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Cellulari a rischio per i bambini
9-10-2008 L'età a cui iniziano la detenzione e
l'utilizzo dei cellulari continua ad abbassarsi allegramente. Ad esempio
nell'Italia dei record negativi pare ormai diffusa - a detta di insegnanti
- la tipologia «famiglia che prende il pacco alimentare alla Caritas ma i
cui figli meno che adolescenti hanno cellulare» (per lo status sociale il
pacco dono è meno deleterio del mancato sms). Comunque il boom dei
babytelefonini si è da tempo «irradiato» in molti paesi. In Gran
Bretagna riguarda nove sedicenni su dieci e il 40 % dei bambini della
scuola primaria (le nostre elementari): numeri raddoppiati rispetto al
2000. Eppure sempre nuovi studi sembrano indicare che, se le antenne della
radiofonia mobile fanno malissimo alle api e agli abitanti umani delle
aree interessate, le radiazioni degli onnipresenti apparecchietti sono un
serio pericolo per la salute degli utenti; soprattutto dei minori. Un
articolo del quotidiano inglese The Independent riferisce di una nuova
ricerca condotta in Svezia. Presentata alla prima conferenza
internazionale su cellulari e salute, ha elaborato i dati provenienti da
uno studio coordinato dal professor Lennart Hardell, University Hospital
di Orebro, secondo il quale «chi inizia a usare un cellulare prima dei 20
anni ha cinque volte più probabilità di sviluppare un glioma, tumore del
tessuto nervoso». Fino a quell'età lo sviluppo del cervello e del
sistema nervoso non sono ancora conclusi e inoltre le radiazioni entrano
più in profondità in teste e crani più piccoli. Per il cordless
(telefono senza fili) il rischio è quattro volte più alto rispetto a chi
usa un normale telefono con fili. Non solo: i cellularizzati precoci hanno
anche molte più probabilità di sviluppare neuromi acustici, tumori
benigni ma invalidanti del nervo uditivo, che causano sordità. David
Carpenter, della Scuola di salute pubblica dell'Università statale di New
York ha precisato durante la conferenza che «i bambini spendono molto
tempo con i loro cellulari. Potremmo assistere a una crisi di salute
pubblica sotto forma di epidemia di tumori maligni al cervello». E il
rischio potrebbe essere anche maggiore di quanto suggerisca la ricerca,
perché questa non rivela gli effetti dell'uso dei cellulari prolungato
nel tempo. Diversi tumori maligni richiedono tanti anni per svilupparsi;
un tempo più lungo di quello passato da quando i cellulari si sono
affermati in massa sul mercato. Del resto recentemente il neurochirurgo
australiano Khurana, autore di numerose ricerche in materia, ha dichiarato
che «nei prossimi 10 anni, a meno di un'inversione di tendenza nell'uso
di telefonini e di nuovi apparecchi con meno emissioni, assisteremo a una
crescita esponenziale delle forme di cancro al cervello (...) Le ricerche
condotte finora hanno preso in considerazione poche persone che avessero
alle spalle un uso di cellulari più che decennale». Giorni fa il
Parlamento europeo ha chiesto ai ministri europei di varare limiti più
severi per l'esposizione alle radiazioni dei telefoni mobili e cordless,
dei Wi-fi e di altri apparecchi. Conclusioni? Per lo svedese Hardell,
almeno i bambini al di sotto dei 12 anni non dovrebbero proprio usare
cellulari. E vale per gli utenti di ogni età (tre miliardi nel mondo) la
regola di prevenzione suggerita dal dottor Marinelli, Cnr di Bologna: «Usare
il cellulare come radio di emergenza». Aggiungiamo una regola ecologica:
non cambiarlo se non alla fine della sua vita, per limitare nel nostro
piccolo la produzione di rifiuti elettronici e la devastante estrazione
del minerale coltan. Concausa di guerra, in Congo. [pattomutuosoccorso]
VITTORIA PER PIETRAMELINA! 29-09-08 OSSIA
DEL COMITATO INCENERITORIZERO UMBRIA CONDANNATA
GESENU PER INQUINAMENTO AL
TRIBUNALE PENALE DI PERUGIA Partecipata conferenza stampa questa mattina
(24/09) a Perugia presso Il Direttore della Discarica di Pietramelina
Giuliano Cecili e il Direttore Generale della GESENU Giuseppe Sassaroli
sono stati condannati dal Giudice Giangamboni a 4 mesi di reclusione, al
pagamento di un’ammenda di 3.000 Euro, delle spese processuali per le
costituzioni di Parte Civile e a bonificare il sito inquinato. La sentenza ha inoltre riconosciuto il diritto
alla richiesta del risarcimento avanzata dal Comitato InceneritoriZERO,
