenti che si sono verificati lungo il Passante
venerdì notte e quelli che hanno interessato sabato mattina il
tratto della A4 S. Donà di Piave-Cessalto.
L'effetto imbuto dell'A4. Senza
trascurare l'effetto imbuto della A4 nel tratto Venezia-Trieste. «Tutto
il sistema autostradale da Milano a Mestre in direzione est verso
Trieste ha tre corsie con alcune tratte a quattro - puntualizza -
Nell'area di Mestre le corsie diventano cinque (tre sul Passante e
due sulla Tangenziale), mentre immediatamente a est di Mestre, a
Quarto d'Altino, cinque corsie confluiscono in due».
Terza corsia A4, «Di Pietro si oppose alla nomina del
commissario». All'annuncio da parte
dell'Anas di voler compiere una verifica su quanto avvenuto sabato
scorso lungo il Passante di Mestre, il presidente del Veneto replica
sottolineando il ritardo con cui si è arrivati alla nomina del
commissario per la terza corsia sulla A4 Venezia-Trieste: «La prima
richiesta di nomina di un commissario è stata fatta da Illy e dal
sottoscritto: allora si opposero l'allora ministro Di Pietro e il
presidente dell'Anas Ciucci».
Per l'assessore veneto alla mobilità Renato Chisso, «ora
sembra che l'unico problema viario in Italia sia quello del Passante
di Mestre», dimenticando le questioni irrisolte legate «alla
Salerno-Reggio Calabria e al nodo appenninico di Barberino del
Mugello». A chi ha suggerito, dopo la coda di sabato, che il
Passante avrebbe dovuto essere inaugurato solo dopo l'ultimazione
della terza corsia in A4, Chisso replica sostenendo che non aprire
la A
57 «sarebbe stato da via di testa».
Più informazioni per i viaggiatori.
Per evitare che sabato prossimo si ripeta quanto avvenuto
due giorni fa lungo il Passante di Mestre è necessario informare
maggiormente gli automobilisti, ma anche contare «su un pò di
fortuna». Ne è convinto Galan, per il quale la speranza «è che
non ci siano più incidenti stradali» come quelli che in alcuni
momenti, nello scorso fine settimana, hanno ridotto ad una le corsie
disponibili lungo
la A
4 Venezia-Trieste. Nel rilevare che le previsioni indicano,
comunque, per sabato prossimo una minor pressione di veicoli su
tangenziale e Passante, il governatore annuncia le contromisure che
saranno adottate.
«Il tiro si corregge sperando che non ci siano incidenti -
ripete - e che tutto funzioni come tutti gli altri giorni, a partire
dall'8 febbraio scorso, data di inaugurazione dela A57». I messaggi
di aggiornamento sulla situazione di Mestre compariranno sui display
autostradali già a Verona, e non più da Vicenza come accaduto
sabato scorso. In più Galan annuncia che gli automobilisti potranno
conoscere quanto accade su tangenziale e Passante attraverso il
bollettino sul traffico Isoradio. «Chiederemo alle società
concessionarie - conclude - di amplificare i messaggi di
aggiornamento».
Il ministero si occupi dei dissesti in altre regioni.
«Ho l'impressione che più di qualcuno abbia perso il
senso della misura e sia passato dalla parte del grottesco o del
ridicolo». Così il presidente del Veneto commenta al telefono con
l'Ansa la notizia che mercoledì prossimo al ministero dell'Interno
il Centro nazionale di coordinamento in materia di viabilità, si
dovrebbe riunire per discutere su come affrontare nel prossimo fine
settimana la nuova ondata di traffico prevista nel nodo di Mestre.
«Il ministero dell'interno si occupi di quanto succede ogni giorno
di tutte le settimane di ogni mese - afferma Galan - tra Calenzano e
Firenze nord, lungo l'Autosole o la tangenziale di Bologna,
sull'autostrada che da Bologna porta alle spiagge adriatiche».
Il presidente veneto dice di essere sorpreso «in un modo -
precisa - che mi fa quasi impazzire, dell'assoluto silenzio delle
regioni "rosse e progressiste" Emilia-Romagna, Toscana,
Umbria e Lazio sull'inquietante e per certi versi misterioso
dissesto che da decenni impedisce il traffico normale a chiunque
lungo la superstrada E45 che da Cesena dovrebbe portare a Orte».
