N E W S

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Questa giornata per me,sarà memorabile e indimenticabile,per essere riuscito finalmente a portare quì,

un qualcosa di veramente "Eccezionale",e precisamente un gruppo di persone,che dedicano da anni

con amore e impegno la loro giornata,ad addestrare cani da destinare a persone che per vari motivi,

non hanno più,la possibilità di vedere la luce della vita!!!!!!Questi sono la:

SCUOLA TRIVENETA CANI GUIDA DI SELVAZZANO

PUPPY WALKER ASSOCIAZIONE ONLUS

Grazie per la bellissima giornata

Mario De Tata

      

       

 

        CITTÀ DI SELVAZZANO DENTRO

Provincia di Padova    

ORDINANZE n. 91 del 19-11-2009 - pag. 1 - COMUNE SELVAZZANO DENTRO

Ordinanza n. 91 del 19-11-2009

OGGETTO: ORDINANZA ANTI ACCATTONAGGIO

PRESO ATTO della presenza di soggetti che, specie nelle vie dei centri abitati, presso le

intersezioni stradali, davanti le chiese e gli ingressi di cimiteri, durante il mercato, in prossimità di attività commerciali, nelle aree adibite a parcheggio ed in altri analoghi luoghi dove maggiore è la concentrazione o il passaggio di persone, richiedono denaro utilizzando lo strumento dell’accattonaggio anche in forma petulante e molesta, a volte accompagnandosi con infanti o avvalendosi di minori, ovvero esibendo o simulando malformazioni o menomazioni e analoghi mezzi fraudolenti per cercare di destare l’altrui pietà;

DATO ATTO come il persistere del fenomeno segnalato dai cittadini, oltre a richiedere

un’assidua e attenta attività dei Servizi Sociali comunali atta ad attuare ogni opportuna iniziativa volta ad aiutare quanti versano in condizioni di effettiva indigenza, dall’altro debba costituire oggetto di controllo per tutte le implicazioni di sicurezza urbana che vi si associano, dal senso di degrado che tali manifestazioni comportano, al rischio per l’incolumità degli stessi mendicanti quando si soffermano nel mezzo delle intersezioni stradali, alle speculazioni criminali che gravano sui soggetti deboli, quali minori, donne, anziani e portatori di handicap;

RITENUTO quindi necessario adottare dei provvedimenti atti a contenere il fenomeno ed

assicurare un’ordinata e civile convivenza nell’interesse stesso dei soggetti attivi che in buona sostanza ne sono le prime vittime e, a tal fine, individuare gli ambiti urbani e i siti dove è necessario impedire l’accattonaggio, anche allo scopo di contrastare più efficacemente l’interesse criminale allo sfruttamento dei soggetti citati;

VISTO l’articolo 54 del D. Lgs. 18.08.2000, n. 267 come novellato dal D.L. 23.05.2008, n. 92

convertito con legge 24.07.2008, n. 125;

VISTO l’articolo 7 bis del D. Lgs. 18.08.2000, n. 267;

VISTO l’articolo 16 della Legge 24.11.1981, n. 689 come modificato dall’articolo 6 bis della

legge 24.07.2008, n. 125 di conversione del D.L. 23.05.2008, n. 92;

VISTO l’articolo 190 del D. Lgs. 30.04.1992, n. 285;

O R D I N A

1. L’accattonaggio non è consentito nei luoghi del territorio comunale di seguito indicati:

CITTÀ DI SELVAZZANO DENTRO

Provincia di Padova

ORDINANZE n. 91 del 19-11-2009 - pag. 2 - COMUNE SELVAZZANO DENTRO

a) Intero territorio dei centri abitati;

b) Presso le intersezioni stradali;

c) All’interno delle aree adibite a parcheggio;

d) Davanti e in prossimità di luoghi di culto e di cimiteri;

e) Davanti o in prossimità degli ingressi di esercizi commerciali;

f) Davanti o in prossimità di uffici pubblici.

2. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste dalle leggi in vigore,

la violazione della presente ordinanza comporta l’applicazione di:

· una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 25,00 ad euro 500,00, con facoltà per il

trasgressore di estinguere l’illecito mediante il pagamento, in misura ridotta, della somma di:

a) - Euro 100,00 nel caso della 1^ violazione;

b) - Euro 250,00 nel caso della 2^ violazione;

c) - Euro 500,00 dalla 3^ violazione.

· la sanzione accessoria della confisca amministrativa del denaro provento della violazione e di

eventuali attrezzature impiegate nell’attività, ai sensi dell’articolo 20 della Legge 24.11.1981, n.

689, previo sequestro cautelare ai sensi dell’articolo 13 della citata legge.

La presente ordinanza, preventivamente comunicata al Prefetto, è resa pubblica mediante affissione

all’Albo Pretorio Comunale, presso le bacheche comunali ed il sito internet del Comune di Selvazzano Dentro.

Il presente provvedimento viene trasmesso per debita conoscenza alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Padova, alla Questura di Padova, al Comando Compagnia dell’Arma dei Carabinieri di Padova.

L’esecutività della presente ordinanza è demandata al Consorzio di Polizia Municipale Padova Ovest.

Contro il presente provvedimento è ammesso, entro 60 giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio,ricorso al tribunale Amministrativo Regionale del Veneto o in alternativa, entro 120 giorni dalla pubblicazione, al Presidente della Repubblica.

Il Sindaco

Enoch Soranzo

 

SELVAZZANO

Allargamento di strada Pelosa
via ai lavori da 2,6 milioni

 Sabato 27 Febbraio 2010

Dopo anni di attesa l’allargamento della strada provinciale 13, la nota via Pelosa, in località Selvazzano e Rubano prende il via. Nel piano delle opere pubbliche della Provincia di Padova è stato inserito per il 2010 il finanziamento del primo lotto della viabilità in oggetto per un importo di 2 milioni seicentomila euro. A comunicarlo è il consigliere provinciale del Partito democratico Boris Sartori. «Si tratta di un finanziamento molto importante – commenta - che è stato inserito nel bilancio da parte della giunta provinciale per merito soprattutto delle pressioni e delle richieste reiterate dal sindaco di Selvazzano Enoch Soranzo nel corso degli ultimo mesi del 2009. Infatti, in un momento drammatico per le finanze degli enti locali, anche la Provincia ha dovuto ridurre complessivamente le spese e gli investimenti, ed essere riusciti a “salvare” un finanziamento era una cosa positiva ma non facile e nemmeno scontata». L’allargamento della Pelosa dal cimitero di Caselle verso Saccolongo rappresenta un intervento importante per la viabilità di Padova Ovest. «Oltre a mettere in sicurezza la mobilità – spiega Sartori - viene favorito l’intero tessuto economico produttivo di Rubano e Caselle su cui gravitano due zone industriali di primissimo piano. Da anni il coordinamento delle categorie economiche di Padova Ovest aveva chiesto questo intervento – conclude - e una volta che sarà realizzata la nuova viabilità il tratto di strada Pelosa nel centro di Caselle subirà una drastica riduzione del traffico, con indubbio miglioramento della qualità della vita, con traffico ridotto».

 

SELVAZZANO

 Le minoranze fanno i conti in tasca al Comune

 Giovedì 25 Febbraio 2010

 (Ba.T.) «Il sindaco di Selvazzano viene bocciato dai revisori dei conti nei tre emendamenti presentati dallo stesso primo cittadino al bilancio di previsione 2010. L’amministrazione è al collasso, non è più in grado di compilare un pezzo di carta: dopo la sonora bocciatura dei bandi regionali, ora questa amministrazione non riesce nemmeno più a farsi approvare un atto di competenza comunale». All’attacco i consiglieri di minoranza Paolo Fortin del Pd, Maria Elda Muzzani della civica Selvazzano Città Amica e Paolo Bertasi dell’IdV. «Tra i vari emendamenti bocciati – proseguono-, svanisce la possibilità di realizzare il nuovo centro ricreativo nel parco degli Alpini a Caselle in sostituzione dell’esistente prefabbricato. Uno degli emendamenti prevedeva di integrare con 55mila euro la somma di 200mila euro già accantonata dalla precedente amministrazione per la realizzazione dell’opera». Le minoranze precisano poi che «dalla lettura dei pareri dei revisori dei conti si capisce pure il reale scopo dei 680mila euro del capitolo somme da destinare». «Non sono soldi utilizzabili in opere pubbliche come si vorrebbe far credere – commentano - ma sono soldi inutilizzabili e messi da parte, se entreranno nelle casse comunali, per rispettare il patto di stabilità».

 

SELVAZZANO Adottata a distanza Hantanirina, 10 anni, del Madagascar

Una bimba e 15 papà

I carabinieri della stazione l’aiuteranno finchè sarà maggiorenne

Sabato 20 Febbraio 2010

Una grande famiglia unita da alti ideali, quali la fedeltà e la dedizione agli altri, e ora anche dal viso dolce e dai grandi occhi scuri di Hantanirina, la bambina di 10 anni del Madagascar adottata a distanza dai militari dell’Arma della caserma dei carabinieri di Selvazzano.
      L’impegno dei dodici carabinieri è quello di aiutare la "loro" bambina, sostenendola negli studi e nella crescita, destinandole ogni sei mesi un contributo di 312 euro che i militari si detraggono dal loro stipendio.
      Un impegno che i carabinieri di Selvazzano si sono assunti per otto anni, ossia fino al compimento del diciottesimo anno di età della bambina. Adozione a distanza che gli uomini dell’Arma di Selvazzano hanno attivato con l’associazione Tuttiperuno onlus che collabora con le suore Orsoline Figlie di Maria Immacolata di Verona presenti da cinque anni in Madagascar.
      «Noi tutti del comando della stazione dei carabinieri di Selvazzano abbiamo deciso di aiutare i bambini più bisognosi tramite questa associazione - ha detto il comandante Erasmo Atteo -, abbiamo così voluto aiutare Hantanirina che si trova in Madagascar, un gesto che abbiamo scelto rispetto ad altre forme di solidarietà perché l’adozione a distanza ha il duplice valore di educare i sostenitori alla consapevolezza dei disagi e delle condizioni di povertà in cui versano milioni di persona e a garantire un sostegno finanziario concreto. Siamo tutti consapevoli dell’impegno intrapreso che dovrà essere costante nel tempo».
      Un’idea proposta dal carabiniere Francesco Filippi, vicino all’associazione, e che è stata accolta da tutti i colleghi della caserma. Tramite l’associazione le suore hanno spedito ai carabinieri la foto di Hantanirina, e periodicamente invieranno informazioni sulla piccola. Uno scambio di messaggi che coinvolgerà anche le figlie dei carabinieri coetanee della bambina, e che non si esclude possa presto portare anche ad un incontro fra la piccola Hantanirina e la famiglia della caserma di Selvazzano.

 

SELVAZZANO Polemica per il ricorso al Tar presentato dall’associazione "Razzismo stop"

Multa ai mendicanti, gli imprenditori con il Comune

Martedì 9 Febbraio 2010

(Ba.T.) È il "comitato imprenditori di Selvazzano" ad intervenire in merito alla vicenda del ricorso al Tar contro l’ordinanza antiaccattonaggio di Selvazzano presentato dall’associazione "Razzismo stop" di Padova. «La politica deve fornire soluzioni non deve fare implodere il fine ultimo per la quale è preposta: il benessere della propria comunità - affermano gli imprenditori -, ma questo concetto pare sia molto lontano da quelli di una certa parte politica e delle loro emanazioni associazionistiche che non intendono partecipare ad un fluido avvicinamento al futuro mettendo in pratica espedienti da perditempo. Esprimiamo rammarico per la recente vicenda dai risvolti molto preoccupanti».
      E facendo riferimento al ricorso al Tar il comitato continua: «La nostra incredulità sorge nel notare che il ricorso avviene, guarda un po’, dopo interrogazioni comunali, lettere e pubblicazioni online provenienti dalla sinistra, o quello che ne rimane, del nostro Comune». Gi imprenditori si chiedono poi perché questa associazione si è messa contro l’amministrazione quando in altre realtà, anche molto più vaste, non è stata attivata alcuna iniziativa analoga.

 

CONSEGNA DI TRE CANI IL 30-01-2010,PRESSO IL PEDROCCHI A TRE PERSONE NON VEDENTI

                 

 

IL MENTIRE E' DIVENUTO NORMALE PER LORO!!!!!

MA QUALCUNO FINALMENTE,DICE STOP AI LORO FALSI PROCLAMI!!!!

LEGGI L'ARTICOLO DEL 12-01-2010 SUL MATTINO!!!!!

IL LUPO PERDE IL PELO,MA NON IL VIZIO ! ! !

Un Ecocentro fisso in via Galvani Novità per l’asporto rifiuti a Selvazzano

Scritto il 6 gennaio 2010 da Enoch Soranzo

il mattino di Padova — 03 gennaio 2010

SELVAZZANO. Novità per l’asporto rifiuti in città. Migliora il servizio di raccolta e nasce un ecocentro fisso in via Galvani, l’area della zona industriale di Caselle utilizzata da De Vizia la società incaricata da Etra del servizio rifiuti per il trasbordo della spazzatura, da sempre purtroppo utilizzato dai cittadini per abbandonare ingombranti ed ogni genere di spazzatura. «Fin dall’insediamento abbiamo lavorato per migliorare il servizio sulla base delle segnalazioni dei cittadini e di nostre verifiche che hanno fatto emergere grossi problemi di puntualità nella raccolta automezzi che perdevano il sugo dell’umido e l’annoso problema di via Galvani – spiega il sindaco Enoch Soranzo – fin da agosto ci siamo incontrati con Etra per risolvere le questioni ottenendo miglioramenti anche se c’è ancora da migliorare. La precedente amministrazione aveva istituito un ecocentro mobile. «Ora è stato istituito un ecocentro fisso attivo nello spazio di via Galvani tutti i sabati, tranne i festivi, aperto dalle ore 8 alle 11,30 e sorvegliato nelle ore di conferimento – aggiunge l’assessore Giorgio Zoppello – ci sarà infatti una persona a disposizione dei cittadini. In via Galvani si potranno portare, oltre che quanto si conferiva in quelli mobili, ingombranti e ramaglie. Invitiamo i cittadini a portare i loro rifiuti il sabato mattina e a non abbandonarli più all’esterno dello spazio di via Galvani davanti alla recinzione ed al cancello. Questo sia per il decoro urbano che per la pulizia e l’ordine». Il costo del nuovo servizio è di 52.000 euro. L’ecocentro entrerà in funzione dal prossimo febbraio. (l.m.)