Italia Nostra e Legambiente, che dovrà essere quantificata dal Tribunale
Civile in successiva udienza. Il reato accertato dalla Procura della
Repubblica di Perugia è di sversamento di percolato dalla discarica di
Pietramelina nelle acque del Torrente Mussino verificatosi il 18 Ottobre
2004. In tale data le acque del torrente assunsero
una colorazione marrone-ruggine inducendo i cittadini a far scattare la
denuncia; la centralina di monitoraggio posta al di sotto della discarica
di Pietramelina era quel giorno inspiegabilmente inattiva e
impossibilitata ad allertare gli organi competenti. I dati della suddetta
centralina hanno rilevato nel corso degli anni sversamenti di percolato
che si ripetono in maniera sistematica, evidenziando la difficoltà da
parte dei gestori della discarica di controllare l’inquinamento
ambientale. La mancata costituzione di Parte Civile da
parte del Comune di Perugia a questo processo ci ha sconcertati in quanto
il danno ambientale provocato è solo un’inezia rispetto al danno morale
subito dai cittadini delle zone limitrofe che si trovano a convivere
vicino ad una bomba ecologica di inimmaginabili dimensioni. Walter Marri Presidente Comitato InceneritoriZERO Portavoce Comitato InceneritoriZERO
[pattomutuosoccorso] a
proposito dell'inchiesta giudiziaria su poltici ed imprenditori COLLINI,
POLITICA E TAV (esposta
in sei tesi) 1. La recente inchiesta giudiziaria sugli
appalti rivela, al di là dello scandalo mediatico, la normalità del
rapporto tra affari, corruzione e politica. La spartizione truccata del
denaro pubblico è il principale motore dell'industria. Tutti i partiti vi
sono coinvolti (in maniera direttamente proporzionale al loro potere e al
loro peso nelle istituzioni locali e nazionali). D'altronde, quando il
procuratore titolare dell'inchiesta dichiara che si era oltrepassata la
soglia del tollerabile non afferma forse, indirettamente, che la
corruzione è un elemento costante di questo sistema politico ed
economico? 3. Il rapporto politica-Grandi Opere non
determina solo la corruzione negli appalti e la spartizione di denaro
pubblico, ma anche la realizzazione di infrastrutture inutili e devastanti
a profitto dei grandi costruttori e dei loro amministratori politici. I
debiti provocati dal'Alta Velocità ammontano già al peso di qualche
decina di manovre finanziarie (si parla di almeno 90 miliardi di euro). 4. 5. I politici trentini parlano tanto in questi
giorni di "moralità dei comportamenti" e di "codice
etico". La violenza che fanno alle parole riflette la violenza che
esercitano sulla natura e sugli uomini. Per noi etica vuol dire libertà,
giustizia, vita. Nulla di più lontano da ciò che la loro pratica –
legale o illegale che sia – dimostra. L'unico scopo che tenacemente
preseguono è trasformare tutto in merce per il loro profitto e quello
delle imprese loro amiche (trentine o meno). Così le montagne diventano
ostacoli da bucare, l'acqua un bene comune da privatizzare, i servizi
sociali territorio da saccheggiare. La turbativa d'asta di cui vengono
accusati alcuni amministratori è solo l'ultimo tassello. 6. Le inchieste giudiziarie non risolveranno
mai il problema della corruzione. La gogna a cui espongono singoli
politici e capitalisti è spesso uno strumento per favorire altri gruppi
di potere. Gioire da spettatori per la disgrazia in cui cade il potente di
turno non è sinonimo di alcuna virtù. Solo un'opposizione dal basso può,
cambiando questa società, sottrarre da sotto i piedi il terreno a
tangentisti e lestofanti vari. Non a caso la preoccupazione più grande di
Dellai, Divina e soci è che la gente smetta di delegare. Non difendono
forse tutti le Grandi Opere (TAV, inceneritore, base militare di
Mattarello, impianti di risalita, ecc.)? Non ambiscono tutti a gestire lo
stesso sistema? Che l'assenza di partecipazione, di trasparenza
e di regole realmente condivise si possa modificare votando per gli uni o
per gli altri – oppure portando la forza dei movimenti all'nterno delle
istituzioni – è un'illusione. Noi abbiamo scelto un'altra strada: discutere
paese per paese, in assemblee aperte, di quei progetti che le istituzioni
tacciono o mistificano, organizzarci dal basso, impegnarci in prima
persona, senza deleghe né sponsor. 11-09-2008 Vi
giro questo articolo che ci ?? giunto oggi.