Il
sabato nero del Passante di Mestre,
ecco che cosa non ha funzionato
L'Anas
accusa, convoca i concessionari e propone i correttivi:
ripartizione del traffico con
la Tangenziale
e più informazione
di
Giuseppe Pietrobelli
QUARTO D'ALTINO
(3 agosto
09) - Sul
far del mezzogiorno l’autostrada è deserta come accade sempre la
domenica. L’asfalto e il sole. Non ci sono auto in coda,
vancanzieri boccheggianti, maledizioni lanciate al sistema che si
occupa delle infrastrutture per non aver saputo prevedere e mitigare
l’infernale emergenza da esodo. Trenta chilometri di code, il
Passante di Mestre chiuso perchè intasato come una via cittadina
nell’ora di punta. Un disastro che si è mitigato solo nella tarda
serata di sabato e poco dopo mezzanotte si è concluso a Lisiert, il
casello triestino dove muore la A4.
Ma di chi è la colpa? Quali sono le cause di ciò che è accaduto
l’1 agosto tra Veneto e Friuli in una giornata che tutti gli
operatori del traffico e del turismo avevano segnalato da bollino
nero? L’Anas ha annunciato un’inchiesta. Da Venezia e da Trieste
i governatori hanno risposto piccati, rimandando al mittente le
accuse. Si corre già ai ripari. Si processa il Passante. Si
analizza perchè a pochi mesi dall’apertura che avrebbe dovuto
risolvere tutti i problemi, d’un tratto ci si trovi immersi ancora
nel grande incubo.
A fare il primo passo è stata sabato l’Anas. Ieri ha cercato di
attutire in qualche modo la valenza dell’indagine annunciata,
sostenendo che si tratta di «un doveroso atto d’ufficio». Non un
procedimento d’accusa, ma un’iniziativa per «accertare il
rispetto delle disposizioni date dall’Ispettorato Vigilanza
Concessioni Autostradali (Ivca) dell’Anas alle società
concessionarie e per individuare i necessari provvedimenti da
assumere per assicurare la regolarità del traffico».
Insomma, una riflessione tecnica sull’evento che ha paralizzato il
Nord Est, per affrontare l’esodo che continuerà per tutto agosto.
È per questo che Anas ha già chiesto alle concessionarie «un
piano che preveda la ripartizione del traffico tra Passante e
Tangenziale di Mestre» e consenta di «migliorare le indicazioni
per turisti ed utenti».
Par di capire che i correttivi da mettere in campo per sabato
prossimo siano due. Il primo prevede che sull’asse viario diretto
verso est si aggiunga al Passante la capacità di assorbimento, in
parallelo, garantita dalla Tangenziale di Mestre. Per molte ore
della giornata di sabato, infatti, le corsie erano quasi vuote,
mentre chi arrivava da Milano continuava a optare per il Passante,
pensando di seguire la via più celere verso Trieste.
Agli automobilisti verranno quindi date indicazioni per seguire il
percorso alternativo. E qui entra in scena il secondo accorgimento.
Si tratta della segnaletica e delle comunicazioni con i pannelli
digitali o via radio per mettere gli automobilisti nelle condizioni
di trovare un’alternativa all’imbuto.
È per questo che l’Ivca ha convocato per oggi a Venezia le tre
società che gestiscono la tratta interessata al grande ingorgo. Si
tratta di Concessionaria Autostradale Veneta (società mista
Veneto-Anas che gestisce il Passante),
la Venezia-Padova
e Autovie Venete.
Anas non se l’è sentita di gettare completamente la croce addosso
alle società di gestione. Ha infatti ribadito in un comunicato come
«l’esperienza di sabato conferma la necessità e l’urgenza di
realizzare la terza corsia dell’A4 Venezia-Trieste». Ha
condiviso, quindi, l’esistenza del nodo strutturale ribadito da
Giancarlo Galan e Renzo Tondo, i governatori di Veneto e Friuli.
Anas ha aggiunto di essere «impegnata a supportare il commissario
straordinario per l’accelerazione delle procedure e dei lavori»
della terza corsia.
Anas ritiene di aver individuato le cause del sabato nero. Prima: la
mancanza della terza corsia. Seconda: il fatto che le tre corsie del
Passante e le due corsie della Tangenziale di Mestre, in totale
cinque, si scontrino con l’imbuto delle due sole corsie della
Venezia-Trieste all’altezza di Quarto d’Altino. Terza: «La
coincidenza delle grandi partenze con il fine mese, che hanno
determinato una straordinaria punta di traffico». Quarta: «L’effetto
novità del Passante di Mestre, che ha attirato il traffico sulla
nuova autostrada, moderna e scorrevole». Quinta: la confusione che
l’effetto novità e le informazioni fornite potrebbero aver
ingenerato «in molti turisti, non abituati ad utilizzare il
Passante (che al momento non è neanche rilevato sulle mappe dei
sistemi di navigazione)».
