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Ufficialmente si chiama GRA (grande raccordo anulare) e prima ancora GRAP (grande raccordo anulare Padova). Ma è la medesima cosa. Questa società è costituita dalle autostrade, dall’agenzia veneta delle strade regionali e dal Comune e Provincia di Padova. In teoria è aperta anche agli altri comuni, ma nessuno di loro ha ancora pensato di farlo.

Il GRA è un’opera che si inserisce nei grandi progetti internazionali e nazionali che sono :

il corridoio 5 ( Lisbona-Kiev ) e il passante di Mestre.

E’ tra i progetti obiettivo del governo Berlusconi, che escludono ogni controllo dei comuni, i quali non avranno nessuna voce in capitolo neanche sul piano ambientale e della tutela della salute dei propri cittadini. Questo non è un caso!!!

La salute dei cittadini è già in pericolo, anche senza queste opere.

La pianura padana, i nostri colli e le nostre terme sono le più inquinate d’Europa!!!!!

Il corridoio 5, il passante di Mestre, l’orbitale di Padova, il prolungamento della Valdastico, sono nuove strade che produrranno soltanto nuovo traffico, nuove cementificazioni, distruggeranno aree agricole e di pregio e non porteranno alcun sviluppo dell’economia locale. Il GRA, il cui costo (minimo) è previsto in 500 milioni di Euro, è una strada lunga 42 kilometri, che va dalla tangenziale ovest di Padova (curva Boston) sino a Ronchi di Villafranca, dove è previsto un nuovo casello (in sostituzione di quello di Limena, appena ristrutturato, e come se non bastasse a pochi kilometri da quello di Grisignano) per proseguire poi verso Limena,Vigodarzere,Cadoneghe,Vigonza e Dolo,collegandosi da un lato con il passante di Mestre, assorbendone tutti i flussi di traffico e dall’altro con la RG. 308 ,la pedemontana, l’autostrada Udine-Tarviso e da lì in Austria e ai paesi dell’est, con l’aumento di traffico che ne deriva.

Il progetto vero definitivo non si sa perché ne esistono due !!!!!!

Uno presentato ai sindaci dei comuni interessati, dove alcuni pezzi di strada risultano cancellati in virtù della forte ostilità dimostrata da molti comitati e da qualche amministrazione comunale seria come Limena (Selvazzano, Comune interessato gravemente dal GRA, di centro-sinistra, obbedisce in modo serpentino e di poca chiarezza nei confronti dei suoi cittadini, al Sindaco di Padova Flavio Zanonato, addirittura Consigliere di Amministrazione della Società GRA, firmando a Padova il proprio consenso).

Il secondo progetto è quello inviato a Roma per il finanziamento (che non c’è ???!!!).

 

In sintesi vediamo chi è il GRA.

     La G.R .A. di Padova è una   società per azioni nata nel 2004, composta da:

1)      Società delle autostrade di Venezia e Padova

2)      Società per azioni autostrade Brescia-Verona-Vicenza-Padova

3)      Veneto Strade

 Il Consiglio di Amministrazione è composto da 7 Consiglieri di cui:

a)      Casarin Vittorio-Presidente

b)      Zanonato Flavio-Amministratore

c)      Mistrello Giustina Destro-Amministratore.

Da questo possiamo capire e dedurre che, per le grandi opere e abbuffate, i colori politici scompaiono.

Alla faccia del rispetto dei poveri cittadini,dell'ambiente e della partecipazione!!!!!!!   Il progetto dell’orbitale rappresenta l’esempio più eclatante di come le amministrazioni interessate intendono la pianificazione del territorio.

Pur sapendo che quest’opera non risolverà le problematiche della mobilità, ne appoggiano in pieno la sua realizzazione, per ragioni di profitto legate non solo agli introiti dovuti dai pedaggi (si paga non è gratis, dove finiranno i soldi???), ma in tutto questo contesto, nelle varie presentazioni del progetto e dei dibattiti tenuti a sostegno della sua realizzazione è stato dato sempre scarso peso ai problemi della salute (inquinamento atmosferico PM 10, spiegheremo in seguito la pericolosità di spiegheremo in seguito la pericolosità di spiegheremo in seguito la pericolosità di queste polveri sottili) e delle bellissime aree golenali e arginali (vedi il Tavello, isola di Torre, la Golena del Bacchiglione a Selvazzano e il suo verde territorio paesaggistico), considerati evidentemente OBIETTIVI SECONDARI, rispetto alla” fluidificazione del traffico veicolare”.

Il progetto dell’orbitale è una scelta apparentemente giustificata dalla congestione del traffico, ma in realtà è una grave soluzione sbagliata perché non coglie il legame causale del traffico stesso, ma individua gli effetti, scambiandoli per fenomeni strutturali, causati tra l’altro da una errata politica di localizzazione degli insediamenti urbani.