[pattomutuosoccorso]
news dal MoviSAT
31
maggio 2008
La
Toscana affida altri 3 anni di sfruttamento dell´acqua al gruppo Nestlé Per altri
tre anni Era oggi il giorno delle consultazioni sul Prrm 2008-2010
(Piano di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria) tenute
dalla commissione Territorio e ambiente del Consiglio regionale presieduta
da Erasmo D’Angelis. Sono stati ascoltati Arpat, Agenzia sanitaria
regionale, rappresentanti di tutte le categorie economiche, ordini
professionali. «Migliorare la qualità dell’aria – ha evidenziato il
presidente - significa evitare decessi e malattie, migliorare la qualità
dei nostri polmoni e del nostro cuore. È un tema che riguarda tutti e a
cui a pieno titolo tutti possono e devono dare il proprio contributo. È
una materia che investe vari ambiti: sanità, mobilità, interventi
infrastrutturali con investimenti su ferrovie e tramvie. Lavoriamo ad un
Piano regionale innovativo che punta a ridurre il rischio degli
inquinanti, sapendo però che qui occorrono politiche e ingenti risorse
nazionali che ancora non vediamo in bilancio».
[pattomutuosoccorso]
Aumenti Enel... I continui aumenti sulle bollette ENEL meritano una risposta.
Forse non tutti sanno che
[pattomutuosoccorso] Variati sindaco, rispettare patto con
Vicenza ACHILLE
VARIATI SINDACO: NO
AL DAL MOLIN DETERMINANTE, ORA
RISPETTARE PATTO CON CITTA’ Achille Variati è Sindaco;
gli facciamo i più sentiti auguri perché sappia segnare una forte
discontinuità con il passato amministrando la città nell’interesse dei
cittadini. La vicenda Dal Molin è stata
determinante nel risultato delle elezioni amministrative vicentine. Ha
vinto chi, in campagna elettorale, si è dichiarato contrario al progetto
statunitense. Ora ci aspettiamo il rispetto del patto che Achille Variati
ha fatto con la città: il nuovo consiglio comunale dovrà immediatamente
annullare l’ordine del giorno che esprimeva parere favorevole
all’installazione militare. Qualcuno, nei giorni scorsi,
ha voluto trasformare la scadenza amministrativa in un referendum sul Dal
Molin; detto fatto, quel qualcuno non solo ha perso le elezioni, ma ha
anche avuto l’ennesima prova che gran parte della città è contraria al
progetto che la giunta passata ha accettato supinamente. Presidio Permanente, Vicenza,
28 aprile 2008 TAV: PM
FIRENZE CHIEDE 13 CONDANNE PER DANNI FALDE IDRICHE 18
Aprile 2008 Tredici
condanne e tre assoluzioni di cui due per prescrizione, sono state chieste
stamani per i danni provocati alle falde idriche e ai torrenti dai
cantieri per l’Alta velocità tra Firenze e Bologna, nel territorio del
Mugello.Le condanne e le tre assoluzioni sono state chieste dal pm Gianni
Tei nei confronti di 16 fra dirigenti e dipendenti di Cavet, il consorzio
di imprese che ha avuto in appalto i lavori. Sulla quantificazione della
pena si dovrà attendere la fine della requisitoria che proseguirà con il
pm Giulio Monferini per le accuse relative all’inquinamento provocato
dai residui delle escavazioni per le gallerie. Sempre
oggi il pm Tei, come già anticipato alla scorsa udienza, ha chiesto al
tribunale la trasmissione degli atti del processo alla Corte dei Conti per
valutare eventuali responsabilità per danno erariale a carico di Regione
Toscana e ministero dell’Ambiente, per omesso controllo: secondo il pm,
sulla realizzazione dell’ Alta velocità, di fatto è mancato. E’ vero
che fu costituito a tal fine l’Osservatorio ambientale, ma ha finito per
funzionare come “parafulmine”, non impedendo che si realizzassero i
danni ambientali. L’azione
dell’Osservatorio avrebbe dovuto rafforzare i controlli di Regione e
ministero, non sostituirli. Il pm ha poi spiegato che Cavet, il consorzio
di imprese che si aggiudicò i lavori, “ha fatto ciò che ha voluto e
potuto fare”, confutando i vari argomenti addotti per giustificare i