C’è poi una sesta ragione: «la circostanza che fino allo scorso
anno le barriere sulla Tangenziale determinavano anche una
regolazione impropria del traffico, il cui deflusso veniva
automaticamente rallentato». Invece, «il traffico è arrivato con
maggiore velocità sul Passante, per poi risentire dell'effetto
tappo dovuto al passaggio dalle tre alle due corsie dell'A4
all'altezza di Quarto d'Altino».
Il
flop del Passante di Mestre, Chisso:
«Mai viste tante auto come quest'anno»
L'assessore
regionale: «Senza la terzia corsia il problema
si
ripresenterà». Galan contro l'Anas: «Patetica sceneggiata»

MESTRE
(2 agosto
09) - La
maxi coda che si è verificata ieri lungo il Passante di Mestre è
stata provocata «da un traffico di vacanzieri nettamente superiore
agli anni scorsi». Lo sottolinea l'assessore veneto alla mobilità
Renato Chisso, che stamane ha
compiuto un sopralluogo lungo il tracciato del Passante. «Il
problema dove sta? A parte il flusso immenso di traffico non
prevedibile - rileva Chisso - è da ricercare nell'imboccatura della
A4: da tre corsie si passa a due, è come trovare un imbuto in
autostrada».
Per l'assessore veneto, il
problema si risolverà con la costruzione della terza corsia, «i
cui cantieri per il tratto veneto sono imminenti». In attesa della
realizzazione delle opere, Chisso ritiene impensabili soluzioni
temporanee che evitino quanto avvenuto ieri.
«Non ci sono interventi
correttivi - afferma -; una situazione del genere non si verificherà
se non il prossimo anno».
Chisso annuncia che domani
la Regione Veneto
diffonderà i dati di traffico del Passante, «dai quali si evince
che ieri il traffico è stato immenso, nettamente superiore agli
anni scorsi». L'assessore veneto commenta anche la decisione
dell'Anas di compiere accertamenti su quanto avvenuto: «può fare
tutte le ispezioni che crede - replica - come noi, dal punto di
vista politico, abbiamo il diritto di richiamare l'attenzione e le
responsabilità su chi negli anni 2006-2008 si è opposto fermamente
alla nomina del commissario per far partire i lavori della terza
corsia».
L'Anas:
«Ispezione atto dovuto».
Per evitare che il Passante di Mestre si blocchi nuovamente il
prossimo fine settimana - per il giorno peggiore dell'anno, indicato
con il bollino nero - l'Anas ha chiesto alle società concessionarie
di predisporre un piano che preveda la «ripartizione del traffico
tra Passante e Tangenziale di Mestre» e di «migliorare le
indicazioni per turisti ed utenti».
Lo rende noto la stessa società
sottolineando che le tre società che gestiscono la tratta
autostradale interessata (Cav, Venezia-Padova, Autovie Venete) sono
state convocate domani a Venezia dell'Ispettorato Vigilanza
Concessionarie Autostradali. L'ispezione disposta, prosegue l'Anas,
è un «atto dovuto», così come è «urgente la realizzazione
della terza corsia sulla A4 Venezia-Trieste».
Galan contro l'Anas.
Il presidente del Veneto Giancarlo Galan replica all'Anas che
considera un atto dovuto gli accertamenti annunciati su quanto
accaduto ieri lungo il Passante di Mestre.
«Atti dovuti su quello che
avviene giornalmente nel traffico viario in gran parte dell'Italia -
dice Galan - dovrebbero essercene a valanghe: l'Anas faccia pure
quello che ritiene di dover fare, ma questo atto dovuto a me ricorda
una patetica sceneggiata».
La decisione dell'Anas, per il
governatore veneto, «contribuisce a far confusione e a gettare
discredito su un'opera infrastrutturale che ha migliorato
enormemente la qualità della vita della stragrande maggioranza
degli automobilisti veneti, ma anche reso finalmente competitivo un
percorso viario a chi, grazie al Passante, movimenta flussi
economici e turistici imponenti».