Questa affermazione è senz’altro condivisibile se non fosse che le stesse figure istituzionali (Provincia e Comune di Padova e Regione Veneto) che appoggiano il progetto, sono gli stessi che hanno appoggiato in passato questi errati insediamenti urbani ed oggi portano avanti altre discutibili scelte urbanistiche (vedi IKEA a Padova Ovest, i nuovi progetti d’insediamenti commerciali previsti nella zona Stadio, la variante approvata per un’ulteriore cementificazione(oltre 2.5 milioni di mc.) dell’area urbana e periurbana di Padova, pianificata senza tener conto dei futuri tracciati del metrobus).

Tutti questi progetti si presentano completamente slegati rispetto alla situazione viaria attuale e fungono da calamita di forte traffico, diretto all’interno del tracciato dell’orbitale, che in questi casi dimostra la sua palese inutilità.

E’ evidente che le società interessate nella realizzazione delle opere puntano all’aumento del traffico per trarne maggiori profitti attraverso i pedaggi, non hanno certamente a cuore la soluzione dei problemi viari attraverso l’individuazione di sistemi diversificati e alternativi al trasporto su gomma privato, quali le ferrovie,i tram, gli autobus ecologici e i canali.

E’ indispensabile affrontare le discussioni relative al “MOSTRO G.R.A”, in un contesto più ampio, dove DIFESA DEL TERRITORIO, TUTELA DELLE RISORSE E QUALITA’ DELLA VITA siano temi centrali e non economici e funzionali.

In realtà,il progetto presentato mette in modo evidente, specie se si fa riferimento ai previsti svincoli in aperta campagna, come esso abbia tutte le caratteristiche di un progetto che privilegia l’urbanizzazione del territorio, per la realizzazione di nuove aree industriali e artigianali, per nuovi ipermercati ed altre megastrutture a tutto svantaggio della conservazione dell’ambiente e del suo equilibrio.

 Un progetto coerente dovrebbe prevedere:  

a)    l’integrazione del trasporto privato con quello pubblico e quindi ferrovia, metro, canali navigabili, piste ciclabili, ecc. ecc.

b)    il rispetto dell’integrità del territorio(senza spezzettamenti e utilizzazione delle nuove strutture a fianco di quelle esistenti), dell’ambiente e dell’assetto idrogeologico.

c)     parcheggi scambiatori, con la possibilità di biglietti a costi ridotti e bus a navetta per la circolazione all’interno dei grossi paesi.

Altra cosa molto importante,che non convince è il modo con cui il progetto è stato presentato:  

1)  inesistenti e comunque insufficienti elementi di indagine conoscitive sul          rapporto costi/benefici.

2)  scarso coinvolgimento degli enti locali e della popolazione. Infatti, i tempi        concessi ai Comuni interessati per esprimere il loro parere sono stati decisamente e forse volutamente esigui.

Il G.R.A. con il passare del tempo,sempre più presente sul mercato di Padova, con pressioni politiche, sia di qualche politico Nostrano che frequenta Roma e sui Politici Regionali e Provinciali, cerca nuovi appoggi e denari,che mancano,attuando manovre diversificate in vari settori.

Comune e Provincia a Gennaio 2007 mettono in vendita le proprie quote azionarie il 2%ciascuno della Società G.R.A.

Il bando congiunto già predisposto e pubblicato per le offerte scadeva il 30 Gennaio 2007, tale decisione era scaturita dalle nuove disposizioni previste nell’articolo 13 del Decreto Bersani.

Immediatamente la società Brescia-Padova (già titolare del 40% della società) si è detta disponibile a esercitare il diritto di prelazione per rilevare le due quote (50mila euro valore nominale) che le permetterebbe di salire al 44%, avvicinandosi all’azionista di riferimento che è la “Venezia-Padova”(45%).

A questo il Presidente della Provincia di Padova e Presidente della Venezia-Padova, Vittorio Casarin, si è dichiarato contento se arrivassero altre offerte, altrimenti Serenissima ha già dato la sua disponibilità di prelazione. Intanto la Spa sta mettendo a punto il progetto per partecipare al bando regionale per la realizzazione dell’opera.

Ed ecco che parte il conto alla rovescia per il bando regionale per LE GRANDI OPERE, che scade il 22 Febbraio 2007, la Società GRA Spa, furbamente si è tutelata cedendo le azioni di Comune e Provincia, in base al Decreto Bersani, ma rimanendo sempre come Presidente della Padova-Venezia, continua a essere il diretto protagonista dell’<<operazione Gra>>.

In aiuto finanziario, dal Governo Prodi, grazie alla regia magistrale del Sottosegretario Paolo Giarretta, sono arrivati un consistente finanziamento.