problemi idrici verificatisi nel corso dei lavori: dalla colpa alla siccità,
al fatto che non dipendeva dai cantieri, alla tesi che l’acqua sarebbe
tornata o che tutto era previsto. E’
stato anche sottolineato come il geologo della Regione che, nel ‘95,
segnalo’ i rischi per le falde a causa della costruzione, “non ha
fatto carriera:era al settimo livello e lì è rimasto”. Infine il pm ha
anche citato la teoria economica della “cattura”, per evidenziare come
nel caso della Tav “l’opera era tale che alla fine si è imposta, è
passata avanti alle specifiche esigenze dei diversi portatori di
interessi”. Il processo, che vede imputate oltre 50 persone. Il costo dell'abolizione Ici
16
aprile 2008 L'abolizione dell'Ici sulla prima casa, che il leader del Pdl Silvio
Berlusconi ha promesso di varare al primo Consiglio dei ministri, ha un
costo di circa 2 miliardi di euro. La stima arriva dall'Anci,
l'associazione dei comuni italiani L'abolizione dell'Ici sarà decisa nel primo Consiglio dei ministri
del nuovo governo del Pdl. Questa una delle priorità segnalate nella
prima giornata di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio in
pectore. Il Cavaliere, intervenendo telefonicamente in diverse
trasmissione televisive e radiofoniche, all'indomani di una netta vittoria
elettorale, ha annunciato di avere "il disegno di legge pronto per
l'abolizione dell'Ici assieme alla detassazione del lavoro straordinario e
ai premi di produttività, e insieme anche al bonus di mille euro per i
nuovi nati". Numeri alla mano, il taglio dell'Imposta comunale sugli
immobili ammonta a circa 2,1 miliardi di euro. L'importo si desume
incrociando i dati dell'associazione dei comuni italiani (Anci) con quelli
forniti dal governo uscente durante l'esame in Parlamento della
Finanziaria 2008. Secondo l'ufficio stampa dell'Anci, l'Ici sulla prima
casa assicura un gettito pari a 2,9-3 miliardi di euro l'anno. L'ultima
Finanziaria ha però introdotto nel 2008 un'ulteriore detrazione rispetto
a quella base di 103,29 euro pari all'1,33 per mille fino a un massimo di
200 euro. L'intervento, stando a quanto indicato nella relazione tecnica
alla legge di bilancio, pesa così sulle casse dello Stato per 823
milioni, poiché il governo si è impegnato a rimborsare la perdita di
gettito ai comuni. Cifre tutto sommato analoghe si riscontrano se si guarda alle stime
fornite dagli uffici del Tesoro sempre nella relazione tecnica alla
Finanziaria, dove il gettito complessivo stimato sulle sole abitazioni
principali per i beneficiari della nuova agevolazione (escluse ville, case
di lusso e castelli) è indicato a circa 2,7 miliardi di euro annui. Via libera così anche dall'Anci
all'abolizione dell'Imposta. Secondo il vice presidente dell'Associazione,
Osvaldo Napoli, è infatti possibile l'operazione, dal momento che si può
contare su di un fondo che
già esiste presso il ministero dell'Interno". Sono stati
Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, ha spiegato Napoli, ad assicurare
all'Anci la certezza della copertura finanziaria, anche se non si conosce
ancora l'entità del fondo. Secondo Napoli, se l'Ici venisse abolita solo per la prima casa, il
costo dell'operazione "non rappresenta una grande cifra, poco più di
2 miliardi di euro all'anno, che inciderà in modo assolutamente lieve sui
conti pubblici". "È da considerare anche che l'Ici è una tassa
ingiusta - ha concluso Napoli - che va a colpire il bene primario di ogni
famiglia, la casa. Un bene che rappresenta i sacrifici di una vita". Numeri, quelli sul taglio dell'Ici, che vengono confermati - anche
se un po' al rialzo - dalla Cgia di Mestre: per l'associazione degli
artigiani mestrina si tratta di circa tre miliardi l'anno. Si salirebbe a
10 miliardi di euro se l'abolizione dovesse valere per ogni abitazione.