Ferrovie in tilt, cancellati 350 treni:

in Friuli soppressi 22 su 59

VENEZIA (21 dicembre) - Ferrovie dello Stato in tilt a Nordest a causa del maltempo di sabato (guarda le immagini) e di qualche nevicata di stamattina. Anche oggi decine di treni sono stati soppressi sulla linea Venezia-Trieste, mentre altri viaggiano con ritardi tra una e due ore. Problemi anche sulle linee secondarie. Molte le proteste dei pendolari costretti a viaggiare in piedi e spesso in condizioni molto disagiate. Gravi ritardi anche sulla direttrice nord-sud. Hanno infatti ritardi di ore i treni che viaggiano da Tarvisio (Udine) a Trieste.

Cancellati 350 treni.
Oggi, a causa del maltempo, le Ferrovie dello Stato hanno soppresso circa 350 treni, lo 0,3% sulla lunga percorrenza e il 5,6% nel regionale, «soprattutto per le condizioni climatiche in alcune regioni del Nord e Centro-Nord, ma non c'è stata alcuna interruzione sulla rete né in alcuna stazione». Lo ha detto l'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, facendo il punto della situazione della rete ferroviaria alle ore 15, in un incontro con i giornalisti e assicurando che finora non c'è stato mai alcun problema di sicurezza. «Siamo in emergenza - ha sottolineato - ma siamo forse l'unico Paese in Europa che non ha bloccato pezzi di rete». Moretti ha infatti spiegato che, a causa del maltempo, è possibile che i treni possano anche fermarsi per problemi elettrici e dunque non essere riscaldati.

In Friuli Venezia Giulia questa mattina sono stati soppressi 22 treni su 59. La causa delle soppressioni e dei ritardi dei treni è dovuta al ghiaccio che blocca le porte automatiche. I treni, infatti, non possono partire se le porte non sono efficienti. Da sabato a oggi decine di addetti alle pulizie - è stato spiegato da Fs - hanno lavorato ai convogli senza però riuscire a risolvere il problema. La situazione dovrebbe ritornare alla normalità nel pomeriggio di oggi, salvo un peggioramento delle condizioni atmosferiche.

Problemi sulle autostrade.
Dal primo pomeriggio di oggi si prevede un peggioramento delle condizioni meteo con precipitazioni nevose che interesseranno progressivamente il Piemonte, la Liguria , Lombardia, l'Emilia Romagna, l'alta Toscana e l'Abruzzo. Dalla serata, il fenomeno si intensificherà soprattutto in Lombardia. A ricordarlo è Autostrade per l'Italia la cui macchina operativa antineve è sempre attiva dalle nevicate della settimana scorsa.

Al momento, il gruppo segnala nevicate in atto sulla A11 Firenze-mare tra Peretola e Montecatini e invita gli automobilisti ad informarsi sulle condizioni meteo e della strada prima di partire e durante il viaggio. In queste giornate in cui sono previste nevicate e un sensibile calo delle temperature, si raccomanda di: dotare il veicolo di catene a bordo o di pneumatici da neve; partire con piccoli generi di conforto a bordo in particolare se si viaggia con bambini; non ingombrare la corsia di emergenza e favorire il passaggio dei mezzi operativi e di soccorso; adeguare lo stile di guida alle condizioni della strada e mantenere opportune distanze di sicurezza dai mezzi che precedono; porre la massima attenzione ai messaggi dei cartelli a messaggio variabile; ascoltare Isoradio (103.3), Rtl 102.5 o altre emittenti dedicate per gli aggiornamenti sulla effettiva evoluzione dei fenomeni meteorologici, al fine di poter scegliere eventuali percorsi alternativi.

 

Patto di stabilita’-Selvazzano

Venerdì 18 Dicembre 2009

Il comune di Selvazzano sfora il patto di stabilità per quasi 7 milioni di euro. Il buco di oltre 3 milioni di euro ereditato dalla passata amministrazione e gli sforzi fatti in questi sei mesi per rientrare nel patto di stabilità non garantivano comunque la piena riuscita dell’operazione.
Così l’amministrazione Soranzo ha deciso di avere la possibilità di rispettare il patto nel 2010 attivando il sollecito del pagamento delle opere e l’anticipo, in questa ultima fase dell’anno, di manutenzioni del territorio per oltre 180mila euro. Manovra che ha portato l’attuale sforamento del patto ad oltre 5 milioni di euro, a cui si aggiunge l’intenzione di pagare già quest’anno i 2 milioni per la curva Boston. Pagamento che se venisse fatto nel 2010 vanificherebbe fin da subito gli sforzi di rispettare il patto di stabilità.
A spiegare le manovre attuate e le motivazioni della scelta fatta è l’assessore al bilancio Mariano Fuschi. «Per una serie di cause - spiega l’assessore - l'amministrazione Fortin aveva presentato un bilancio 2009 che non rispettava il patto di stabilità per 1 milione e 361 mila euro e che, solo dopo un mese dalla sua presentazione, aveva raggiunto i 2 milioni e 518 mila euro. Non risulta che la precedente amministrazione abbia attivato nel primo semestre dell’anno nessun efficace strumento di monitoraggio sui pagamenti delle opere e di controllo delle spese, nonostante un esplicito avvertimento ricevuto dagli uffici a fine maggio, azzerando addirittura il fondo di riserva. Anche per questi motivi – continua Fuschi - l’amministrazione Soranzo si è trovata al momento dell’insediamento con un buco di 3 milioni e mezzo di euro».
 L’assessore spiega che da subito si sono attivati interventi per il blocco dell’aumento di spesa corrente e che si erano risparmiati circa 600 mila euro, oltre ad aver sospeso circa 1 milione e 200 mila euro di pagamenti delle opere commissionate nei due anni precedenti, promuovendo accordi con tutti gli istituti di credito del territorio per la concessione di credito agevolato ai fornitori del Comune. «Dopo l’assestamento di bilancio di fine settembre - spiega ancora Fuschi - si è capito che nonostante tutti gli sforzi il massimo risultato possibile era di riportare il mancato rispetto del patto ad un importo di 1 milione e 350 mila euro. Il rischio era di ottenere un risultato onorevole, ma di non rispettare lo stesso il patto rendendo certo anche il non rispetto nel 2010, soprattutto a causa dei pagamenti fermi che comunque, dagli accordi che si erano conclusi con le banche, dovevano essere pagati nel 2010».

 

(foto di archivo)

 

Udine. Tratta di cuccioli dall'Est: trovati
stipati nelle auto, senza cibo e acqua

UDINE (15 dic.2009) - Circa 40 cuccioli, letteralmente ammassati nel bagagliaio di una macchina, affamati, senz'acqua e ricoperti dai propri escrementi, sono stati sequestrati la notte scorsa a Tarvisio, in provincia di Udine, dagli agenti del Corpo forestale dello Stato nel corso di una vasta operazione di controllo contro il traffico illegale di cuccioli di cane dall'Est.
Lo rende noto il Corpo Forestale, spiegando che si tratta di cuccioli appartenenti a varie razze tra cui Pincher, Barboncini, Cavalier King, Cocker, Yorkshire, Shitzu, Beagle, Jack Russell, San Bernardo, Labrador e Carlino.
Gli animali, che erano privi di microchip e documentazione sanitaria, sono stati trovati all'interno di una vettura privata con a bordo quattro persone, di cui due di nazionalità rumena. Contestati i reati di maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibili e falso ideologico.
L'operazione, condotta dal personale del Nucleo investigativo per i reati in danno di animali, in collaborazione con gli uffici territoriali per la biodiversità di Tarvisio del Corpo forestale dello Stato e con il Corpo forestale regionale del Friuli Venezia Giulia, ha portato al fermo di tre veicoli che trasportavano cuccioli, per un totale di oltre 100 animali.
Di questi, 74 si trovavano a bordo di un furgone proveniente dalla Polonia e adibito al trasporto di animali vivi e sono stati sequestrati solo a livello sanitario perché non avevano rispettato le tempistiche della vaccinazione.
Altri 3 cuccioli si trovavano invece all'interno di un'auto proveniente dalla Slovacchia e sono stati sequestrati per mancanza di microchip. Il traffico illegale di cuccioli di cane, spiega il Corpo forestale, è un fenomeno originato in gran parte nell'Est Europa che sta acquisendo dimensioni preoccupanti e che tende a crescere con l'approssimarsi del periodo natalizio e proprio per questo sono stati intensificati i controlli alle frontiere da parte del personale del Corpo forestale dello Stato.
Adottabili? Sì, ma non subito. I cuccioli sono stati sequestrati ed al momento non possono essere adottati. Il Pm che segue il caso dovrà convalidare il sequestro e in tempo breve dare il via libera all'affidamento dei cuccioli, tramite adozione o asta. Nell'attesa di poter trovare una famiglia, i cagnolini verranno seguiti con cura.

 

 

Si conclude domenica la kermesse sportiva che vede sfidarsi 

a scopo benefico ottantacinque giovani atleti

Venerdì 11 Dicembre 2009

(Ba.T.) Una domenica dedicata allo sport e alla solidarietà. Si conclude domenica mattina il torneo di tennis organizzato dalla scuola di tennis Montecchia Asd che per tre fine settimana ha visto sfidarsi a scopo benefico ottantacinque ragazzi dai 7 ai 16 anni. Quest’anno per la prima volta l’iniziativa è a favore di un’associazione di Selvazzano la Puppy Walker onlus-Aps Scuola Triveneta cani guida. «Domenica mattina dalle 10 alle 12.30 negli impianti della scuola di tennis si terranno le fasi finali del torneo e le premiazioni - ha detto Andrea Corsini responsabile della scuola - i ragazzi e le loro famiglie sono stai contenti di partecipare a questa iniziativa che ha avuto lo scopo di aiutare questa associazione». Alla Puppy Walker andrà il ricavato dell’iscrizione al torneo, i costi per la realizzazione dell’iniziativa sono stati sostenuti dalla scuola di tennis senza ricadere sulla quota d’iscrizione, e le offerte volontarie delle famiglie. Oltre ai cani guida per non vedenti l’associazione recupera anche meticci da consegnare agli anziani che vivono da soli.
« La Puppy Walker è presente anche al mercatino dell’Avvento di Tencarola - ha detto Gino Dal Porto - Un’iniziativa importante che vede la partecipazione di diverse associazioni».
Domenica pomeriggio l’associazione è invitata al saggio di ginnastica artistica dell’AthleGym agli impianti Ceron. Alle 18 verrà consegnato il primo meticcio ad un’anziana di Selvazzano, mentre un’atleta non vedente mostrerà delle immagini delle sue attività.

 

Padova. "Cacciati" dalla mensa dell'asilo

per i debiti, imprenditrice salda il conto

Polemico botta e risposta con l'assessore alla Scuola:
«La signora guardi in casa propria», «Mi ha offesa»

PADOVA (7 dicembre) - Un’imprenditrice marchigiana ha saldato il debito di 460 euro che impediva a due bambini padovani di frequentare la mensa dell’asilo nido. Fiorella Faggiolati, procuratore dell’azienda di famiglia Faggiolati Pumps spa di Sforzacosta di Macerata (elettropompe sommergibili) ha letto la notizia sul Corriere Adriatico del 28 novembre.
La mattina stessa ha telefonato al Servizio scolastico comunale di Padova e inviato per conto corrente postale la somma richiesta. «Mi hanno assicurato che il bambino sarebbe stato reintegrato a mensa il giorno stesso - spiega oggi al quotidiano marchigiano -, in un primo momento avevo capito che il bambino era uno solo, di 5 anni, poi mi hanno detto che anche il fratellino era stato escluso dai buoni pasto, e che i 460 euro bastavano a ripianare il debito del 2008 di tutti e due».
Pur non sapendo chi siano, Fiorella Faggiolati afferma che «lo Stato, la scuola non possono permettere che dei bambini paghino per gli errori o le difficoltà dei genitori. Cacciarli dalla mensa è una forma di violenza, esattamente come una violenza fisica».
L’imprenditrice, 45 anni, una figlia, spiega di aver agito d’impulso, d’intesa con il marito Giovanni, titolare dell’azienda, per il quale «è assurdo che al giorno d’oggi certe cose possano ancora accadere». «Non cercavo pubblicità - conclude la signora Faggiolati - volevo solo ristabilire un po' di rispetto umano. La cosa che nella nostra impresa viene al primo posto».
Ma l'assessore critica: «Ognuno farebbe bene a guardare a casa propria». L'assessore padovano alle politiche scolastiche Claudio Piron commenta così la notizia e non nasconde che l'iniziativa benefica non lo trova d'accordo: «Non si tratta di un diritto negato alla signora - puntualizza - ma solo della necessità che la donna dimostri, carte alla mano, le sue particolari condizioni familiari». Nel ribadire che gli asili nido «sono un servizio a domanda individuale», alla quale le famiglie possono accedere dietro il pagamento di un contributo, Piron sottolinea che «ogni stato di disagio deve essere documentato», così come deve essere formalizzata per iscritto l'eventuale richiesta di rateizzazione del debito. «Invece la signora in questione - precisa l'assessore - ci ha fatto avere la domanda solo dopo aver protestato sui giornali». «Dalla precedente maggioranza - accusa ancora Piron - abbiamo ereditato una situazione che prevedeva una compartecipazione del 47% da parte delle famiglie ai servizi a domanda individuale, ora la percentuale è scesa al 38%».
L'imprenditrice: mi sento offesa. «Io non faccio politica, e non entro nel merito delle scelte politico-amministrative del Comune di Padova, dico solo che non devono coinvolgere la salute e la serenità di un bambino». Fiorella Faggiolati non nega che le parole dell'amministratore padovano l'hanno «offesa». «Avrei fatto la stessa cosa se quei bambini fossero stati marchigiani, siciliani, o piemontesi - replica -, e credo di essere libera di dire quello che penso». E poi, conclude, «se davvero il Comune di Padova non voleva aiuti, perché quando ho telefonato al Servizio scolastico non mi hanno risposto "non si preoccupi signora, ci pensiamo noi", ma hanno accettato il mio bonifico?'».