  A  QUESTO  PUNTO  SI  POTRA’  DIRE :

SOLDI   PUBBLICI   DA   ROMA   E   SOLDI   DEI   CITTADINI-AUTOMOBILISTI

In questa corsa frenetica per presentare proposte per i problemi della mobilità fra Padova e Venezia, pensate come un unico sistema, pensando ai finanziamenti regionali e alcuni grandi Gruppi internazionali, fra cui anche gli spagnoli di”Albertis”e l’italiana “Condotte Spa”, si sono fatti avanti.

La Società Gra , prendendo la palla al balzo, aveva già fatto una proposta in Regione ai primi di Gennaio 2006, prima del bando, poi addirittura nel Maggio dello scorso anno una cordata composta da diverse imprese come la Mantovani di Pier Giorgio Baita, la Sicea di Leonardo Cetera (Gruppo De Eccher) ne aveva inviato un altro per un project-financing, che copiava lo stesso progetto padovano ma aggiungendo una strada sul sedime dell’idrovia ( 27 chilometri ), per arrivare dalla zona industriale di Padova al porto di Venezia. Da lì sarebbero partite due bretelle:

una verso sud ad incrociare la statale Romea e l’altra verso Nord per innestarsi all’avvio del nuovo Passante di Mestre.

Questa operazione lievita dai primi 500 milioni di Euro pensati a 700 milioni!!!!CHE COLPO!!!!!!

Allora, per non scontrarsi, le due cordate pirata decidono di unirsi e di fare un progetto unico, per avere più forza nel vincere il bando.

Dunque il GRA si fonderà con il Consorzio di imprenditori”Cdp via Maestra”.

Secondo Casarin, le società pubbliche devono ancora essere nel GRA e che abbiano il 70% del capitale. Nella mischia entrano a far parte: Banca Opi, creata da Intesa Sanpaolo, per finanziare infrastrutture pubbliche?? e le popolari di Vicenza e Verona che daranno la copertura finanziaria e le Assicurazioni Generali. Ci sarà come “ala sinistra”Lino Brentan, Amministratore delegato dell’Autostrada Padova-Venezia.

Persino, e non da meravigliarsi del Minestrone di denaro, le cooperative rosse dell’Emilia. In particolare, per la cordata per il GRA, anche il CCC (consorzio cooperative costruzioni) con i suoi quasi ventimila addetti e con un giro di affari annuo superiore ai 3.500milioni di euro. anche il CCC (consorzio cooperative costruzioni) con i suoi quasi ventimila addetti e con un giro di affari annuo superiore ai 3.500milioni di euro.

Come per incanto, improvvisamente, la Regione Veneto si affida a una Commissione di 5 Saggi, per mettere il paesaggio al centro della pianificazione del territorio,al centro delle politiche culturali, al centro dello sviluppo economico, al centro della vita quotidiana.

Strano discorso!!!!Ma Galan vuole portare avanti per attuare il “Codice  dei Beni culturali e del paesaggio”meglio conosciuto come Codice Urbani, dal nome del ministro che lo volle, e alla Convenzione europea del paesaggio del 2000,che l’Italia ha ratificato solo un’anno fa. 

Per arrivare entro Settembre 2007 al un testo di legge che faccia sintesi di tutte queste esigenze, questi 5 SAGGI dovranno definire un nuovo modo di concepire il paesaggio inteso come elemento predominante della pianificazione e messo in armonia con tutti gli altri aspetti dello sviluppo.

Si tratta dei professori Amerigo Restucci (storico) che curerà gli aspetti storico-culturali;

Marino Breganze (titolare della Cattedra di Diritto urbanistico all’Università di Padova), che curerà gli aspetti giuridico-legislativi; Francesco Curato (avvocato) che curerà gli aspetti giuridico-amministratiio; Paolo Feltrin, che analizzerà quelli sociologici e socio-economici; Giampaolo Rallo, a cui competerà la parte ambientalistica e naturalistica.

Però, a questo punto, viene spontaneo chiedersi: perché c’è questo tipo di analisi del territorio veneto????Uno sposalizio tra urbanizzazione moderna e di immenso verde???

Basti pensare che il 48%,del territorio veneto pari a 13.452 chilometri quadrati è considerato”patrimonio paesaggistico”???? Ci sono 1.649 siti indicati come esempio di bellezze naturali???? E altri 871 come elementi da salvaguardare????

Forse,si sta pensando, che tante proteste di onesti cittadini unitisi in Comitati, abbia aperto gli occhi ai nostri politici Regionali e Provinciali???? Non sarei del tutto sicuro, comunque quando in gioco ci sono affari da miliardi di Euro, e i colori politici sono tutti insieme, l’unica forza che dovrà sorreggeci, è l’amore e il rispetto dell’ambiente e lavorare compatti tutti insieme dal Nord al Sud, per fermare queste opere, chiedendo a viva voce la partecipazione dei cittadini coinvolti dal passaggio di queste grandi opere.