Secondo E POI CI MERAVIGLIAMO,DEL NON VOTO!!!! MEDITATE GENTE!!! MEDITATE!!! ANDATE IN GITA!!! AMATE LA NATURA!!! MARZO-2008
Elezioni,
Fo lancia la volata: «il potere ha paura di voi» 09/04/2008
fonte: Il Vicenza Due fiumi in piena. Due trascinatori della
folla. Sono il premio Nobel Dario Fo e Don Andrea Gallo
09/04/2008
fonte: Presidio
Permanente Guai a chi li fischia Berlusconi visita Vicenza e la democrazia assume una nuova forma: la
claque. Contestarlo? Vietato. Guai a chi
li fischia: in democrazia si può solo applaudire. Succede a Vicenza, dove
da alcuni mesi il clima politico sta cambiando. La partecipazione si
trasforma in claque, mentre i cittadini sono invitati a stare il più
lontano possibile; meglio ancora, davanti alla televisione, dove possono
inveire liberamente contro il politico di turno, tanto nel chiuso delle
proprie case nessuno li vede. [pattomutuosoccorso]
Dario Fo: le coop,
macchina di profitti COMUNICATO STAMPA BASE
USA VICENZA DARIO FO: «LE COOP, MACCHINA DI PROFITTI» «Le coop
rosse hanno vinto l’appalto per la messa in opera della base militare
Usa del Dal Molin. È una vittoria, questa, che corrisponde a una dura
sconfitta per la storia del mondo del lavoro. È doveroso ricordare che
nel loro statuto le coop si impegnano a contribuire in modo costruttivo
alla tutela del patrimonio ambientale; ma a Vicenza, aggiudicandosi questo
appalto, si impegnano invece a realizzare un impianto militare, con
depositi d’armi all’uranio impoverito e forse anche atomiche,
(D’altra parte non c’è da meravigliarsi, nel nord Italia sono
depositate 90 bombe atomiche fra Ghedi e Aviano!) sopra la più grande
falda acquifera del nord Italia. È una dura mortificazione per tutti
coloro che da sempre lottano per il rispetto dei diritti civili e la
gestione libera dei popoli, compreso quello italiano. Delude e
indigna rendersi conto come associazioni nate per consorziare e difendere
i lavoratori dallo sfruttamento di arroganti speculatori, si ritrovino
oggi coinvolte in prima persona dentro azioni di profitto spregiudicato e
privo di ogni codice etico. Ogni cittadino, appena cosciente e informato,
ha bene chiaro in mente che la macchina che si sta realizzando in questa
nostra terra, ha il solo scopo di creare una piattaforma non certo di
difesa della pace ma di aggressione nel progetto di controllo e conquista
delle fonti di energia presenti in tutto il Mediterraneo orientale e
oltre. Una macchina del genere non può che produrre conflitti,
distruzione e rovina. Non è
assolutamente piacevole vedervi coinvolte strutture che alla loro origine
rappresentavano l’orgoglio del mondo operaio.” A dichiararlo è il premio Nobel Dario Fo che sarà a Vicenza lunedì 7 aprile per sostenere la candidatura di Cinzia Bottene e della lista ‘Vicenza Libera – No Dal Molin’ alle elezioni amministrative. Assunto 25 volte in tre anni5
APRILE 2008
Storia di Fabio, operaio del settore metalmeccanico. Da poco più di
tre anni sta vivendo una situazione paradossale: ha firmato decine e
decine di mini contratti di lavoro a tempo determinato. Sempre con la
stessa azienda… A volte il problema del lavoro non è solo la paga. A volte sono le
certezze, quando mancano. Fabio ha 32 anni, abita e lavora a Vigevano, in
provincia di Pavia. “Almeno ci provo a vivere”, racconta con ironia.
Già, perché nel giro di tre anni e mezzo Fabio ha perso il lavoro 25
volte dopo avere siglato altrettanti contratti e tempo determinato. “A volte durano anche una sola settimana, o anche due. Entro,
faccio il mio lavoro, non faccio in tempo a prendere il ritmo che devo
andarmene via”. Fabio parla di ritmo, perché non gli manca la
dimestichezza con il posto di lavoro. Del resto lui, metalmeccanico, viene
chiamato sempre dalla stessa azienda, non è uno dei girovaghi delle
società di lavoro interinale. “Alla fine mi ero adeguato, perché speravo sempre di essere
assunto. Eppure, se mi chiamavano così spesso, dovranno pure avere
bisogno di qualcuno”, spiega. Già, intanto così il suo contratto viene
ogni volta azzerato, zero ferie, zero anzianità, zero scatti di
contratto. Ogni volta Fabio arriva e prende il minimo contrattuale.
Tradotto, se va bene si parla di 990 euro mensili, “che poi se li dividi
per le due settimane o la singola settimana di lavoro, vedi tu che cosa
porto a casa”, allarga le braccia con amarezze. “Mi spacco la schiena ma l’azienda così ha il massimo: di fatto
sono senza diritti, ma loro sono in regola perché hanno un contratto con
tanto di contributi”, racconta l’operaio. Che spiega un altro dei
paradossi: “Vedi, nel periodo in cui sto fermo potrei anche accettare un
altro lavoro. Ma ho trovato solo altri impieghi a tempo determinato, dove
le aziende mi hanno chiarito subito che non avrei avuto un futuro. Così
alla fine non volevo mettere a rischio l’unico posto a modo suo
continuativo”. Perfino la malattia, di fatto, è formalmente pagata, ma è a
rischio, “certo, mica posso prendermi l’influenza per tre o quattro
giorni, visto che il mio contratto inizia il lunedì e finisce il venerdì.