   

“IL GAZZETTINO”

FEDERALBERGHI


Monica Soranzo


riconfermata alla guida

 

Sabato 5 Dicembre 2009

Monica Soranzo, titolare del Piroga di Selvazzano, è stata confermata alla guida del Gruppo Padova Hotels di Federalberghi Ascom. L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea svoltasi nei giorni scorsi e che ha visto anche l’elezione dei consiglieri Marisa Galante (del Methis di Padova) e di Alessandro Salmaso (de “Al Cason”, sempre di Padova). Nel corso dell’assemblea sono stati anche analizzati i dati del settore. Se in Italia, nel periodo gennaio-ottobre, il calo delle presenze è stato pari al 4,4%, nel Veneto si è fermato ad un trascurabile 0,19%.
      «Ciò che non è trascurabile – commenta Monica Soranzo – è il calo del 6% fatto registrare dalle nostre città d’arte e, soprattutto quel –7,63% relativo proprio a Padova che se non è il drammatico -15,93% di Vicenza, non è nemmeno il contenuto –2,09% di Venezia». “Colpa” della disaffezione degli stranieri, diminuiti, nella nostra provincia, del 6,84% eed in città del 10,78%. Non male invece gli italiani che registrano un -0,73% che in tempi di vacche magre se non è un risultato positivo poco ci manca. Nel complesso, comunque, Padova tiene (+0,51%), mentre crolla la provincia (-21,23%).

     

Bretella  Boston  

Giovedì 3 Dicembre 2009

(Al.Rod) Entro i primi mesi del 2011 verranno aperte al traffico le direttissime per Selvazzano e Abano. Anche se con un po’ di ritardo rispetto alla "tabella di marcia" programmata da palazzo Moroni (e da Veneto Strade che sta realizzando l’opera) tra poco più di un anno potranno essere inaugurate le due bretelle che faranno scattare la "rivoluzione copernicana" del traffico per il comparto sud ovest della Città metropolitana. Bretelle che andranno ad unire i due comuni della cintura con la curva Boston. Costo totale dell’operazione 42 milioni di euro. Il 90% è messo a disposizione dalla Regione, il restante 10 se lo dividono i Comuni di Padova, Selvazzano e Abano. Lo svincolo della Boston costerà 10 milioni, la direttissima per il capoluogo termale 14,7 mentre quella per Selvazzano arriverà a 18. «Lo svincolo verrà consegnato entro la prossima estate» ha spiegato ieri mattina Alessandro Romanin di Veneto Strade durante un sopralluogo sui cantieri. Per la direttissima per Abano bisognerà attendere la fine del 2010, mentre per la bretella per Selvazzano i tempi slittano ai primi mesi del 201. L’intervento nel suo complesso sarà pronto dunque tra poco meno di un anno e mezzo. «I ritardi sono dovuti principalmente a dei problemi con alcuni espropri che hanno dilatato i tempi» ha aggiunto invece l’assessore alla Mobilità Ivo Rossi che ha poi insistito sulla "svolta epocale" che questo progetto (destinato a interagire con il Gra) imprimerà alla viabilità cittadina e non solo. Un progetto che riserva anche delle curiose sorprese. Complici i problemi di drenaggio del terreno, ai piedi del "trifoglio" della Boston sorgeranno ben quattro laghetti artificiali destinati a diventare parte integrante del paesaggio circostante. Laghetti attorno ai quali verrà predisposta una vegetazione che richiamerà piante e fiori della campagna padovana.

 

SELVAZZANO Ladri al Sisa. Forzano la cassaforte e mettono le mani sui prodotti alimentari. Ma...

Un "lavoro" bestiale: per niente

Passa la vigilanza e fuggono. Le guardie private però stavano andando da un’altra parte

Giovedì 3 Dicembre 2009

Era quasi tutto fatto. La cassaforte era stata scassinata e grandi sacchi erano stati riempiti con generi alimentari. Ma i ladri che la notte scorsa hanno preso di mira il supermercato Sisa di via Ugo Foscolo a Caselle di Selvazzano hanno abbandonato tutto. Per sbaglio. Infatti sono fuggiti dopo aver visto una macchina della vigilanza, che però era in servizio per la vicina ditta Matel.
      I ladri, ormai alle battute finali del furto, si sono sentiti scoperti ed hanno precipitosamente organizzato la fuga, abbandonando sul posto parte della refurtiva e banconote.
      Fuggendo per i campi sono riusciti a portarsi via solo pochi contanti e 20 schede telefoniche. Il bottino abbandonato (denaro e due sacchi zeppi di generi alimentari) valeva almeno 5000 euro.
      L’allarme ai carabinieri di Selvazzano è arrivato alle 3.40 e la pattuglia si è recata a Caselle. Subito sono scattate le ricerche che però non hanno dato alcun esito.
      I ladri, quasi certamente più di tre, potrebbero essere gli stessi che hanno messo a segno un furto sempre al Sisa, tre settimane fa, calandosi dal tetto del Sisa. Questa volta però, per accedere all’area del parcheggio del supermercato senza attirare l’attenzione, sono passati dal retro.
      La recinzione confina con un campo, tagliata la rete i banditi hanno scassinato la porta del magazzino riuscendo così ad entrare.
      Primo obiettivo la cassaforte. Saliti al primo piano sono entrati negli uffici dove ne è custodita una di piccola. Per evitare di fare rumore i ladri hanno portato l’armadio blindato nella cella frigo del supermercato. Con il flessibile hanno tagliato il rivestimento in acciaio, per poi continuare con una mazza da cantiere, riuscendo ad impossessarsi di 1500 euro in contanti. Mentre i banditi erano impegnati in questa operazione, gli altri complici hanno fatto la "spesa" di caffè, liquori, cosmetici, salumi, formaggi e cioccolata, prendendosi anche una pausa fra uno scaffale e l’altro sorseggiando delle bibite.
      L’imprevisto della vigilanza li ha però messi in fuga. Hanno lasciato dietro di sè generi alimentari e denaro. Gli attrezzi abbandonati nel supermercato, la refurtiva persa e i vuoti lasciati fra le corsie sono stati recuperati dai carabinieri di Selvazzano.

SELVAZZANO  

Cassintegrati in Comune,
per il Pd «proposta debole»

Martedì 1 Dicembre 2009

(Ba.T.) «Una proposta debole e poco coraggiosa contro la crisi». Al Partito democratico di Selvazzano la scelta dell’amministrazione comunale di impiegare gratis alcuni cassaintegrati appare «modesta e inadeguata a rispondere al grande problema occupazionale che tocca anche Selvazzano».
«Dopo le roboanti dichiarazioni del sindaco Soranzo - commenta Daniel Bicciato coordinatore locale del Pd - c’è il reale rischio che più di qualcuno in questo periodo di vera crisi occupazionale si illuda di poter trovare tra le file comunali una nuova occupazione stabile».
 Per il Pd la proposta della giunta oltre ad essere limitata a poche unità e non retribuita, non crea posti di lavoro in più.
 «Di certo coloro che verranno selezionati potranno tenersi attivi - continua - ma con quali capacità o nuove esperienze ne usciranno non è chiaro, non essendo stato individuato e formalizzato alcun piano formativo per tali risorse». Per il partito quello di cui avrebbe bisogno Selvazzano, prendendo ad esempio ciò che è stato fatto da altri Comuni, è creare vere possibilità lavorative attraverso l’intermediazione e la promozione di nuove opportunità di formazione e di reinserimento.
«L’amministrazione può dare un contributo reale contro la crisi facendo da collegamento tra l’offerta e la domanda - continua Bicciato - e in tal senso significativi sono progetti di concertazione con associazioni di categoria e sindacali, come anche il potenziamento dell’egregio lavoro svolto in questi anni dall’informagiovani del Comune, e la promozione di percorsi formativi per chi ha perso il lavoro».

 

 

SELVAZZANO Bretella Boston, serve uno sfogo per l’acqua. Ci pensa "Veneto strade"

Quartiere salvato a tempo di record

Lavori per 200 mila euro in zona San Domenico. Per scongiurare allagamenti

Sabato 28 Novembre 2009

San Domenico verrà salvata dal rischio idraulico che stava per abbattersi sulla frazione con la realizzazione, ma soprattutto l’apertura, della nuova bretella Boston. Veneto Strade realizzerà l’intervento che garantisce il corretto deflusso delle acque a monte della frazione per una spesa di 200mila euro. L’importante accordo, che include già il progetto preliminare dell’opera, è stato sottoscritto fra Selvazzano, Abano Terme, Veneto Strade e Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brente. Risultato raggiunto grazie al grosso apporto dato dal consigliere provinciale Boris Sartori (Pd) e dai colleghi Davide Faggion e Bianca Beghin del PdL. Ora ci sono dodici mesi di tempo per lavorare velocemente e portare a termine l’iter e la realizzazione dei lavori prima dell’apertura della Boston, prevista per il prossimo autunno. «Quest’estate con l’assessore ai lavori pubblici Giorgio Zoppello si era messo a fuoco il rischio idraulico che la frazione correva con la messa in funzione della bretella - ha spiegato il sindaco Enoch Soranzo - ma la sinergia con cui si è lavorato ha portato a questo importante risultato». Veneto Strade di accolla l’onere della realizzazione dell’intervento, Selvazzano la progettazione, il Consorzio la gestione ordinaria e straordinaria degli scoli, mentre il comune di Abano Terme presterà attenzione e monitorerà le aree di competenze, perché al confine con Selvazzano. «Ringrazio Veneto Strade perché ha capito il problema - ha sottolineato Soranzo - il sindaco di Abano e il presidente del Consorzio per aver compreso la necessità dell’intervento per Selvazzano».
      «È solo l’inizio di un dialogo sui problemi della nuova tangenziale - ha detto Andrea Bronzato sindaco di Abano - e il fatto di essere riusciti a risolvere velocemente questo problema ha dimostrato che è necessario dialogare fra Comuni». Eugenio Zaggia presidente del Consorzio ha sottolineato l’importanza dell’azione dei Comuni per intercettare risorse in un momento così difficile. «In soli due mesi è arrivato il finanziamento, l’accordo e le verifiche tecniche - ha detto Sartori - ci sono stati numeri incontri con Veneto Strade, si è posto subito in evidenza l’importanza che questo intervento non gravasse sui cittadini di Selvazzano e questo è stato colto immediatamente».

 

Nonna "povera"
ma con 12 case

Affittava appartamenti fatiscenti ai romeni
Aveva incassato 260 mila euro senza pagare le tasse

Venerdì 27 Novembre 2009

(D. V.) Guardia di Finanza e amministrazioni comunali insieme nella lotta contro chi raggira il Fisco. In soli otto mesi gli investigatori hanno accertato un’evasione di circa un milione e 200 mila euro. Inoltre, sono stati smascherati oltre 38 falsi poveri che hanno usufruito di prestazioni sociali agevolate non avendone però alcun diritto.
A Selvazzano è stata scoperta una pensionata di 65 anni, Bertilla Piccinato, che aveva a Rubano un intero condominio di 12 appartamenti affittati in nero a romeni. La "nonna" dichiarava solo la propria pensione, bassa. In realtà, come ha scoperto la Guardia di Finanza, non aveva pagato un centesimo di imposte sui 260 mila euro intascati dalla locazione dei suoi numerosi appartamenti, in alcuni casi fatiscenti e senza servizi igienici, affittati però con canoni compresi tra i 600 e gli 800 euro mensili. A Padova, invece, sono finiti nei guai i due che, ottenuti in affitto dall’Inpdap due immobili del centro storico ad un canone di 700 euro al mese, li subaffittavano in nero a 900 euro al mese a studenti universitari che poi si sistemavano in quattro, cinque in ciascuno degli appartamenti.
Ma l’attività di collaborazione tra gli enti locali e i Finanzieri del Comando provinciale ha consentito anche di operare nel settore delle prestazioni sociali agevolate. Su 142 controlli effettuati nel 2009, sono state riscontrate 38 posizioni irregolari. Tra queste, la vicenda di due madri, una di Padova, l’altra di Mestrino. Avevano entrambe usufruito del contributo del Comune per la nascita del primo figlio di 1500 euro non avendone diritto. Contributo revocato, inoltre per entrambe è scattata una sanzione amministrativa di 4500 euro.

 

FALSI INDIGENTI

Il Comune l’aiutava e il marito lavorava in "nero"

Venerdì 27 Novembre 2009

Contributi comunali a chi ha bisogno. Ma non sempre a beneficiare degli aiuti sono famiglie in difficoltà. Tra i tanti finti poveri che la Finanza ha smascherato anche una donna di origine rumena, residente a Selvazzano.
      Secondo gli investigatori avrebbe percepito indebitamente un contributo per il canone di affitto nel 2007 di circa 400 euro. Ma nella sua dichiarazione non c’era traccia del reddito percepito (in nero) dal marito, lavoratore irregolare in un cantiere che è stato oggetto di controllo da parte delle Fiamme Gialle. La finta povera aveva scavalcato nella graduatoria comunale i veri poveri, ottenendo il sostegno dell’amministrazione.

 

SELVAZZANO Sodano ha incontrato in municipio il primo cittadino assieme ai sindaci di altri diciassette comuni

Il Prefetto: «Più distretti di polizia»

Mercoledì 25 Novembre 2009

La strada indicata dal prefetto Ennio Mario Sodano è quella della costituzione dei distretti di polizia come indicato dalla Regione.
      Passa da qui la possibilità di coordinare le risorse in termini di forze dell’ordine, un’opportunità che per il prefetto "non va sprecata".
      Si è riunito ieri pomeriggio a Selvazzano il comitato per la sicurezza che ha visto la partecipazione di diciasette sindaci del comprensorio dell’area ovest e collinare della provincia che, assieme a prefettura, questura, guardia di finanza, carabinieri, vigili del fuoco, polstrada, il consorzio di polizia locale e l’assessore provinciale alla sicurezza Enrico Pavanetto, hanno affrontato i temi caldi della sicurezza.
      L’incremento del consumo di droga è uno degli aspetti che preoccupa maggiormente, un fenomeno che richiede una forte azione di contrasto già messa in atto, come sottolineato dal prefetto. «Per quanto riguarda quest’area – ha detto Sodano – rispetto al 2008 è in leggero decremento la microcriminalità, anche se qui la situazione è a macchia di leopardo ad esempio dove c’è una maggior concentrazione di aree artigianali sono più frequenti alcune situazioni. Ritengo che la miglior strada da seguire sia quella della costituzione dei distretti».
      Sodano ha poi posto l’attenzione sulle iniziative avviate dalla prefettura per meglio coordinare le forze. «La zonizzazione è un aspetto positivo - ha detto Pavanetto – la sinergia di tutti i soggetti interessati è fondamentale per mantenere controllati i fenomeni».
      L’assessore ha poi sottolineato l’attivazione da parte della Provincia di progetti mirati come l’accordo con guardia di finanza, l’opportunità di incrociare i dati, l’importante accordo per controllare l’imprenditoria cinese e il progetto del numero unico.