L'esodo del primo agosto - ricorda
ancora Galan - ha toccato punte veramente incredibili, anche perché
il Veneto è la prima regione turistica d'Italia.
«Restiamo in attesa invece di
tutti quei sostegni finanziari e di quelle scelte politiche capaci
di risolvere i problemi infrastrutturali - polemizza il presidente
veneto - che ancora ci attendono: Pedemontana veneta, nuova Romea da
Mestre sino a Civitavecchia e l'alta velocità e capacità
ferroviaria».
Tondo:
«Non colgo il senso dell'inchiesta».
«Non colgo
il senso dell'inchiesta disposta dal presidente dell'Anas, Pietro
Ciucci, sulle code dello snodo di Mestre, perché è evidente che il
problema sta nella terza corsia della A4, e ciò è ancora più
evidente dopo l'apertura del passante mestrino».
Lo ha detto oggi lo il presidente
del Friuli Venezia Giulia e commissario per la terza corsia della
A4, Renzo Tondo.
«Il passante di Mestre ha
velocizzato tutte le percorrenze, ma il problema delle code persiste
ancora - precisa Tondo - a causa dell'imbuto tra lo stesso passante,
che è a cinque corsie, e l'A4 Venezia-Trieste che è invece a due.
Per questo la realizzazione della terza corsia è così fondamentale
e - rimarca il presidente - è per questo che è stato così
importante ottenere il commissariamento. I lavori sono finalmente
avviati solo per questo».
Oltre a smorzare i toni della
polemica («Io penso soprattutto al futuro e quindi a come
velocizzare l'avvio lavori»), Tondo invita anche a considerare con
realismo i tempi tecnici per la realizzazione della terza corsia. «La
risoluzione del problema non sarà immediata - afferma - e dovremo
rassegnarci a qualche anno ancora di attesa, più di cinque
sicuramente, per ottenere la consegna della terza corsia. Giova
ricordare, infatti, che verrà realizzata con i lavori in corso e
non su un nuovo tracciato, come è accaduto per il passante».
Esodo,
incubo Passante: code di
30 km
poi la chiusura. L'Anas ordina ispezione
Traffico
dirottato sulla Tangenziale per mezz'ora nel tentativo
di limitare il caos. Inchiesta per
accertare le responsabilità
VENEZIA
(1 agosto
09)
- Il
primo vero esodo estivo registra trentadue chilometri di coda al
passante di Mestre, tanto che è stato chiuso per circa 30 minuti e
il traffico deviato sulla tangenziale. Traffico rallentato e intenso
in tutto il resto del Veneto.
Passante chiuso e poi riaperto.
Il
Passante di Mestre è stato chiuso e il traffico deviato sulla
tangenziale. A deciderlo la società Autostrade Padova-Venezia per
tentare di ridurre le code per il forte traffico legato all'esodo di
agosto.
Dopo circa mezz'ora
il Passante è stato riaperto e la coda, secondo gli ultimi
rilevamenti, è in fase di diminuzione, dopo aver raggiunto stamane
i
30 chilometri
.
Gli automobilisti
sono così tornati sulla "vecchia" strada per una trentina
di minuti, dopo l'inaugurazioine di quel Passante che si pensava
risolvesse i problemi del traffico. E che «invece - rilevano alla
società autostradale - sembra aver spostato di qualche decina di
chilometri il problema. La situazione - aggiungono - non cambierà
fino a che non si eliminerà l'imbuto a Roncade».
L'Anas
dispone ispezione. Il
Presidente dell'Anas Pietro Ciucci ha chiesto all'Ispettorato
Vigilanza Concessionarie Autostradali (IVCA) «una immediata
verifica ispettiva su quanto accaduto oggi lungo l'autostrada A4-A57
(Passante di Mestre), dove si sono formate code di oltre
30 chilometri
e il blocco della circolazione autostradale».
Il direttore
dell'ispettorato dell'Anas, Mauro Coletta, ha subito incaricato il
responsabile dell'area attività ispettiva, ingegner Stefano Chini.
La
verifica ispettiva, che dovrà essere completata in dieci giorni -
ha precisato l'Anas - dovrà riguardare «le cause delle consistenti
code e del blocco»; dovrà, inoltre, accertare «se le società
interessate abbiano provveduto a porre in atto una specifica
organizzazione; se gli interventi posti in essere facessero parte di
un piano di emergenza; quali comunicazioni siano state offerte
all'utenza prima e durante il corso dell'evento».