Non posso sparire per tutti quei giorni”. Adesso il lavoratore si è
stancato, ha chiamato il sindacato, vuole andare in fondo a questa storia
e farsi riconoscere come dipendente. “Per ora ci ho guadagnato una causa e la perdita del posto che,
per quanto poco, mi rendeva qualche cosa”. Tutto bene? No, l’azienda
ha chiamato i suoi avvocati e Fabio sussurra, con un filo di voce: “Mi
sembrano molto decisi e in un incontro hanno fatto un elenco di sponde
giuridiche a loro favore. Sai, comincio a temere che abbiano ragione
loro”. by MiaEconomia® Ieri sera è
risultato chiaro una volta di più che
[pattomutuosoccorso] ELEMOSINA E RICATTO OCCUPAZIONALE a
GUALDO CATTANEO 31 MARZO 2008 E' appena giunta notizia del
fatto che il gestore della centrale termoelettrica "Pietro Vannucci"
di Gualdo Cattaneo intenderebbe assumere tre persone, esattamente un
perito meccanico, un perito chimico ed un perito elettrotecnico,
prioritariamente residenti nei Comuni di
Gualdo
Cattaneo, Foligno, Giano dell'Umbria, Montefalco, Bevagna e Collazzone. [pattomutuosoccorso]
dal Trentino A PROPOSITO DI ELEZIONI ai
comitati di lotta, a chi pratica il mutuo soccorso, a chi resiste… Al
di là delle dichiarazioni, tutti
i partiti dell'arco parlamentare hanno rivelato da che parte stanno.
L'esperienza della partecipazione della cosiddetta sinistra radicale al
governo Prodi ha ampiamente confermato ciò che era prevedibile: il
prevalere dei poteri forti sulle promesse di libertà e uguaglianza. La
"sinistra arcobaleno" ha la pesantissima responsabilità di aver
tradito le aspettative di chi subisce la dittatura del mercato, di chi nel
mercato e dal mercato continuerà ad avere la vita macinata. Ora, in
periodo elettorale, fa di nuovo la voce grossa e chiede il sostegno di
comitati e movimenti. Dopo aver approvato le missioni e le Finanziarie di
guerra, dopo aver votato per i CPT, il TAV, i rigassificatori, gli
inceneritori, le leggi razziste, chiede ancora fiducia. Non concediamole
alcuna legittimazione.Pensiamo che il sistema della delega e della
politica professionale abbia sufficientemente dimostrato di saper
integrare e svilire ogni opposizione interna. La brama di potere pesa, il
privilegio anche. La pratica dei compromessi parlamentari ha corrotto –
in epoche di grande effervescenza sociale – donne e uomini che avevano
temprato la propria fibra morale durante
Chi
si batte contro le nocività non può che rifiutare il proprio consenso a
chi le nocività le produce, le vota, le finanzia. Lottare contro le
scelte di partiti che si è contribuito ad eleggere, eleggere i partiti
contro le cui scelte lotteremo domani non è forse assurdo? Ancor prima di
una questione di pratica sociale, è un problema etico, di dignità: non
collaborare con ciò che si considera ingiusto. Se il rifiuto dei
partiti parlamentari si è assai diffuso tra i comitati dal basso, sembra
invece serpeggiare una "nuova" illusione: le liste civiche.Permane,
cioè, l'idea che in discussione non sia un intero sistema sociale,
bensì il personale politico che lo amministra, o la trasparenza
democratica del suo amministrare. L'esperienza dei Verdi tedeschi dovrebbe
illuminare. All'inizio erano sostanzialmente delle liste civiche. Oggi
votano i bombardamenti "umanitari" (inaugurati nel 1999 con la
guerra ai danni della popolazione serba, condotta anche dal governo
tedesco di cui erano parte).Tra i comitati di lotta e la partecipazione
istituzionale è necessaria una linea netta
di demarcazione. In caso contrario, oltre ad affossare l'autonomia delle
lotte, si insinua il sospetto che queste ultime siano finalizzate e
strumentalizzate a scopi elettorali.