 

Firmata un’ordinanza anti accattonaggio

Sabato 21 Novembre 2009

(Ba.T.) Da ieri nel territorio comunale di Selvazzano è vietato chiedere l’elemosina per strada. Entra in vigore l’ordinanza firmata dal sindaco Enoch Soranzo contro l’accattonaggio. Divieto che arriva per dare risposte anche alle numerose segnalazioni dei cittadini avvicinati da persone che chiedono l’elemosina anche in modo insistente e a volte tenendo in braccio neonati, o facendosi accompagnare da minorenni.
      L’ordinanza vieta l’accattonaggio nei centri abitati, agli incroci delle strade, nei parcheggi, nelle aree di sosta, vicino ai luoghi di culto, davanti ai cimiteri, o agli ingressi dei negozi e degli uffici pubblici.
      «È uno strumento che abbiamo deciso di utilizzare non solo per le segnalazioni che ci sono giunte dai cittadini - ha detto il vicesindaco e assessore alla sicurezza Giacomo Rodighiero - ma anche per evitare che queste persone vengano sfruttate, per la loro sicurezza e la loro dignità. C’è stata un’immediata condivisione politica, dando risposte effettive alle richieste dei cittadini».
      Sul territorio di Selvazzano sono circa sette i luoghi dove si possono incontrare persone che chiedono l’elemosina. I posti scelti per l’accattonaggio sono le entrate dei supermercati, davanti alla farmacia in piazza Carlo Leoni a Caselle, al semaforo di Tencarola e in centro a Selvazzano.
      «Stiamo operando con ordinanze per intervenire urgentemente su alcuni aspetti - ha detto il sindaco - e questa non sarà neppure l’ultima dato che stiamo operando con un regolamento di polizia urbana che risale al 1954. Ordinanze che saranno recepite dal nuovo regolamento che stiamo formulando assieme agli altri Comuni del Consorzio».

 

Natale: «Festival delle ville venete,io per il Comune»

 SELVAZZANO

Venerdì 20 Novembre 2009

(Ba.T.) È il presidente del consiglio comunale Bruno Natale a rispondere alla polemica dell’ex assessore Maria Elda Muzzani sulla mancata presenza del sindaco, o dell’assessore alla Cultura, al Festival delle ville venete di Piazzola dove Selvazzano ha ricevuto un premio per il recupero del giardino di villa Cesarotti. «Sono andato io a ritirare il premio in rappresentanza di tutto il consiglio comunale con la fascia consegnatami dal sindaco - ha precisato - Nell’occasione ho ringraziato l’associazione e chi si era impegnato per recuperare il giardino. Diploma e medaglia che ho mostrato alla prima riunione dei capigruppo, e per prima al consigliere Muzzani».

 

SELVAZZANO Cento trasporti, anche di anziani, alla settimana. Il Comune cerca volontari

Bus-disabili, mancano autisti

Quelli che ci sono non bastano: per assicurare il servizio, costretti ad un super lavoro

Martedì 17 Novembre 2009

È un servizio attivo nel vasto territorio di Selvazzano dal 2004. Un servizio rivolto ai disabili e alle persone anziane, che necessita dell’impegno e della disponibilità dei volontari, spesso persone in pensione che metto al servizio degli altri il proprio tempo.
      Risorsa importate, di cui il Comune è alla ricerca per rispondere alla sempre più crescente domanda per il servizio di trasporto sociale.
      Sono una trentina attualmente i volontari che dedicano il loro tempo facendo gli autisti, o gli accompagnatori sui mezzi del Comune e che si organizzano a turni settimanali.
      In una settimana si effettuano mediamente un centinaio di viaggi, un’attività radicata nel tessuto sociale di Selvazzano che nel 2008 ha fatto percorrere ai mezzi, tre in tutto di cui due attrezzati per i disabili, 38.000 chilometri .
      «È sempre in crescita la domanda da parte delle persone anziane che hanno difficoltà a recarsi da sole nelle strutture sanitarie per visite, o terapie - ha detto l’assessore al Sociale Giovanna Rossi - È per questo che c’è sempre bisogno di volontari che possano alternarsi nel programma settimanale del trasporto sociale». Ed è dedicato ai volontari il corso di informatica organizzato per imparare ad utilizzare il computer e organizzare al meglio il proprio impegno settimanale. Corso che sarà attivato in una scuola elementare del territorio con la collaborazione dell’Istituto comprensivo.
      Il trasporto sociale del comune di Selvazzano è organizzato in collaborazione con l’associazione Sempreverdi, che raccoglie i gruppi anziani del territorio, ed è gestito da Anteas servizi Selvazzano. Ad usufruire del trasporto sono bambini, anziani e disabili che si trovano in una situazione di necessità. Fra le mete dei mezzi di Selvazzano non solo le strutture mediche per visite, o cicli di terapie, ma anche per i servizi scolastici. Per poter usufruire del servizio i cittadini devono rivolgersi al settore Servizi sociali del Comune. Le domande vengono valutate non solo sul fronte dei parametri socio economici, ma anche in base a specifiche situazioni di necessità.
      «Fra le situazioni previste - ha sottolineato la responsabile Maura Racanella - anche quella che si ammalino i familiari che hanno il compito di accompagnare il figlio o il genitore anziano a visite o terapie».

 

SELVAZZANO Presi di mira negozi e case. Ladri in azione anche a Campodoro e Villafranca

Il saccheggio: 11 furti in 48 ore

L’ultimo colpo ai danni dell’ottico di via La Pira. La vetrata sfondata con una mazza

Sabato 14 Novembre 2009

Quarantotto ore dove i ladri d’appartamento e gli "esperti" in spaccate hanno messo a segno incursioni, non solo notturne, a Selvazzano, Saccolongo, ma anche a Campodoro e nella frazione di Taggì di Sotto a Villafranca Padovana. Un’ondata di microcriminalità che ha lasciato il segno in questa porzione della provincia. Undici i colpi.
L’altra notte è tornata in azione la banda della mazza, probabilmente la stessa che questa estate si è mossa fra Selvazzano, Rubano e Mestrino, prendendo di mira le tabaccherie. Questa volta però è la porta di un negozio di ottica a cadere sotto ai colpi di una mazza da cantiere, lasciata poi abbandonata a terra. Uno, due, tre colpi sferrati con forza contro il vetro blindato del negozio Vision Look di via La Pira 5 in centro a Selvazzano. Inaugurato pochi mesi fa si è ritrovato ieri mattina con la porta sfondata e gli espositori con occhiali delle marche più in voga completamente svuotati. Ancora da quantificare con esattezza l’importo del furto, che potrebbe aggirarsi intorno ai 40 mila euro. L’allarme e il rumore dei colpi pare non siano stati uditi da nessuno. Ad accorgersi di quanto accaduto il responsabile del vicino supermercato quando, alle 6.50 di ieri mattino, è passato davanti all’ottico. Ad agire quasi sicuramente una banda, forse quattro o cinque individui che potrebbero essere fuggiti a bordo di un furgoncino bianco.
«La collaborazione dei cittadini è importante - ha detto il comandante dei carabinieri di Selvazzano Erasmo Atteo - se si nota qualcosa di anomalo, se si ricevono visite strane, persone che suonano al campanello con scuse particolari, è importante che ci
avvisino». Non è andata meglio ad alcuni residenti che, nella serata di giovedì e la notte di venerdì, hanno subito furti in abitazione o nei garage. A Campodoro in via Boschi è la famiglia Sutti a trovarsi con il portoncino sfondato. La brutta sorpresa alle 21, spariti dai cassetti monili d’oro e contanti. Nel pomeriggio al campanello del vicino avevano suonato due donne e un uomo che con la scusa di vendere qualcosa, forse sondavano il terreno. Verso mezzanotte a ritrovarsi con il portoncino di casa aperto la famiglia Guidolin di via Veneto a Taggì di Sotto, stessa sorte anche in altre due abitazioni vicine. Tra l’una e le 5 del mattino le incursioni a Saccolongo in via Scapacchiò est la famiglia Baldan viene svegliata dal cane, trovano tagliato il lucchetto della stalla e rubato attrezzi. Alla famiglia Baldin di via Pasubio aperto il garage e rubato un giubbotto, una macchina fotografica e soldi. Incursioni toccate ad altre due abitazioni vicine. A Selvazzano è una famiglia di San Domenico a scoprire che nel cuore della notte i ladri erano entrato al piano terra, mentre loro dormivano al primo piano.

 

 

 

SELVAZZANO

 Petizione a sostegno del Crocefisso
gazebo della Lega davanti all’Ulss

Giovedì 12 Novembre 2009,

(Ba.T.) Un gazebo della Lega di Selvazzano davanti alla sede dell’Ulss di Tencarola per raccogliere firme per la petizione a sostegno del crocefisso. L’iniziativa, in programma per sabato mattina, sarà affiancata anche dalla distribuzione di crocifissi alla cittadinanza. «La locale sezione della Lega - ha detto il segretario del partito Giacomo Rodighiero - non vuole essere indifferente a questo scempio giuridico che arriva dall’Europa e non è una sentenza definitiva. Vogliamo comunque ribadire con forza le nostre radici cristiane, che sono state messe in dubbio da una sparuta minoranza e che ha trovato accoglienza da parte dei giudici che probabilmente non condividono i valori su cui la nostra Nazione si fonda». Sabato dalle 9, al gazebo allestito in via Padova si potrà sottoscrivere la petizione popolare a favore del crocefisso lanciata dalla Lega che ha deciso di «scendere attivamente in campo, lanciando una petizione contro le ideologie iconoclaste di agnostici, islam e tribunale europeo».

 

SELVAZZANO

Dopo gli accertamenti, il Comune ha deciso di agevolare cittadini e imprese

Si può pagare in 18 rate l’Ici "dimenticata"

Domenica 8 Novembre 2009

(Ba.T.) La possibilità è quella di suddividere i versamenti in 6 rate trimestrali. La giunta di Selvazzano ha infatti deciso di “agevolare” i cittadini e le imprese che dal primo di novembre, e fino al 31 dicembre del 2010, possono vedersi recapitare un accertamento Ici.
      Fino ad ora dal Comune sono stati inviati accertamenti per possibili 80 mila euro, e che entro la fine dell’anno potrebbero raggiungere la cifra di 100 mila. «Si è pensato di approvare questa soluzione di pagamento - ha spiegato l’assessore al Bilancio Mariano Fuschi - anche perché molto spesso non è volontario da parte del cittadino non pagare l’Ici, ma succede magari per una dimenticanza».
      L’amministrazione s’è mossa in questo senso anche considerando il difficile momento economico che si sta attraversando. L’articolo 11 del regolamento Ici prevede già che il pagamento degli importi relativi ad avvisi di accertamento, emessi dal Comune, possa essere effettuato con una rateizzazione in quattro rate trimestrali, cioè in dodici mesi, su richiesta del contribuente che attesta di avere difficoltà economiche. Possibilità di pagamento che ora viene dilazionata in diciotto mesi e su semplice richiesta dell’interessato, che dal primo di novembre e per tutto il 2010 si ritrova fra le mani un accertamento Ici del Comune.

Trieste. Controlli a tappeto sui pescatori:
sequestrati 340 chili di pesce

(foto da internet)

TRIESTE (3 novembre) - Trecentoventitre controlli, 34 contestazioni, 340 chilogrammi di pescato sequestrato, sanzioni per circa 29 mila euro: sono i risultati dell'operazione "Xiphias" della Guardia Costiera di Trieste per il controllo sulla filiera della pesca nell'ambito di tutta la Regione Friuli Venezia Giulia.
In generale, in proporzione ai controlli effettuati, è stato riscontrato un sostanziale rispetto delle norme igienico - sanitarie, nonché un corretto utilizzo dei prodotti ittici. Le violazioni accertate sono inerenti ad alcuni tentativi di frode nell'esercizio del commercio ed a violazioni in tema di etichettature e tracciabilità del prodotto ittico. «I risultati - ha concluso la Guardia costiera - confermano che la continua ed attenta attività di vigilanza svolta con costanza e regolarità, non può che portare sempre una maggiore consapevolezza da parte degli operatori circa la necessità di osservare le disposizioni vigenti a tutela non solo della salute dei consumatori, ma anche la qualità del prodotto».
  

       

Sempre più italiani navigano in internet: 23 milioni per quasi due ore al giorno

Tastiera e mouse (foto Paul Sakuma - Ap)ROMA (3 novembre) - Sono 23 milioni i navigatori italiani di Internet, pari al 43% della popolazione nazionale, che dedicano mediamente 102 minuti al giorno per l'esplorazione della rete. E' il dato Nielsen che è emerso dallo Iab- Forum oggi a Milano.
Negli ultimi tre anni - spiega una nota diffusa da Iab Italia, l'organizzazione che raccoglie gli operatori della pubblicità on-line - è cresciuta dell'8% la fascia di navigatori tra i 35 e i 54 anni di età e del 4,5% quella delle donne. Nello scorso settembre la durata della permanenza quotidiana davanti al video ha raggiunto per il navigatore medio quota 52 ore mensili. Ciò ha permesso a Iab Italia di confermare le previsioni di crescita per il mercato pubblicitario
on-line, pari al 10,5%.
I dati Nielsen evidenziano poi come l'allargamento del target abbia coinciso con l'aumento della tipologia e della qualità di attività effettuate online: alle forme di intrattenimento e di socializzazione tipiche del web, si uniscono servizi di utilità come l'eGovernment, le news e la ricerca di informazioni dedicate ad aziende e prodotti e, in generale, ad attività relative ad atti di acquisto. Ad esempio, dai dati Nielsen emerge che circa 9 milioni di internauti, pari al 38% di chi naviga sul web, consulta «shopping directories & guides», i siti che offrono confronti di prezzo su servizi e prodotti, mentre il 48%, per un totale di circa 11 milioni di utenti consulta siti di «mass merchandiser», dove è possibile acquistare prodotti.
Iab Italia. «Siamo lieti di confermare le nostre previsioni di crescita del mercato dell'advertising online al 10,5%, in un contesto che vede gli altri media in sensibile difficoltà - ha detto Layla Pavone, Presidente Iab Italia - siamo però anche convinti che le aziende debbano imparare velocemente a capitalizzare le potenzialità di Internet per la propria innovazione, modificando il modo di comunicare e fare business per la propria competitività. Questo processo passa anche attraverso un ripensamento degli investimenti pubblicitari».