L'ispezione,
inoltre, dovrà valutare eventuali responsabilità delle società
concessionarie che gestiscono la tratta autostradale interessata (CAV,
Venezia-Padova, Autovie Venete), «con particolare attenzione al
rispetto delle disposizioni date dall'Ispettorato».
Giancarlo
Galan manda un messaggio chiaro al presidente dell'Anas Pietro
Ciucci che
ha chiesto una verifica ispettiva sulle code sul Passante di Mestre.
«Egregio presidente Ciucci - dice in una dichiarazione - finché si
scherza si scherza, ma attento a non superare lo scherzo perché la
pazienza ha un limite. Lo dico a nome mio, dei cittadini del Veneto,
del Friuli Venezia Giulia e di tutti coloro che oggi sono stati
incastrati da qualcosa che lei conosce bene».
Galan ha ribadito
che il problema del traffico registrato oggi lungo il passante «è
stato causato dalla storica mancanza della terza corsia
nell'autostrada Venezia-Trieste». Quindi rivolto al presidente
dell'Anas ha chiesto: «Di chi le colpe sulla strozzatura tra
passante e l'autostrada a due corsie? Ogni ritardo infrastrutturale
nel nostro Paese ha padri e madri ben individuabili e noi non
vogliamo restare in eterno figli di un dio minore».
Verona.
Inferno sull'A22, Tir piomba
su furgone e auto: due morti e tre feriti
Autoarticolato
travolge i mezzi fermi in corsia di emergenza
Vittime travolte
mentre stavano cambiando uno pneumatico

VERONA (29
luglio
09)
- Due
persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite in un incidente
stradale avvenuto lungo
la A
22 del Brennero, nei pressi di Cavaion Veronese.
Un furgone e un'autovettura, fermi in corsia d'emergenza, secondo le
prime informazioni, sono stati travolti da un autotreno con targa
greca. A causa dello scontro, il rimorchio del tir è finito di
traverso ed è stato urtato da un secondo mezzo pesante, condotto da
un autista francese.
Le
condizioni di uno dei tre feriti ricoverati in ospedale vengono
considerate gravi dai medici. Le due vittime, travolte
dall'autoarticolato greco, si trovavano a bordo di un furgone che si
era fermato dietro ad una vettura nella corsia d'emergenza della
carreggiata sud della A22, nel tratto compreso tra i caselli di Affi
e Verona nord.
Il traffico lungo la carreggiata è stato deviato sulla sola corsia
di sorpasso, per consentire i rilievi da parte della Polstrada di
Verona sud.
Sono baresi le vittime dell'incidente sull'A22. Lavoravano
per una azienda pugliese che si occupa di manutenzione stradale. Il
loro furgone si era fermato lungo la corsia di emergenza per
cambiare uno pneumatico. Si tratta di 0. P., 51 anni, di Cellamare
(Bari), e D. L., ( 54) di Bari.
Nell'incidente è rimasto gravemente ferito il titolare della ditta,
che avrebbe cercato di segnalare ai mezzi in transito la presenza
dei due operai, intenti al cambio del pneumatico. A causa del
violento impatto, i corpi delle vittime sono finiti nel fossato che
fiancheggia la corsia di emergenza.
Addio
Tav, politici veneti sotto accusa
Gli industriali: «Fate il vostro dovere»
VENEZIA
(27 maggio
09) - «Un vero peccato»: il disappunto di Emma Marcegaglia
è molto britannico, ma evidenzia tutta la delusione di
Confindustria per una scelta del Governo che rischia di aprire un
fronte di polemica con il Nordest.
L'esclusione decisa dal Cipe dei
finanziamenti del tratto della Tav Brescia-Verona-Padova non va giù
agli imprenditori, e la loro presidente ieri a Verona per
l’assemblea dell’associazione ha rimarcato che «è una cosa
assolutamente necessaria perché su questa tratta c'è un livello di
produttività e di traffico molto più alto rispetto ad altre parti
d'Italia».
Se Emma Marcegaglia mantiene un tono
tutto sommato contenuto nonostante l’evidente stizza, il
presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat non va tanto per il
sottile e chiama in causa le responsabilità dell’intera politica
regionale e nazionale: «Bisogna sbloccare al più presto il
passaggio dell'Alta velocità, tante volte si dice che il Veneto è
la locomotiva d’Italia e che la nostra regione è un traino per
tutta l’economia italiana, ma a questo punto dobbiamo amaramente
constatare che la nostra regione non è altrettanto valutata
adeguatamente sul piano politico. Perché qui di politica si tratta».