Si tratta di un veleno pericoloso e per nulla
sconosciuto. Tant'è che per prevenire le immancabili obiezioni, si
presenta la scelta elettorale con un linguaggio nuovo e accattivante. Ma
dire che si ricorre alla delega per favorire la partecipazione, affermare
che si vuole sperimentare l'autogestione entrando nei consigli comunale
vuol dire confondere le carte. Partecipare al sistema rappresentativo è
rappresentanza. Anzi, le liste civiche sono oggi l'ultima àncora di
salvezza fornita alla "crisi della rappresentanza".I vari
comitati contro le nocività hanno dalla loro una preziosa caratteristica:
quella di dire "NO". Tutti si trovano su di un obiettivo
preciso, rispetto al quale non è possibile alcuna mediazione. Il TAV si
fa o non si fa. Una base militare si fa o non si fa. Se invece un comitato
diventa una lista civica, dovrà affrontare mille problemi diversi da
quello per cui era nato. Problemi che non si conoscono in anticipo, sui
quali quindi la delega rimane in bianco. La lotta permette quella
partecipazione che la routine dei consigli comunali tende, nel tempo, a
scoraggiare. E poi, quando si hanno dei consiglieri, perché non volere
anche un assessore? Eccoci così imprigionati nell'amministrazione di ciò
che esiste. Non solo. Perdendo rispetto all'obiettivo iniziale (il NO TAV,
il NO alla base, ecc.), si potrà sempre dire che però si sono ottenute
tante altre cose: piste ciclabili, parchi, nuovi statuti comunali, bilanci
partecipativi, ecc. La
specificità e la non negoziabilità degli obiettivi sono tra le poche
"garanzie" contro l'opportunismo politico. Senza
contare che la partecipazione elettorale ha, per quanto riguarda le lotte,
la sua ricaduta psicologica e sociale. Essa alimenta l'illusione che si
possa raggiungere l'obiettivo (impedire la costruzione di una base
militare, di un inceneritore, di un rigassificatore, ecc.) con il 50 per
cento più uno dei voti. Nel caso di opere in cui gli interessi in ballo
sono enormi l'illusione è evidente. Ma essa, ben funzionale alle mire
politiche di alcuni, incontra anche l'inconfessata speranza dei più che
sia possibile ottenere certi risultati senza rischiare in prima persona. Non
dovremmo illuderci a vicenda. "Cambiare
come, allora?", chiederà qualcuno. Bella
domanda, a cui dovremo continuare a rispondere individualmente e
collettivamente. Scoprendo ed affermando ciò per cui ci battiamo, certo,
ma precisando anche ciò che nonnon vogliamo. siamo e ciò che Nessuno
se ne avrà a male, dunque, se diciamo fin d'ora, nel nostro piccolo, dove
continueremo a cercare, da appassionati e testardi, i nostri compagni di
viaggio. Imboccando
la strada asfaltata della partecipazione istituzionale non si va dove si
vuole andare, ma dove porta la strada. Preferiamo
battere altri sentieri. Trento, marzo 2008 [pattomutuosoccorso]
[COM.STAMPA] Appalto del Dal Molin alle cooperative rosse VICENZA BASE
USA DAL MOLIN
[pattomutuosoccorso]
Vicenza
24 febbraio 5000 serbi in corteo
Una grande manifestazione di 5000 serbi è stata
fatta passare al largo del centro di Vicenza. Anche la caserma Ederle è
stata vietata dalle autorità italiane da Prefetto e Questore e dal
Governo ( di sinistra!)premurosi della tranquillità degli americani della
èpeggiore delle brigate imperialiste distintisi in tutte le aggressioni
dalla Corea al Vietnam all'Iraq all'Afghanistan. Un servizio enorme di
carabinieri baschi neri e polizia vigilava la manifestazione. Molti serbi comunque sono andati
all'appuntamento fissato in precedenza nei pressi della caserma Ederle di
qui poi si sono recati a piedi allo stadio da dove è partita la grande
manifestazione fatta passare all'esterno di Vicenza e fatta arrivare in
Campo Marzio davanti alla stazione. Migliaia e migliaia di persone
moltissimi uomini, giovani, ragazze nella assoluta maggioranza operai
nelle concerie, nei cantieri nelle fabbriche di molti altri settori. E con
loro anche molti ragazzi. E con loro anche degli anziani, distinte vecchie
signore. Molti con la candela in mano. con le icone, con centinaia di
striscioni e cartelli che ripetevano quasi ossessivamente, il
Kossovo è il cuore della Serbia, il 17 febbraio è stato un giorno
terribile; basta col terrore Usa. Più di un cartello inneggiava anche a
Putin. Un grande striscione portato da molta gente. IL KOSSOVO E'
Ma c'è anche un dolore cupo, una grande
tristezza, una rabbia che per ora non trova risposte. Colpisce un ragazzo
grande e grosso con un maglione rosso con scritto sù Serbia e un
espressione buona triste, tutto intento a tenere accesa la sua