                                                                              

IL GAZZETTINO

 SELVAZZANO Moldavo irregolare con obbligo di dimora a Padova provoca frontale

Ubriaco al volante centra auto, 2 feriti

Lunedì 26 Ottobre 2009

Uno scontro frontale che poteva avere conseguenze drammatiche quello accaduto sabato sera, poco dopo la mezzanotte, lungo via Padova a Tencarola. Nel terribile impatto fra una Volvo S60 e una Kia Carnival, provocato da un moldavo clandestino e con un tasso alcolico quattro volte superiore il limite consentito, gli automobilisti coinvolti hanno fortunatamente riportato solo ferite lievi.
Quando i vigili del Consorzio di Padova Ovest sono arrivati sul posto per i rilievi si sono trovati di fronte ad un impressionante groviglio di lamiere, pensando già al peggio. I vigili urbani hanno dovuto lavorare fino alle 7 di ieri mattina per liberare la strada dai mezzi e dai resti sparpagliati ovunque. Alla guida della Volvo F.R., residente a Selvazzano nella frazione di San Domenico. L’uomo stava percorrendo la principale via Padova verso il centro di Tencarola, nell’opposto senso di marcia viaggiava la Kia con alla guida il moldavo, I.R., 28 anni, clandestino, che si stava dirigendo a Padova dove ha l’obbligo di dimora nell’abitazione della moglie.
All’altezza della laterale via Firenze l’impatto fra i due mezzi. La macchina del cittadino straniero ha sbandando verso il centro della carreggiata, colpendo frontalmente la Volvo che sopraggiungeva in quel momento. Un impatto violentissimo dal quale i due automobilisti sono usciti praticamente illesi.
Sul posto è arrivata l’ambulanza del 118 e i vigili urbani che hanno effettuato gli accertamenti con l’etilometro, il moldavo è risultato molto sopra al limite consentito con un tasso alcolico di 2.50. L’uomo, inoltre, oltre ad essere irregolare con obbligo di dimora a Padova nell’abitazione della moglie, era alla guida della Kia senza patente e sprovvisto di assicurazione.

 

Alberi pericolosi, diktat del sindaco.

Giovedì 22 Ottobre 2009

“Il Gazzettino”

Alberi pericolosi, diktat del sindaco. I cittadini di Selvazzano hanno trenta giorni di tempo per "dare un taglio" a siepi e alberi che, pur avendo radici e tronco nei giardini privati, invadono con foglie e rami marciapiedi e strade pubbliche. L’ordinanza firmata dal sindaco Enoch Soranzo ha l’obiettivo di "educare" i cittadini alla corretta gestione della vegetazione privata, che in molti casi crea limitazioni alla sicurezza della circolazione stradale, nascondendo cartelli stradali, oppure ostacolando i percorsi pedonali.
In sostanza l’invito ai selvazzanesi è quello di avere buon senso nella gestione del proprio verde.
L’ordinanza porta con sé anche l’applicazione di una sanzione se questa non viene rispettata, ma in questo caso c’è un mese di tempo per correre ai ripari. I vigili del Consorzio sono infatti incaricati di effettuare i controlli una volta trascorsi i trenta giorni e di applicare una sanzione di 155 euro più l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria per l'obbligo di ripristinare i luoghi. «A luglio abbiamo approvato la prima ordinanza contro lo stazionamento di camper e roulotte nel territorio - ha commentato il vicesindaco con delega alla sicurezza Giacomo Rodighiero - Ora affrontiamo anche questo aspetto che riguarda il riordino di strade e marciapiedi, ma anche il ripristino di una corretta fruibilità dei percorsi pedonali e delle vie».
L’ordinanza riguarda dunque tutta la "vegetazione privata" che confina con strade e marciapiedi. Situazioni di intralcio sono state segnalate all’amministrazione che ora chiede la collaborazione dei cittadini, anche per evitare che foglie e rami instasino tombini, caditoie e fossi.
«Si chiede alla cittadinanza di garantire che il territorio possa essere fruibile da tutti - ha detto il sindaco Soranzo - evitando situazioni di rischio e pericolo. Penso ai rami che si possono spezzare con la neve, o al problema del corretto deflusso delle acque piovane. Situazioni di rischio, che hanno già visto l’amministrazione comunale dover risarcire degli infortuni. Si chiede alla cittadinanza di contribuire con una corretta gestione del proprio verde».

LA POSTA DEI LETTORI

Intercity in stato pietoso, per Trenitalia

la manutenzione è un lontano ricordo

Continuiamo ancora con la solita storia dei disagi che Trenitalia causa ai poveri "viaggiatori", ormai diventati una voce di continua protesta ai vari organi che dovrebbero tutelarci di più. Non pensiamo sempre e solamente alla famosa Tav, spesso dimentichiamo i treni a lunga percorrenza e le loro manutenzioni.
L'esempio è semplice: ieri 11 ottobre ho accompagnato mia figlia alla stazione di Padova per prendere il treno Intercity 703 Miramare delle 9.41 per Napoli. Quando è giunto, con grande stupore, tristezza e rabbia, ho visto la carrozza n.8, con posto prenotato, apparire ai miei occhi come un oggetto conservato in una vecchia cantina umida!
Finestrini tutti opachi per la vecchiaia, tanto da non consentire quasi al passeggero di vedere e l'esterno del vagone, e ruggine in parecchi tratti. Gli interni della carrozza, che Dio ci aiuti! Ho pensato con amarezza e vergogna, meno male che è partito da Venezia, ma se fosse partito da un'altra località?
Poveri viaggiatori costretti sempre a sentire le solite risposte d'obbligo!

Mario De Tata
Selvazzano Dentro (Padova) (12 ottobre 2009)

Salamella più lunga del mondo, il record

La salamella più lunga del mondo (foto Unionpress)ritorna a Treviso: con 7 km è Guinness

TREVISO (12 ottobre) - Settemila metri di salamella, una trentina di quintali di carne "Gran Suino Padano Dop", e Treviso ha nuovamente il record del mondo. Un’esplosione di gioia per Bruno Bassetto, il macellaio di Treviso San Liberale, che ha voluto migliorare il proprio guinnes ottenuto nel 2000 con 5.083 metri .
Stavolta ha toccato e superato (per 18 centimetri ) i sette chilometri. Un evento che ha richiamato ieri sulla mura migliaia di curiosi per degustare i prodotti del territorio ed assistere all’impresa che non ha eguali. Pubblico richiamato anche dalla bella giornata e l’attrazione degli ospiti come Moreno Morello ed Enzo Iacchetti, testimonial dell’evento e premiato sabato sera e in precedenza preso di mira dagli animalisti che ieri non si sono fatti vedere.
A "benedire" il primato il notaio Arrigo Manavello, il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, Arrigo Cipriani e tanti ospiti, mentre a dare man forte a Bassetto tanti amici e colleghi macellai giunti da diverse parti d’Italia (non molti da Treviso, forse un pò gelosi) come Michele da Capri, Beppe da Macerata e Sante da Modena che detiene il primato dello zampone più grande ( 947 chilogrammi ).
Bruno Bassetto per portare a compimento questo sogno ha lavorato per mesi, alla fine ci è riuscito esplodendo in un pianto di gioia e liberatorio. Il record di insaccare la salamella era iniziato alle 9 del mattino e terminato dopo le 18 facendo attenzione a non rompere il budello, in quel caso il record sarebbe terminato. Invece sono stati superati i sette chilometri.

Attacco hacker al sito delle Poste:
oggi siamo buoni ma possiamo fare male

ROMA (10 ottobre) - Il sito delle Poste Italiane è stato sottoposto per poco più di mezz'ora, intorno alle 19, ad un attacco da parte di hacker. Chiunque avesse tentato di collegarsi al sito delle Poste durante quel periodo avrebbe letto in una schermata il messaggio «sito sotto attacco». Nessuna conseguenza per il database e le informazioni sensibili - informano fonti delle Poste - in conseguenza della incursione dei pirati informatici.
L'attacco degli hacker al sito delle Poste - che ha "sfigurato" la home page sostituendo alla scritta Poste italiane la scritta «Hacked" - stavolta siamo stati buoni ma possiamo fare molto di piu» - è stato immediatamente rilevato dal servizio di sicurezza di Poste che ha avvisato la polizia postale. Immediate sono scattate le indagini per risalire ai responsabili ed è già stato individuato l'ultimo punto - cioè l'ultimo computer - da dove è partito l'attacco. In tarda serata il sito internet delle Poste risultava ancora irraggiungibile.
Gli hacker erano riusciti a "sfigurare" la home page ma non sono riusciti a rubare dati sensibili e password, grazie all'intervento immediato dell'ufficio di sicurezza di Poste e della polizia postale, che monitora costantemente i siti istituzionali che potrebbero essere scelti come obiettivo dai pirati informatici. L'attacco, specifica la polizia postale, è avvenuto verso le 19.

 Vicenza. La maxi-evasione dei conciatori
21 in carcere, un miliardo in fumo

178 persone denunciate, quaranta imprese del distretto
di Arzignano coinvolte nell'inchiesta della Guardia di finanza

VICENZA (9 ottobre) - Sono 128 le imprese del settore della concia coinvolte in un giro di evasione fiscale internazionale che ha portato in carcere 21 imprenditori della concia di Arzignano con l'accusa di associazione a delinquere, grazie ad un indagine della Guardia di Finanza di Vicenza. Le persone denunciate sono 178. Finora la Gdf ha accertato movimenti di denaro contante verso gli istituti di credito e società fiduciarie di San Marino per oltre 17,3 milioni di euro. Oltre 1 miliardo di euro l'imponibile sottratto all'erario, con un'evasione solo ai fini Iva di circa 245 milioni di euro.
Una vera e propria associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale è stata smascherata dalla Guardia di Finanza di Vicenza in un'operazione che ha portato all'emissione di 13 ordinanze di custodia cautelare (9 delle quali già eseguite) nei riguardi di altrettanti imprenditori del conciario.
Sommate a precedenti 8 arresti, le ordinanze portano a 21 il numero degli imprenditori destinatari di provvedimenti restrittivi e a 178 numero complessivo degli indagati.
Sono 128 le società filtro e "cartiere" coinvolte
in Veneto, Lombardia, Emilia, Marche, Umbria, Caserta, Lazio e 38 le perquisizioni eseguite.
Dall'inchiesta sono emersi con chiarezza i ruoli dei vari indagati: dal reclutamento dei prestanome alla contabilità delle false operazioni commerciali, ai rapporti con gli istituti di credito, alla documentazione extracontabile, ai viaggi all'estero per compilare documenti doganali fittizi. Le indagini delle Fiamme Gialle si sono focalizzate su una serie di srl nate per l'importazione di pelli gregge e semilavorate di provenienza extracomunitaria (sudamericana, australiana, neozelandese, russa ed ucraina) che godevano di particolari agevolazioni fiscali.
Merce rivenduta a quaranta aziende del vicentino.
Le società non versavano i tributi doganali all'atto dell'importazione delle merci e le rivendevano ad una quarantina di imprese conciarie del vicentino, fatturando regolarmente, ma senza versare l'Iva dovuta. Tra le società estere che cedevano il pellame e le imprese italiane che lo compravano era stata creata una fitta serie di società filtro e "cartiere", intestate a prestanome con un vorticoso giro di denaro contante.

Febbre del Nilo, allarme a Venezia
e a Rovigo: stretta su donazioni sangue

Test sulla sicurezza del plasma offerto da residenti
o da chi ha soggiornato almeno una notte nelle città a rischio

ROMA (9 ottobre) , 9 OTT - È allarme febbre del Nilo a Venezia e in altre 6 città e relative province del nordest Italia. A Mantova, Ferrara, Rovigo, Modena, Reggio Emilia e Bologna il Centro di sorveglianza epidemiologica ha registrato alcuni casi umani di malattia. Di qui l'attuazione di una serie di norme di sicurezza per bloccare il contagio.
Prima fra tutte controlli mirati sulle donazioni di sangue. A partire dal 1 agosto il Centro nazionale del sangue (Cns) ha emesso una serie di disposizioni a livello nazionale per la raccolta di sangue ed emocomponenti, comprese le cellule staminali periferiche, midollari e cordonali, riguardanti i donatori residenti e chi ha soggiornato nelle ore serali e notturne e per almeno una notte in una delle 7 città.
Tra queste l'esecuzione di un test obbligatorio (test Nat) aggiuntivo a quelli che di routine si fanno per verificare la sicurezza del sangue donato dai residenti e lo stop alle donazioni per 28 giorni a partire da quello in cui si è soggiornato per tutti gli altri.