Un affondo che si basa sulle notizie
che nelle ultime settimane si sono rincorse in merito alla delibera
del Cipe che ha escluso - perfino a livello di semplice
progettazione - il completamento verso Nordest fino a Trieste e
oltre, di un’opera strategica come
la Transpadana. Proprio
nel momento in cui invece le risorse disponibili vengono dirottate
per il Ponte sullo Stretto di Messina e per realizzare il Terzo
Valico Milano-Genova.
«L’Amministratore delegato delle
Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti dice che per questa tratta non
ci sono risorse disponibili - attacca Tomat - e ad oggi risulta
ancora interamente da finanziare la tratta Brescia-Verona-Padova.
Rimaniamo però esterrefatti quando sentiamo dire sempre dallo
stesso Moretti che è di interesse strategico nazionale la
realizzazione delle Napoli-Bari, per la cui realizzazione sarebbe già
stato assicurato un primo finanziamento per 1,3 miliardi di euro».
Insomma, nonostante si discuta della
Tav fino a Trieste già dall’inizio degli anni Novanta, non sono
mai state finanziate le tratte Brescia-Verona-Padova e
Mestre-Trieste. «Ancora una volta a livello nazionale non viene
colto un problema d’interesse strategico per il Veneto - osserva
Tomat -, ma anche per tutto il nostro Paese. L’abbiamo già
ribadito più volte: la nuova linea ferroviaria è necessaria per
collegare rapidamente l’Italia con l’Europa e con i mercati
emergenti dei Paesi dell’Est Europa».
In effetti con l’Expo 2015 alle
porte appare quantomeno bizzarra la decisione di non collegare
adeguatamente il Nordest con
la Lombardia
: «L'Expo è alle porte e il Nordest che farà? Si muoverà con i
"vecchi intercity"?».
Il presidente degli industriali veneti
rivendica di aver cercato «di fare la nostra parte», ma evidenzia
che «questa battaglia va concordata assieme alla classe politica».
Per questo ha scritto una lettera ai tre Ministri veneti, ai
parlamentari veneti e al Presidente della Regione Giancarlo Galan «per
chiedere che si uniscano a noi nel pretendere dal Governo una
revisione della Delibera, e perché vengano reperite le risorse
necessarie alla progettazione definitiva della Brescia-Verona e
della Verona-Padova (si tratta rispettivamente di meno di 100
milioni di euro e di circa 130 milioni di euro)».
Duecentotrenta milioni in tutto, che
sembrano poca cosa rispetto agli 1,3 miliardi destinati per l’alta
velocità tra Napoli e Bari, ma che si scontrano con le ristrettezze
e i tagli nel bilancio statale. Una situazione compromessa
ulteriormente dalla crisi economica, della quale gli imprenditori
hanno però consapevolezza: «Comprendiamo le difficoltà che in
questo momento il nostro Paese sta attraversando - dice Tomat - ma
non possiamo aspettare di uscire dalla crisi per modernizzare le
nostre infrastrutture».
Questione di volontà politica,
quindi: «Se esiste una chiara volontà politica le soluzioni
possano essere individuate, pur nel rispetto dell’ammontare
complessivo degli investimenti finanziabili dal Governo. Siamo anche
coscienti che per realizzare l’opera serviranno ingenti risorse,
ma crediamo che una realtà così importante come l’area
interessata dalla direttrice in questione, possa reperire i
finanziamenti non solo ricorrendo allo Stato, ma anche attraverso
formule di project financing, già sperimentate con successo per il
completamento del passante di Mestre e di altre opere strategiche».
A.G.
PADOVA
(10 aprile 09) Un tir carico di bottiglie di acqua minerale ha
distrutto la scorsa notte il casello autostradale di Padova Sud,
ferendo leggermente l'addetto alla riscossione del pedaggio.
Erano
circa le 2 di notte quando, probabilmente a causa di un colpo
di sonno, l'autista - italiano - del pesante automezzo in uscita
dall'autostrada, ha centrato la struttura. Sul posto sono accorsi
gli agenti della stradale di Rovigo e i vigili del fuoco di Padova
che hanno impiegato un paio d'ore per liberare il cesellante. Illeso
il conducente del camion.








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