candela che una bava insidiosa minaccia di spegnere. In questo pomeriggio
incerto di febbraio la grande manifestazione si stringe attorno alle sue
bandiere, al suo orgoglio, alle sue icone. Ma quanto deserto intorno a questa grande
manifestazione di uno spezzone fiero di classe operaia ! Nessun partito
italiano è presente, nessun comitato, nessun sindacato. Assente tutta la
pletora dei compatibili e dei politicamente corretti. Incredibilmente
nessuna bandiera del Comitato No Dal Molin la cui direzione manca così
completamente il segno. Si sono fatti parlare a suo tempo nelle
manifestazioni i pacifisti americani, ma non si accolgono invece gli
aggrediti e bombardati agli americani. I pochi compagni che siamo presenti
con un paio di volantini e qualche decina di persone abbiamo
abbondantemente di che vergognarci della situazione del movimento
italiano. I serbi sono circondati dai plotoni dei baschi neri e
dall'isolamento politico assoluto in cui vengono confinati i reprobi che
hanno osato di opporsi e che osano opporsi e magari bruciare anche
un'ambasciata americana. Ma i Serbi vanno avanti. Il corteo ogni
tanto si ferma si riordina, mette a punto gli slogan. Molti sono le
critiche ai dirigenti europei, riccorrono gli slogan contro D'Alema
in particolare. Non sono "migranti" da soccorrere con
socialforum o associazioni altre misericordiose, sono una componente
fiera, organizzata, popolare, con un servizio d'ordine composto da
uomini che si capisce al volo essere abbastanza pratici allo schieramento
e con esperienze alle spalle. Negli interventi alla fine della
manifestazione ricorre anche l'esperienza del lavoro sfruttato,
l'individuazione delle responsabilità dei grandi padroni e delle banche
d'Europa in quanto è successo in Jugoslavia. Lo stesso capitale che rende
le condizioni di lavoro sempre più micidiali anche qui in queste terre.
Solo ieri un operaio di Padova, Luca Grassivaro è morto in una fabbrica
metalmeccanica con la testa schiacciata sotto una pressa. di 40 anni.
Questi che adesso sono in piazza sono al 90 per cento operai di fabbrica
che ogni giorno subiscono quell'ordine capitalista che è lo stesso che ha
fatto a pezzi il loro paese perchè non voleva accettare èppassivamente
l'allargamento Nato. La crisi che ha fatto a pezzi
Quella fila impavida di donne che reggono il
grande striscione bianco, scritto da loro, Kossovo è Gerusalemma della
Serbia. con accanto a loro i piccoli significano molto. E' sui
tempi lunghi che si gioca la battaglia una battaglia che i popoli, i loro
comitati, le loro multiformi organizzazioni, devono dare sempre più
coordinati e uniti ai diavoli della guerra infinita. E la vittoria
alla fina sarà dei popoli. La grande manifestazione dei serbi a Vicenza
in questo 24 febbraio 2008 come le altre che hanno fatto in tutta Europa e
nel mondo hanno il significato per me di una disponibilita, di un' apertura,
di un appello del popolo serbo agli altri. Noi ci siamo,cordiniamoci e
battiamoci davvero assieme contro la guerra e le sue basi! _______________________________________
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[pattomutuosoccorso] droga ogm allarme 13 DICEMBRE 2007 E' allarme per le droghe ogm
Quella
di ieri è l´ultima in ordine di tempo delle operazioni che hanno portato
a galla e smantellato il traffico di stupefacenti che vede Ferrara come
punto terminale di un giro che vedeva arrivare in città grosse quantità
di hashish eroina e cocaina provenienti dalle vicine Bologna e Modena.
"Il blitz di ieri sera - spiega il pm Nicola Proto che ha coordinato le
indagini - è la seconda operazione portata a termine solo quest´anno
dalla squadra mobile di Ferrara, che va ad aggiungersi a quelle dei
carabinieri nell´ambito della cosiddetta operazione Bullwark, a
testimonianza del costante sforzo delle forze dell´ordine nel contrasto
allo spaccio di stupefacenti". Secondo il magistrato quest´ultima tappa
"riconferma che il consumo nella nostra città è notevolissimo e vede le
etnie nordafricane, in questo caso quella marocchina, svolgere un ruolo
di primo piano nello smercio". L´impegno di procura e polizia sarà anche
per il futuro quello di "un lavoro interrotto che coinvolgerà tutti i
mezzi e gli uomini a nostra disposizione senza risparmio".
www.nocoketarquinia.splinder.com
[pattomutuosoccorso] Fwd: TAV e siccità in Mugello e a Monte Morello: i cittadini documentano COMUNICATO STAMPA Firenze, 8.8.'07
TORRENTE CARZA MAI COSÌ ASCIUTTO DA MONTE MORELLO:
I CITTADINI FOTOGRAFANO E SCRIVONO, L’ASSOCIAZIONE IDRA TRASMETTE
ALLE AUTORITÀ. | |||||||||