 Venezia. Ecco le vongole "chimiche",
sequestrati 5 quintali: «Sono pericolose»

Blitz dei carabinieri: pescate abusivamente a ridosso
del Petrolchimico, area interdetta per motivi igienico-sanitari

di Gianpaolo Bonzio e Maurizio Dianese

VENEZIA (8 ottobre) - Settecento chili di vongole sequestrate e successivamente rigettate in acqua. E in questo totale figurano anche i 500 chili che sono stati bloccati ieri notte nella zone delle "dighette", davanti a Fusina.
I carabinieri del Nucleo natanti in questi giorni hanno avviato un’articolata offensiva in laguna per cercare di combattere la pesca abusiva. Uno degli aspetti principali di questa problematica è quello sanitario e per questa ragione gli uomini del Nucleo natanti sono andati proprio a Fusina, area da sempre preclusa alla pesca per motivi igienico-sanitari (e anche logici verrebbe da dire).
A ridosso dell’area industriale sono stati fermati due pescatori abusivi di Pellestrina che, a bordo di una vongolara professionale, stavano pescando con il rastrello vibrante. La verifica dei carabinieri ha permesso di ritrovare 500 chili di molluschi e per i due pescatori è scattata la denuncia. Sequestrate, oltre alla barca, anche le varie attrezzature. In precedenza i carabinieri erano andati a Murano, nel canale Bisatto, dove due pescatori di Treporti e Burano stavano agendo in un’area proibita alla pesca e muniti di attrezzature del tutto vietate. Dopo il sequestro di 100 chili sono così scattate le denunce.
La verifica si è poi conclusa con un’ispezione a Punta Sabbioni dove tre persone, con attrezzatura subacquea, avevano già raccolto 30 chili. Altri due pescatori sono stati sorpresi nel canale Ondello, sprovvisti della licenza, e in questo caso sono stati bloccati altri 100 chili di vongole. È così scattato il sequestro amministrativo del pescato e dell’attrezzatura e sono state inflitte due multe.
«Complessivamente - affermano i carabinieri di San Zaccaria - sono stati sequestrati 700 chili di vongole subito rigettati in acqua per un valore di 4mila euro, le barche bloccate valgono 100mila euro mentre le multe ammontano a mille euro. Nove i pescatori irregolari identificati. I molluschi, oltre a non avere la documentazione sanitaria, provengono da zone interdette alla pesca per motivi igienico-sanitari (come l’area a ridosso del polo industriale di Porto Marghera) dove è alta la presenza di metalli pesanti e diossine nei fondali».
Secondo i militari di San Zaccaria ci sono seri pericoli per i consumatori che, senza nemmeno saperlo, rischiano di acquistare prodotti inquinati e anche nocivi alla salute.
Il Gazzettino proprio due giorni fa aveva denunciato che nella zona delle cosiddette "dighette", a ridosso del Petrolchimico, ogni notte c’è un gran via vai di caparozzolanti. Del resto soprattutto nei canali industriali interni al Petrolchimico le vongole crescono a ritmi vertiginosi grazie all’acqua calda della centrale Enel di Fusina e ai "nutrienti" che provengono dagli stessi canali, inquinatissimi. I vongolari abusivi da sempre pescano in quella zona le vongole che poi finiscono nei nostri piatti. E negli ultimi tempi la presenza dei barchini in tutte le zone vietate della laguna è aumentata in modo spropositato. Ormai si trovano caparozzolanti abusivi ai due lati del ponte della Libertà e addirittura in Canal salso dove c’è una concentrazione unica di veleni.

Udine. Azienda a fuoco, allarme diossina
L'Arpa: «Aria inquinata restate in casa»

«Evitare le lunghe esposizioni all'aperto». La "Marconi"
di Lauzacco è sottoposta a procedura di fallimento

Le operazioni dei vigili del fuoco (foto: PressPhotoLancia) UDINE (6 ottobre) - Undici ore di lavoro dei vigili del fuoco per spegnere l'incendio dello stabilimento “Marconi” di Lauzacco di Pavia di Udine. In fumo 800 tonnellate di rifiuti di materiale plastico. L'Arpa del Friuli e i sindaci: «Cittadini restate in casa, non esponetevi all'aria».
A suggerire di «non uscire di casa» per evitare «lunghe esposizioni all'aria» inquinata dai gas che sisono sprigionati dopo l'incendio, sono stati l'Arpa del Friuli Venezia Giulia e i sindaci di Pavia di Udine, Trivignano e Santa Maria la Longa.
Second
o l'Arpa, infatti, che ha raccolto diversi campioni d'aria e ha già provveduto ai primi accertamenti, non si può escludere che dall'incendio si siano sprigionate delle diossine,«come sempre accade però in questi casi», ha precisato Giorgio Matassi, direttore scientifico dell'agenzia.
«Il problema è evitare esposizioni di lungo periodo - ha aggiunto Matassi - e quindi nelle prossime settimane, visto che le ricadute delle polveri sono tutte circoscritte in una zona delimitata, faremo i nostri prelievi per poi prendere le decisioni del caso».
L'incendio questa notte: a fuoco oltre 800 tonnellate di rifiuti di materiale plastico
accatastato nel piazzale per la successiva lavorazione. L'azienda produce imballaggi per materiale chimico. Il fuoco ha causato una nube di fumo nero, visibile anche da lontano, che è stata spinta dal vento verso la città di Udine, distante poco più di una paio di chilometri.
A scopo precauzionale, il sindaco di Pavia di Udine ha disposto la chiusura di finestre e porte di tutti gli edifici scolastici comunali, pur non ordinando l'interruzione delle lezioni.
Secondo i primi accertamenti dei Vigili del fuoco(intervenuti con squadre da Udine, Gorizia, Trieste, Cividale del Friuli e Cervignano) e dei Carabinieri del Comando provinciale di Udine, non è da escludere un'origine dolosa dell'incendio.
«I fumi non sono arrivati a Udine». L'assessore alla Qualità della vita del comune di Udine, Lorenzo Croattini, ha rassicurato in serata la cittadinanza sul fatto che i fumi sprigionatisi dall'incendio non hanno raggiunto il capoluogo friulano. «Oggi ho sentito più volte il centralino della Polizia Municipale e mi sono messo in contatto con l'Arpa - ha dichiarato l'assessore interpellato - dai dati di cui dispongo, non mi risulta che i fumi dell'incendio siano arrivati a Udine. Se fossero stati avvistati - ha aggiunto - segnalazioni dei cittadini sarebbero state registrate dalla Polizia municipale, cosa che non è avvenuta».
Per l'azienda, che è di proprietà di Giancarlo Garzitto, di 61 anni, di Pavia di Udine - hanno accertato i Carabinieri - è in corso la procedura fallimentare ed è coperta da una polizza assicurativa per incendi. I danni - hanno riferito i carabinieri- sono in corso di «approfondita valutazione».
Legambiente denuncia. Per il presidente del circolo Legambiente di Udine, Marino Visintini, «l'incendio divampato la scorsa notte nello stabilimento “Marconi” di Lauzacco è un disastro annunciato». «Non si può - ha commentato Visintini dopo un sopralluogo nello stabilimento - aspettare anni finché si verifica un'emergenza. Già nel 1997, come Legambiente, su segnalazione di vari cittadini, presentammo, senza esito, un esposto ai Carabinieri del Noe, alla Provincia di Udine e al Comune, denunciando i rischi rappresentati dai cumuli di materiali plastico in stato di semiabbandono alla Marconi, per una quantità - ha sostenuto - tra i 1000 e i 2000 metri cubi».
Secondo Visintini, «non si può trasformare, com'è invece avvenuto, un capannone artigianale a ridosso del paese in uno stabilimento di lavorazione di materiale plastico. Vigileremo - ha concluso - affinché siano individuate le carenze, le omissioni e le responsabilità».

Venezia. Vongole al veleno, ecco come
vengono "riciclate" e servite sulle tavole

Abusivo rivela: «Le peschiamo davanti al Petrolchimico,
dove è vietato, poi le scarichiamo nelle concessioni»

di Maurizio Dianese Venezia, sequestro di vongole pescate abusivamente

VENEZIA (6 ottobre) - E’ una nuova primavera per i caparozzolanti. Ma solo per quelli che hanno vinto il terno al lotto di avere la concessione davanti a Fusina. E, tra tutti, in particolare di quelli che si trovano più vicini al Petrolchimico - come la coop. Agrimol. Del resto, si sa, da sempre le vongole che crescono davanti all’area industriale sono "deluxe" grazie all’acqua calda e a tutte le schifezze che escono da Marghera. Le vongolette si "gonfiano" e diventano quelle prelibatezze che ci troviamo nei piatti.

Quelle vongole sono talmente piene di veleni che da sempre è vietata la pesca nelle zone a ridosso del Petrolchimico e in canale dei Petroli. Questo non toglie che da sempre davanti al Petrolchimico ci sia ogni notte la ressa, con vongolari che arrivano da Chioggia e da Pellestrina, da Mestre e da Punta Sabbioni. Ma fino ad un paio d’anni fa, almeno, si lottava ad armi pari tra forze dell’ordine e caparozzolanti.

Adesso invece è cambiato tutto. Grazie alla Provincia. Non quella nuova, quella vecchia di Davide Zoggia - e chissà se è un caso che Vania Falcone della coop. Agrimol sia andata in lista con Zoggia portando a casa la bellezza di 185 voti per l’ex presidente alle ultime elezioni.
Ma veniamo alla storia, raccontata pari pari da uno che di mestiere fa proprio questo, il caparozzolante. Partiamo dalla zona. La chiamano zona delle dighette - 200 ettari di laguna - tra Fusina e la cassa di colmata, a pochi metri dal canale dei Petroli. Lì si sono piazzate un certo numero di cooperative di pescatori di Chioggia, Pellestrina e San Pietro in Volta.


La zona è da sempre ritenuta una "nursery" delle vongole e per anni e anni era stata tenuta libera proprio perchè il novellame cresceva come da nessun’altra parte. I vongolari parlano di un tappeto di vongole che arrivava a due metri di profondità e che si rinnovava con estrema facilità forse proprio grazie alle acque calde della centrale Enel di Fusina. Fatto sta che le vongole che nascono lì sono considerate buone, non inquinate. Ecco perchè riuscire a piazzare un allevamento di vongole da quelle parti era come vincere un terno al lotto. I primi a piantare il paletto davanti a Fusina sono stati quelli della cooperativa Agrimol - una trentina di soci - di Chioggia e della cooperativa Camel - 30 soci - di San Pietro in Volta. La concessione aveva sollevato un vero vespaio un anno e passa fa, al punto che la Provincia - assessore Luigi Solimini - era stata costretta a rilasciare le concessioni anche ad altre coop. e cioè Faro azzurro, Covemo, Opm e La cavana, che insieme rappresentano quasi la metà degli operatori della molluschicoltura lagunare, che operano tra Chioggia, Pellestrina e San Pietro. Certo, non era stata una cosa semplice.
Gli esclusi semplicemente prima avevano minacciato ritorsioni in stile guerra delle vongole dei tempi passati e poi si erano rivolti alla Procura. Solimini ha messo d’accordo tutti distribuendo qualche ettaro di laguna a testa.
E adesso sono tutti tranquilli. Vediamo perchè. Il meccanismo - racconta il caparozzolante - è questo.

«Noi abusivi andiamo a pescare davanti al Petrolchimico, come sempre. Poi, quando la barca è piena, andiamo a scaricare le vongole del Petrolchimico dentro la concessione lagunare. Le vendiamo ad 1 euro al chilo, 25 euro per una cesta da 25 chili. Chi ce le compra le lascia lì un po’ e poi le porta al centro di depurazione, a Chioggia o al Cavallino. Tanto i controlli vengono fatti a campione ed è difficile che li beccano. E così le vongole da avvelenate si trasformano in vongole veraci, genuine, pronte al consumo.» Facile, no?
E rapido perchè una vongola ci mette almeno 18 mesi a diventare di medie dimensioni e due anni per diventare bella grossa.

Ma quelle del Petrolchimico sono direttamente pezzature giganti, senza dover aspettare. Ma che cosa è cambiato rispetto ad un paio di anni fa? Anche allora si utilizzava lo stesso metodo, pesca e poi pluff, le vongole che finiscono dentro l’allevamento. Non lo facevano tutti, però...
La differenza è che, prima di questa levata di ingegno della Provincia, i caparozzolanti che partivano da Chioggia o da Pellestrina per andare a fare razzia di vongole davanti al Petrolchimico di Porto Marghera dovevano mettere in conto le "improvvisate" della Finanza. E’ vero che davanti alla sede di San Giorgio ci sono da sempre le "vedette" che, per modici 100 euro al giorno, stanno di guardia e avvisano, via telefono, se parte anche solo un canotto dalla Guardia di Finanza, ma il rischio era elevato comunque.

Per quanto potenti fossero le barche, comunque il tragitto Petrolchimico-Chioggia è lungo, lunghissimo. E poi la Finanza aveva "sgamato" questa storia delle vedette e i caparozzolanti, per evitare di farsi prendere, erano costretti addirittura, ogni volta che arrivavano le Fiamme gialle, a disfarsi del telefonino buttandolo in acqua. Altrimenti gli agenti ricostruivano tutte le telefonate ed era un guaio. Ma adesso è tutto più facile. Dalle concessioni all’area del cosiddetto "ponte di Brooklyn" del Petrolchimico, sono esattamente 640 metri - assicura il caparozzolante. Una sgasata e sei dentro la concessione e lì nessuno può farti più niente. Sei in regola.
E così ogni giorno e ogni notte le barche escono, vanno a pescare davanti al Petrolchimico e riempiono le concessioni di vongole avvelenate. Che finiscono nei nostri piatti.  

Benzina, Mr. Prezzi: «Stop ai cartelli con sconti: ingannano il cliente»

ROMA (6 ottobre) - Il Garante dei prezzi invita i distributori ad esporre su strada solo i prezzi dei carburanti praticati dal gestore e non più anche gli sconti. è un "vizio", dice il Garante Roberto Sambuco in un'audizione al Senato, che sempre più rende «illegibile» la comunicazione agli utenti, in modo a volte «volutamente ingannevole».

«Si deve tornare ad esporre su strada solo il prezzo effettivamente praticato dal gestore: solo così il consumatore potrà tornare ad effettuare un confronto chiaro e consapevole tra i diversi prezzi» ha detto Mr. Prezzi illustrando in Parlamento il lavoro del Garante sulla trasparenza. Sambuco ha rilevato che è in corso la realizzazione del nuovo modello per garantire la pubblicità dei prezzi e, soprattutto, la loro confrontabilità. Se il mercato dei carburanti «è poco trasparente e scarsamente comprensibile per i consumatori», resta però il problema dello scostamento e della «vischiosita» con i prezzi degli altri Paesi europei: «E' noto come il mercato italiano soffra di strozzature che in parte contribuiscono allo stacco tra i nostri prezzi e quelli europei» dice il Garante. Per far fronte a queste strozzature è quindi necessario procedere, tra l'altro, con la liberalizzazione degli orari di apertura, con l'apertura di attività non oil, estendendo l'uso della carta di credito eliminando le "sovracommissioni" per il pagamento dei carburanti.

Sambuco: «Aumenta il divario dei prezzi italiani rispetto alla media europea». Cresce lo "stacco" del prezzo medio della benzina in Italia con quello della media della zona euro, ha rilevato Sambuco. In valori medi annuali, il divario strutturale tra il prezzo industriale della benzina in Italia e il prezzo medio rilevato nella media europea registra, infatti, «variazioni in aumento». In particolare, nel 2008 si rileva un divario medio dell'anno superiore di 0,9 millesimi di euro rispetto a quello dell'anno precedente, mentre un'ulteriore tendenza in aumento si registra anche nei primi mesi del 2009, con uno stacco di 2 millesimi sul divario medio 2008. Lo stacco nel 2007 era di 0,025 euro e nel 2008 di 0,034 euro, mentre nei primi 9 mesi del 2009 è già a 0,036 euro.

I benzinai: non serve la liberalizzazione degli orari. «Nella diagnosi di Mister prezzi c'è troppa disinvoltura nel parlare di liberalizzazione degli orari. Di fatto oggi in Italia la quasi totalità degli impianti di carburanti copre le 24 ore - afferma Faib Confesercenti, la federazione autonoma benzinai - Questo vuol dire che non è la strada giusta per avere prezzi più bassi. Prendiamo atto inoltre con sorpresa che l'apertura di attività non-oil, un nostro storico obiettivo, favorirebbe una diminuzione dei costi dei carburanti. Frasi pronunciate molte volte dai nostri interlocutori, ma mai messe in pratica. Anche l'obiettivo di facilitare l'apertura di distributori senza gestori appare pretestuoso perché non porterebbe alcun beneficio all'utenza. Anzi, andrebbe a scapito del servizio e della sicurezza garantita in modo capillare dai gestori. E' condivisibile invece l'indicazione sulla trasparenza dei prezzi, ma qui i responsabili non sono certo i gestori».

Unione petrolifera: nessuna doppia velocità nell'adeguamento dei prezzi. Non è vero - replica l'Unione petrolifera - che la differenza tra i prezzi dei carburanti in Italia e quelli degli altri Paesi europei sta aumentando, e soprattutto non risponde al vero che nel nostro Paese venga applicata una «doppia velocità nell'adeguamento dei prezzi dei carburanti all'andamento delle quotazioni internazionali, né penalizzazioni per il consumatore. Quanto affermato oggi da Mr. Prezzi non sembra tener conto dell'inversione di tendenza che si è evidenziata negli ultimi mesi». L'associazione di categoria sostiene, infatti, che «nel mese di settembre lo stacco della benzina, pari a 3,2 centesimi di euro al litro, ha fatto registrare il valore più basso degli ultimi sette mesi e della media dell'intero 2008 (3,4 centesimi di euro al litro)». Per l'Up anche il gasolio ha mostrato una tendenza analoga: la differenza di prezzo rispetto agli altri Paesi europei «a settembre ha fatto registrare un valore di 3,1 centesimi al litro, anche in questo caso inferiore alla media dell'intero 2008 (3,4 centesimi al litro)».  

Contrordine per giovani e golosi:
il cioccolato non provoca l'acne

ROMA (6 ottobre) - Contrordine ragazzi. Dopo aver scoperto che il cioccolato ha effetti antiossdidanti e protegge il cuore, ora viene assolto dall'accusa di provocare l'acne. A scendere in campo per sfatare questo mito, al quale credono 7 ragazzi su 10, l'Adoi, Associazione dermatologi ospedalieri italiani che affronterà il tema in occasione di Eurochocolate, tradizionale appuntamento di Perugia. «L'acne - spiega il presidente Patrizio Mulas - è la malattia della pelle più comune tra gli adolescenti. Ne sono colpiti dal 70% all'87% dei ragazzi ma può interessare anche gli adulti».
Ipersecrezione sebacea, cheratinizzazione infundibolare, attività della flora microbica degli infundibuli pilari e azione di altri agenti dell'infiammazione follicolare sono alcune delle cause più comuni ai quali si aggiungono gli aspetti genetici e autoinfiammatori, il fumo di sigaretta e lo stress. Eppure, continua Mulas, «dal 62% al 72% dei ragazzi crede che la dieta possa contribuire alla realizzazione della dermopatia mentre sono molti gli studi che dimostrano che il suo ruolo sia assai modesto o nullo».
Tra questi una recente ricerca pubblicata su Jama (Journal of the American Medical Association), che afferma che «l'acne non è causata dall'ingestione di particolare cibi come il cioccolato».

   Proposta indecente alla disoccupata
Striscia incastra sindacalisti padovani

Promettono ad una giovane donna 250 mila euro se accetterà la convivenza, sesso compreso, con un ricco ereditiere

di Mauro Giacon

PADOVA (2 ottobre) - Tutto comincia quando una giovane disoccupata che vuole fare causa al suo datore di lavoro per avere la liquidazione si rivolge a due sindacalisti. Dopo due mesi la richiamano e le fanno una proposta/ Video Un ricco ereditiere per avere la dote promessa deve dimostrare di convivere con una donna, sesso compreso. E questa donna potrebbe essere lei. Le propongono di stipendiarla per un anno. Al termine riceverà un compenso di 250mila euro.
Lei finge di accettare e invece chiama Striscia la Notizia/ Guarda il Video
Qualche settimana fa scatta la trappola. Prima di firmare il contratto Moreno Morello, l’inviato di Striscia intercetta il gruppetto a cena, fa allontanare la ragazza con una scusa e poi intervista alla sua maniera i sindacalisti. Tra di loro, anche se i visi sono velati per l’effetto mosaico, molti riconoscono un volto noto della società padovana, Anna Bettella, segretario della Fiadel Cisal e candidato sindaco per una lista civica alle ultime elezioni. Scoppia lo scandalo.
Il segretario nazionale del sindacato sta per sospenderla in via preventiva e molti iscritti in Comune sarebbero intenzionati a restituire la tessera.
Il video di Striscia dura sei minuti e sedici secondi.
Si parte con Veronica intervistata da Marino Morello a cui racconta come si fosse rivolta ad un sindacalista (sembra sia il compagno della Bettella) per rivalersi contro l’imprenditore che l’aveva licenziata. La seconda sindacalista ( la Bettella ) viene filmata in un secondo momento, quando si propone come avvocato e garante del "contratto di lavoro" per il quale invoca "riservatezza" assoluta. Veronica dovrà essere disponibile a presenziare a incontri ed eventi, svolgere il ruolo ufficiale di compagna dal primo ottobre di quest’anno al 31 dicembre del 2010.
In un successivo incontro con la donna l’ereditiere si spinge anche più avanti chiedendole alcuni particolari intimi del suo corpo. Fino ad arrivare alla cena che avrebbe dovuto sancire l’avvio del contratto con la prima notte da passare in albergo.
Moreno Morello ci racconta di aver filmato molti incontri preparatori, durati anche ore. E che alla ragazza sarebbe stato promesso uno stipendio.
«Sempre che avesse superato i quindici giorni di prova. Ma l’avrebbe superata?» si chiede maliziosamente. Non chiarisce l’inviato di Striscia se si sia trattato della richiesta di un vero ereditiere espletata dai sindacalisti attraverso un contratto alla giovane, oppure se l’ereditiere sia falso e il terzetto abbia architettato il piano ai danni della ragazza.
«Dal tono dei colloqui comunque sembra non fosse la prima» conclude l’inviato del tg satirico che qualche sera fa ha spezzato la catena intervistando i protagonisti nel parcheggio del ristorante.

Padova. Mele e pere vendute col trucco
Sequestrate 460 tonnellate

Bilitz in un'azienda, frutta priva dei documenti di tracciabilità.Prodotti di agricoltura convenzionale spacciati come biologici

PADOVA (26 settembre) - Oltre 460 tonnellate di frutta, tra mele e pere, sono state sequestrate dai funzionari dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressioni frodi dei prodotti alimentari (Icqrf) del Ministero per le politiche agricole.
Il sequestro, operato dal personale dell'ufficio di Conegliano dell'Icqrf, è avvenuto in una azienda nel padovano, della quale non è ancora stata resa nota la ragione sociale, iscritta nell'elenco dei preparatori di prodotti da agricoltura biologica.
La frutta - quasi 429 tonnellate di mele e 36 di pere - è risultata priva della documentazione sulla tracciabilità del prodotto prevista dalla normativa comunitaria. Durante un controllo è stato riscontrato che nonostante l'azienda fosse autorizzata al ritiro, alla preparazione e alla commercializzazione di ortofrutta esclusivamente proveniente da agricoltura biologica, preparava anche prodotti convenzionali, utilizzando la stessa linea di lavorazione sia per la frutta biologica che per quella convenzionale.

Il ministro per le politiche agricole Luca Zaia
ha espresso un plauso per l'operazione: «Chi intende ingannare i cittadini deve fare i conti con la fase due della tolleranza zero, che abbiamo avviato per dare un segnale forte a chi cerca di arricchirsi con furberie che non intendiamo più permettere. Consumatori e produttori onesti possono stare tranquilli, perché i controlli in difesa dei prodotti della nostra terra sono sempre più efficaci».  

 

L'Italia è il “regno” dei cellulari
ma le bollette sono le più alte d'Europa

ROMA (26 settembre) - L'Italia è il regno dei telefonini, con 1,5 apparecchi a persona, ma una telefonata dal cellulare in abbonamento costa di più che in quasi tutti gli altri Paesi europei. E per chi fa un uso intensivo del telefonino, con almeno 300 minuti di conversazione e 100 Sms al mese, i costi sono decisamente i più alti, con oltre 200 euro contro i circa 100 della media europea. A stilare la classifica è l'Autorità di regolamentazione delle tlc finlandese (Ficora), che ha dedicato uno studio alla comparazione internazionale delle tariffe di telefonia mobile prendendo in considerazione i tre maggiori operatori di 19 Paesi (per-pagate escluse, che in Italia sono la maggioranza, pari all'86%) e basandosi su tre profili di consumo. Il primo profilo è quello di un utilizzatore prudente, che in un mese fa 50 chiamate da 3 minuti ciascuna (per un totale di 150 minuti di conversazione) e invia 25 Sms: la bolletta media mensile in Europa è in questo caso di 24,98 euro e in Italia sale a 32,09 euro.

Si tratta del quarto prezzo più alto in una classifica guidata dalla Svizzera, dove i costi sono pari a 38,83 euro, cui seguono Francia (36,56 euro) e Irlanda (34,64 euro). Nel confronto con l'anno scorso, tra l'altro, il prezzo italiano è lievemente cresciuto: nel 2008, infatti, per lo stesso paniere di consumi si pagavano 31,93 euro, mentre rispetto a quattro anni fa si registra una flessione del 12,8%.

L'unico altro Paese dove i costi sono aumentati rispetto al 2008 è proprio la Finlandia (da 12,74 a 13,08 euro), mentre al polo opposto della classifica brilla l'Islanda, dove si spendono appena 10,81 euro, contro i 24,19 dello scorso anno. Il ranking dell'Italia, nel caso del secondo profilo (100 chiamate da 3 minuti e 100 Sms) è ancora peggiore: il costo mensile (62,83 euro) è infatti il secondo più alto dopo la carissima Svizzera (69,76) e pari a 20 euro in più rispetto alla media (42,10 euro).

In questo caso il Paese più economico risulta il Regno Unito, dove si spendono appena 17,17 euro. A parziale consolazione degli italiani, c'è il fatto che rispetto allo scorso anno il prezzo è diminuito del 13,6%: in altri Paesi, però, la flessione sul 2008 è stata molto maggiore, con l'Islanda che sfoggia un -56,5% e la Spagna un -48,5%.

Gli utenti italiani più sfortunati, tuttavia, sono i veri e propri maniaci del cellulare, quelli che stanno sempre con il telefonino all'orecchio. Nel terzo profilo scelto dall'Autorità finlandese (100 chiamate da 10 minuti l'una, 200 Sms e 50 MB di dati scaricati), infatti, l'Italia conquista la palma di Paese più caro di tutti: la bolletta per l'utilizzatore «intensive» è infatti pari a 201,68 euro, circa il doppio i 106,71 euro della media europea e sei volte quello che si paga nel Paese, in questo caso, più virtuoso, vale a dire il Lussemburgo (34,65 euro).

Molto staccato, tra l'altro, è il secondo Paese più caro, la Grecia , dove si sborsano 155,46 euro. Anche per il terzo profilo Ficora segnala un deciso calo dei prezzi in Italia rispetto allo scorso anno (-14%), ma in molti degli altri Paesi la flessione è molto più consistente: basti pensare al -62% dell'Islanda o al -57% del Regno Unito. L'Autorità finlandese, infine, prende in esame anche un paniere di consumi di telefonia mobile a banda larga: in questo caso l'Italia recupera molte posizioni e si piazza sotto la media europea (34,95), con 29,61 euro al mese.

La maglia nera stavolta spetta alla Francia, dove si spendono ben 66,80 euro, mentre quella rosa va alla Finlandia (9,84 euro al mese).

L'Ue aveva stilato nei mesi scorsi una classifica sui costi degli sms e usare i "messaggini" in Italia era risultato particolarmente caro.

Science: sulla Luna c'è l'acqua

  Immagine della superfice lunare (foto Ansa)ROMA (24 settembre) - Chi pensava che la Luna fosse un luogo completamente secco, deve ricredersi: è stato infatti scoperto che la Luna è ricca di acqua, non però allo stato liquido ma sottoforma di molecole di acqua e idrogeno. Le tracce chimiche dell'acqua pervadono l'intera superficie lunare, come dimostrano i dati, pubblicati questa settimana su Science. La scoperta si deve agli strumenti a bordo di tre sonde: quelli dell'indiana Chandrayaan-1, il radar italo-americano della sonda Cassini, chiamato Vims, e gli strumenti della sonda americana Deep Space.
Già il quotidiano The times of India aveva ieri avvalorato l'ipotesi che gli strumenti a bordo del satellite indiano Chandrayaan-1 , prima che il satellite interrompesse prematuramente la sua attività, avessero localizzato la presenza di acqua sulla Luna.
Le zone più ricche di acqua sono quelle più vicine ai Poli. Una prima ipotesi è che l'acqua possa avere migrato dai Poli lunari per diffondersi sul resto della superficie. Sembra inoltre che la formazione delle molecole d'acqua e simili sia un processo che si rinnova continuamente sulla superficie lunare, probabilmente favorito dall'azione del vento solare.
Le tracce d'acqua più vicine ai Poli sono state trovate soprattutto dalla sonda Chandrayaan-1, dell'Agenzia Spaziale Indiana. Ma le tracce d'acqua sono un po' ovunque presenti sulla superficie grigia e polverosa di questo satellite: è quanto scoperto dagli strumenti della sonda della Nasa Deep Space.
I dati che parlano anche italiano sono quelli del radar Vims (Visual and infrared mapping spectrometer), realizzato in collaborazione fra Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.

 Belluno. Migliaia di litri di carburante
nel lago di Valle: disastro ambientale  

L'autocisterna rovesciata, si teme anche per il torrente L'autocisterna rovesciata sulla strada Vallesina che si immette nel Boite. Arpav mobilitata

BELLUNO (23 settembre) - Forse uno sbilanciamento nel carico dell’autocisterna e una velocità non adeguata al mezzo e alla strada, sono stati la causa dell’incidente che ha rischiato di far saltare in aria Vallesina. Oltre 13 mila litri di benzina e gasolio sono finiti sulla strada, raggiungendo poi il torrente Vallesina e poi il lago di Valle.
L’incidente è accaduto ieri, alle 7.45. Il camion, della Il mezzo trasportava ben 25 mila litri di carburante, 15 mila di gasolio e 10 di benzina. ditta Bertani Remo di Marghera, condotto dal trevigiano M.P., 57 anni, era partito da Marghera ed era diretto in Val Pusteria. Aveva già scaricato parte del carico a Ponte nelle Alpi e a Tai di Cadore.
La statale di Alemagna è rimasta totalmente chiusa per dieci ore, solo verso le 18 è stata riaperta a senso unico alternato. E così resterà per diverso tempo. Anche l’asfalto andrà bonificato.
Nell’incidente non sono rimasti coinvolti altri mezzi. L’autista ha riportato una frattura al braccio, ma prima di essere ricoverato si è messo a disposizione delle forze dell’ordine per fornire tutti i chiarimenti possibili.
È stato un automobilista di passaggio a chiamare la polizia stradale di Valle che ha immediatamente chiuso il transito ai veicoli, allertando nel contempo i vigili del fuoco. Da Pieve di Cadore, la sala operativa di Belluno ha fatto partire due mezzi ad acqua da usare in caso di incendio ed un autogrù. La zona è stata transennata, i curiosi allontanati. Troppo elevato il rischio di un’esplosione, che sarebbe stata devastante.
Per eseguire la delicata operazione di travaso da una cisterna all’altra è intervenuto il Nucleo NBCR di Mestre, specializzato proprio in questo tipo di interventi ad alto rischio.
Sul posto anche un'autogrù dei vigili del fuoco di Belluno ed una imbarcazione, sempre del distaccamento di Pieve, impiegata dai tecnici Arpav nel monitoraggio del lago sottostante.
La Guardia di Finanza ha proceduto al controllo del carico, la Polizia stradale di Valle ha effettuato l'esame del "disco" cronotachigrafo per verificare le circostanze dell'evento e le responsabilità del conducente. Un rapporto è stato inviato alla Procura di Belluno che ora dovrà formulare gli eventuali capi di imputazione. Che rischiano di essere pesanti soprattutto sotto il profilo del danno ambientale.
Per la viabilità hanno operato i carabinieri delle diverse stazioni del Cadore coordinate dalla Compagnia di Cortina, e i Vigili urbani di Valle.
Ci vorrà del tempo per stabilire quanti e quali danni la fuoriuscita del carburante può aver provocato all'ecosistema e quanti veleni si sono liberati nell'aria.
L'Anas è intervenuta con 8 metri cubi di sabbia assorbente. Moltissimi i disagi vissuti dagli automobilisti in transito da e per Cortina che hanno dovuto allungare il percorso per Auronzo. I Tir poi, con peso superiore alle 3,5 tonnellate, provenienti dalla Pusteria e diretti a sud, hanno dovuto deviare verso Carbonin-Misurina. Il ponte Rudavoi, sulla 48 delle Dolomiti - direzione Passo Tre Croci - infatti, non è tuttora agibile ai mezzi pesanti. Sono comunque scattati con tempestività i blocchi stradali, fissati a Cortina, San Vito, Cibiana, Tai e Ponte Cadore con relative deviazioni. Ciò nonostante alcuni mezzi pesanti e una corriera di linea sono rimasti "intrappolati" nella lunga colonna che si è formata in entrambe le direzioni.
Qualche automobilista si è infilato nella ciclabile-pedonale che corre a fianco della statale. L'operazione di recupero della autocisterna è terminata attorno alle 16. Sui pianali di due differenti bilici, le autogrù hanno caricato la motrice e il semirimorchio.
L'Anas ha poi provveduto alla pulizia del manto stradale permettendo così, un paio d'ore dopo, la riapertura a senso unico alternato dell'importante arteria.
Allo stato delle cose non era ancora possibile stabilire quantificare con esattezza l’entità del danno. Ovvero quanto carburante sia effettivamente finito nel sottostante lago di Valle, alimentato dal torrente Vallesina, e che a sua volta si immette nel torrente Boite.
Questa mattina, sempre l'Anas, provvederà alla bonfica del piano stradale interessato dalla fuoriuscita di carburante. Il transito resterà a senso unico alternato.

 

Venerdì 18 Settembre 2009,

Selvazzano
      E’ ai consiglieri provinciali selvazzanesi Boris Sartori (Pd) e Bianca Beghin (Pdl)che il sindaco Enoch Soranzo e l’assessore ai pubblici Giorgio Zoppello si sono rivolti per chiedere il loro interessamento nel risolvere il problema idraulico che la nuova bretella Boston, in fase di costruzione, causerebbe alla frazione di San Domenico.
      «Come probabilmente avrete già appreso dalla stampa locale – scrive il sindaco - esiste una problematica su questa zona urbanizzata del territorio determinata dall’attraversamento della nuova viabilità “Bretella Boston” che impedirà, una volta ultimata e messa in funzione, il corretto deflusso delle acque meteoriche da più zone del nostro territorio».
      Nella lettera Soranzo chiede ai due consiglieri provinciali, che risiedono nel territorio comunale, di farsi da tramite con Provincia e Veneto Strade affinché possa essere reperita la somma di 200 mila euro, risorsa economiche necessaria per realizzare l’intervento che garantirebbe il deflusso delle acqua a monte della frazione. Immediato riscontro è giunto dal consigliere Boris che ha risposto: «Ringrazio il sindaco per avermi coinvolto nella risoluzione di un grave problema che riveste carattere di estrema urgenza, soprattutto per il fatto che i lavori di costruzione della nuova bretella sono già in corso e gli interventi per contrastare gli allagamenti e favorire il deflusso delle acque in zona San Domenico sono ancor più un’assoluta priorità». Il consigliere del Pd, che sottolinea di essere contento continuare l'impegno e il lavoro per Selvazzano e i suoi cittadini seppur da un’ottica diversa, ha comunicato che si attiverà subito per il finanziamento richiesto. «In un momento davvero difficile per il bilancio di Selvazzano – ha detto Boris – il Comune non si può permettere un’ulteriore spesa non prevista. E’ quindi giusto e condivisibile l’appello del sindaco per un intervento da parte degli enti superiori. Sono fiducioso che da una collaborazione proficua con l’amministrazione provinciale e altri enti superiori, lasciando da parte le collocazioni politiche di ognuno, si potrà giungere in tempi relativamente brevi alla soluzione del problema». Boris ricorda la positiva collaborazione con l’assessore provinciale Roberto Marcato per l’ottenimento del finanziamento per la golena Tiso.
      Ba.T.

Vogatori "alla veneta" da tutta Europa

Venerdì 4 Settembre 2009,

Le regate e le varie manifestazioni che, negli ultimi anni hanno portato in primo piano la “voga veneta” sono così piaciute agli ospiti europei ed extraeuropei da accendere in loro la voglia di provare, nei paesi d’origine, questa tradizione tipica della realtà della nostra regione e divenirne, loro stessi, esperti regatanti. Per mantenere tali sodalizi d’oltralpe, è nata, due anni fa, l’edizione “Forcole d’oro”, che promuove la “voga veneta” ed è organizzata dalla provincia con il Comune di Selvazzano Dentro.
      Sabato, in occasione della “Festa del Bacchiglione”, sono attesi i vogatori provenienti dagli USA, dall’Austria, dalla Danimarca, dalla Francia, dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dall’Olanda, dall’Ungheria.
      Nella cornice delle rive del fiume, grazie anche alla collaborazione con la Canottieri Padova e la Rari Nantes Patavium, prenderanno il via le gare, competitive e non, strettamente in voga "alla veneta”.
      “E’ un’arte apprezzata anche all’estero- ha spiegato l’assessore Leandro Comacchio-e sottolinea l’importanza della nostra tradizione”.
      Alle 9, per la seconda edizione di “Gondole by day”, partirà, da Padova, il corteo di 11 barche, (4 sandali a quattro remi e 7 mascarete a due remi), condotte dagli equipaggi non italiani che risaliranno il Bacchiglione fino a raggiungere, con un festoso alza-remi, il cuore di Selvazzano. Alle 15, il corteo ripartirà da Selvazzano per tornare a Padova, verso le 17.
      Alle 11, nel tratto dove si specchia l’Auditorium di San Michele, con il nome “Eurotrophy 1” , si svolgerà la prima edizione della competizione remiera di voga alla veneta, tra gli 8 equipaggi arrivati da fuori Italia. Le coppie di vogatori si daranno battaglia, festosamente applauditi e sostenuti dal pubblico riunito sulle sponde o sul ponte. Al termine della gara, verso le 13, prima del buffet, nell’area golenale prospiciente il campo di gara, ci sarà la premiazione dei vincitori.
      L’invito degli organizzatori è esteso a quanti vogliono passare una giornata a contatto con lo sport, con l’acqua, con la natura: la voga veneta sarà una bella occasione per far festa agli ospiti che hanno saputo valorizzare ed apprezzare una tradizione che ormai non è più solo veneta.
      Ines Thomas

 

 La storia/ Mamola, testuggine di 80 chili
salvata dalla Protezione civile a Grado

GRADO (2 settembre) - È stata battezzata "Mamola", che in dialetto gradese significa "ragazza", una tartaruga della specie Caretta Caretta del peso di circa 80 chili ritrovata nel porto di Grado (Gorizia) dalla Guardia Costiera. Sono stati i volontari della Protezione civile a recuperare la testuggine, che è stata trasportata al Centro recupero tartarughe dell'Area marina protetta di Miramare (Trieste), che ne dà notizia oggi.
Mamola, ripescata il 25 agosto scorso, è stata sottoposta a un intervento chirurgico, per asportare un amo che le era rimasto incastrato nella gola. Per la convalescenza, la testuggine è stata ospitata presso l'Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale (Ogs) di Trieste, da dove presto riprenderà la via del mare.
Ma Mamola continuerà a essere seguita: per studiarne il comportamento, d'accordo con il Programma tartarughe di Wwf Italia, verrà inanellata prima di essere liberata.

Una tartaruga della specie Caretta Caretta

 

 Milioni di anni e specie aliene
Ecco i 124 laghi sommersi dell'Antartide

WAHSHINGTON (29 agosto) - I 124 laghi sepolti da millenni sotto i ghiacci dell'Antartide non hanno più segreti: per la prima volta la loro posizione esatta e i loro contorni sono stati definiti in un unico «sguardo d'insieme», grazie al satellite della Nasa Icesat (Ice, Cloud and land Elevation satellite), e descritti nel Journal of Glaciology.
Come si sospettava da tempo, i laghi sotto i ghiacci formano un sistema ancora vivo e dinamico. Alcuni di essi sono sepolti da almeno un milione di anni, tanto da essere ormai diventati ambienti del tutto indipendenti dall'esterno, luoghi da fantascienza nei quali si sono probabilmente conservate forme di vita semi-aliene, nate in un passato lontanissimo.
Come l'acqua chiusa in un palloncino che viene schiacciato, l'acqua imprigionata sotto i ghiacci si deforma, spostandosi e infiltrandosi in canali sottili che vanno ad alimentare e ad assicurare un ricambio ai laghi sepolti, spiega il coordinatore della ricerca, Benjamin Smith, dell'università di Washington a Seattle.
Alcuni laghi appaiono chiaramente collegati a quelli più vicini, fino a formare una rete, ma ci sono anche tunnel che collegano laghi distanti tra loro centinaia di chilometri. Quelli identificati dal satellite con l'aiuto del laser altimetro sono una parte dei circa 280 laghi antartici subglaciali, quasi
tutti localizzati nella zona orientale del continente.

 

 

 

 

 

 


Selvazzano. Alzare la cornetta del telefono e sentire dall’altra parte una voce amica a cui ...

Selvazzano
 Alzare la cornetta del telefono e sentire dall’altra parte una voce amica a cui chiedere dei consigli o semplicemente informazioni, ma anche solo una voce con cui scambiare quattro chiacchiere e non sentirsi più soli. E’ tutta nuova l’iniziativa dedicata ai cittadini over 75 di Caselle di Selvazzano. Si chiama Punto Ascolto–Filo d’Argento il progetto nato dalla collaborazione tra l’assessorato alle politiche sociali del comune di Selvazzano e il circolo Auser di Selvazzano-Rubano.
      Una “vicinanza telefonica” avviata in forma sperimentale nella sola frazione di Caselle e rivolta soprattutto a persone con più di 75 anni che vivono da sole. «Punto Ascolto è un ‘iniziativa che presta attenzione al territorio e alla comunità – spiegano il Sindaco Enoch Soranzo , l’assessore alle politiche sociali Giovanna Rossi e Lucio Colombo presidente del circolo Auser – è l’esempio concreto di un buon lavoro di rete tra le realtà che popolano il territorio». Il servizio consiste principalmente in un contatto telefonico. Gli anziani che lo desiderano e lo richiedono in modo esplicito saranno chiamati direttamente a casa, oppure potranno loro stessi telefonare ai numeri telefonici 049.634252 e 049.633988 nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle ore 12. Dall’altra parte della cornetta troveranno una persona che li ascolterà dedicando loro un po’ del proprio tempo libero.
      L’attività sarà gestita dai volontari dell’associazione Auser i quali hanno deciso di dedicarsi a questo progetto con lo spirito di offrire alle persone anziane la possibilità di conoscere nuove persone, di esprimere i propri bisogni e di ricevere informazioni sui servizi e le opportunità presenti nel territorio. Per informazioni è possibile rivolgersi all’assessorato alle politiche sociali di via Cesarotti 1, telefono 049.8056244 dottoressa Maura Raccanello, oppure all’associazione Auser centro civico di Caselle Piazza Carlo Leoni, 11, telefono 049.8977655.
      Ba.T.